Alcol lock a bordo delle auto, sconti obbligatori per le assicurazioni

La legge concorrenza 2017 obbliga le assicurazioni ad applicare uno sconto per coloro che installano sul veicolo scatole nere e meccanismi di alcol lock. Se da un lato si incentiva la diminuzione degli incidenti per condotte imprudenti, cosa succede se lo strumento non funziona?

Silvia Bernardi e Alessandro Bugli

Cosa cambierà per le compagnie assicurare clienti con l’alcol lock a bordo? Nel 2014 un noto quotidiano nazionale dichiarò finita l’era delle stragi del sabato sera. Gli ultimi testimoni di questo tragico fenomeno sarebbero rimasti i genitori e gli adolescenti degli anni ’90. Verrebbe da esultare per la fine di una sequenza di lutti che a nessuno mancherà. Ma è veramente così? I dati parlano di una riduzione in termini assoluti degli incidenti, ma il fine settimana rimane il momento con il più alto tasso di sinistri.

Basti leggere i dati del Rapporto sugli incidenti stradali – 2016 (ACI-ISTAT) per comprendere come il venerdì sera e il sabato siano giorni “neri” per la circolazione stradale. Perché? Per un incremento della mobilità che ci porta ad usare di più l’auto per uscire dalle città e ad aumentare così la circolazione soprattutto sulle strade extraurbane. All’incremento di mobilità si abbinano abitudini “meno virtuose”: si beve di più e si usano sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida.

Con la legge concorrenza 2017, entrata in vigore il 29 agosto scorso, il Legislatore affronta il fenomeno incentivando l’utilizzo di meccanismi che non consentano la marcia del veicolo in caso di rilevazione di supero dell’alcolemia massima per poter circolare. Allo stesso tempo ha reso obbligatorio per le assicurazioni lo sconto per coloro che installano sul veicolo scatole nere e meccanismi di alcol lock in quanto strumenti in grado di ridurre gli incidenti stradali per condotte di guida imprudenti (la legge - art. 132-ter - si limita a dire che lo sconto dovrà essere “significativo” e calcolato secondo i parametri che l’IVASS è chiamato a determinare).

Si può agilmente stimare che nei prossimi anni l’utilizzo di questi strumenti aumenterà sensibilmente, anche se questo tema – al pari della black box – sembra più materia in cui debbono intervenire le case costruttrici e non le singole compagnie di assicurazioni.

Le statistiche
Fonte: dati Rapporto sugli incidenti stradali – 2016 (ACI-ISTAT). Dato calcolato con riferimento alla circolazione tra le ore 22 e le 6 del mattino del giorno successivo

“Nel 2016, nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 6 … si sono verificati 22.413 incidenti stradali (12,7% del totale), che hanno causato il decesso di 816 persone (24,9% del totale dei morti) e il ferimento di altre 35.758 (14,4% del totale dei feriti)… Il maggior numero di incidenti, morti e feriti di notte (dentro e fuori città) è concentrato il venerdì e il sabato (oltre il 40% sul totale incidenti, morti e feriti di notte). Il sabato presenta un picco per le vittime in ambito urbano ed extraurbano.

 Le ragioni

Mondo e Europa  - Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, almeno 1,25 milioni (!) di persone muoiono ogni anno in sinistri stradali. La circolazione è la prima causa di morte per i giovani tra 15 e 29 anni. Il 90% dei sinistri si verifica in Paesi con popolazione a medio-basso reddito, anche se i veicoli che vi circolano sono solo il 54% del totale mondiale. Le principali vittime in termini percentuali NON sono i conducenti e i trasportati di autoveicoli, bensì pedoni, ciclisti e motociclisti. In assenza di interventi, la circolazione stradale raggiungerà la settima posizione tra le cause di morte a livello globale.

Gli studiosi dell’Università del Michigan hanno stimato che l’impatto in termini di risparmio di vite e anche di costi – ove tutti i veicoli statunitensi fossero dotati di alcol lock  – sarebbe notevole. Il dato stimato è di una riduzione delle spese per sinistro di circa 350 miliardi di dollari nei primi 15 anni dall’introduzione dell’obbligo. Secondo Eurostat, nell’Europa a 28 il numero totale di incidenti stradali con esiti mortali nel traffico stradale è diminuito del 59,2% tra il 1995 e il 2015. Si registra da tempo una riduzione del numero di vittime da circolazione stradale in tutti i paesi europei. Restano ancora significative differenze tra le singole Nazioni.

Interessante ricordare come nel 2012 la Francia abbia imposto per legge l’obbligo di avere un “etilometro” a bordo del veicolo. Cosa, ovviamente, diversa dal nostro meccanismo di alcol lock bloccante l’avvio del motore, ma equipollente nelle finalità perseguite. Da quanto si può leggere, però, il progetto d’Oltralpe è stato poi modificato e non è prevista più alcuna sanzione per chi non rispetti l’obbligo (di fatto “azzoppando” la norma). Interessante anche l’esempio della Svezia che, oltre ad aver avviato un percorso di dotazione dei mezzi di trasposto e di trasporto merci del meccanismo di alcol lock, impone l’utilizzo dello strumento per coloro ai quali sia stata in precedenza ritirata la patente per guida in stato di ebrezza e vorrebbe giungere all’obiettivo di vedere tutti i veicoli in circolazione dotati dello strumento. Altre realtà si stanno muovendo in questi termini, ad esempio: Spagna, Belgio, Germania e Norvegia, ma si vedano anche Olanda e Repubblica Ceca. A ben vedere, di recente lo European Committee of the Regions ha invitato l’Unione Europea ad adottare una politica complessiva in materia di utilizzo di alcolici e, in dettaglio, in materia di utilizzo di meccanismi di alcol lock a bordo dei veicoli. Secondo il Commitee il 25% (!) dei sinistri stradali mortali sarebbe da ricondurre a condotte di guida in stato di ebrezza. Aspettiamoci, quindi, un intervento a matrice sovranazionale e di ampio respiro sul punto.

 Così in Europa e così nel mondo

Italia (dati sulla sinistrosità e le infrazioni rilevate) -  Di seguito il dato ISTAT per il 2016. Secondo l’Istituto, nel 2016 si sono verificati in Italia 175.791 incidenti con lesioni alla persona che hanno provocato 3.283 vittime e 249.175 feriti. Per la guida in stato di ebrezza e sotto l'influenza di sostanze stupefacenti, la Polizia Stradale, i Carabinieri e le Polizie Locali dei Comuni capoluogo hanno contestato nel 2016, rispettivamente 40.469 e 4.742 violazioni.

Le cause più comuni di sinistro sono: la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 41,5% dei casi).

Alcol lock e possibili ricadute sulle imprese di assicurazione - Come anticipato, certamente consapevole del fenomeno, il Legislatore con la legge concorrenza 2017 (l. 124/2017) per incentivare comportamenti responsabili ha previsto che: “… le imprese di assicurazione praticano uno sconto…:

… nel caso in cui vengano installati … o sono già presenti o portabili meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo …;

…nel caso in cui vengano installati … meccanismi elettronici che impediscono l’avvio del motore qualora sia riscontrato nel guidatore un tasso alcolemico superiore ai limiti stabiliti dalla legge per la conduzione dei veicoli a motore”.

Uno sconto obbligatorio, con regole fissate da IVASS, per coloro che installano scatole nere e meccanismi di alcol lock. Ci concentreremo qui sugli strumenti di rilevazione dello stato di “ubriachezza”.

La presenza dello strumento di alcol lock dovrebbe ridurre il fenomeno della sinistrosità stradale legata a condotte di guida imprudenti. Vero è anche che, forse, in assenza di obbligo, la propensione all’installazione di simili meccanismi riguarderà gli assicurati già “virtuosi” e molto meno coloro che si lascino tentare da qualche bicchiere in più prima, durante o dopo i pasti. Il che potrebbe ridurre di molto il successo dell’iniziativa e finire per impattare solo sui premi di coloro che siano già attenti a non mettersi alla guida ubriachi.

Tanto premesso: cosa accade se l’alcol lock non funziona? Se la marcia del veicolo è comunque avviata per difetto dello strumento, può il conducente o il proprietario del veicolo richiedere i danni all’impresa nell’ipotesi di un alt delle Forze dell’ordine a cui segua una sanzione per supero dei limiti di legge? Può l’assicurato chiedere il risarcimento dei danni patiti in occasione di un sinistro che non si sarebbe verificato se il motore non si fosse avviato? La risposta potrebbe essere paradossalmente data in termini positivi per le diverse ipotesi.

È vero, sì, che il “conducente ubriaco” è causa del suo male, ma è anche vero che il meccanismo serve anche e soprattutto a tutela di chi “sotto i fumi” dell’alcol si stia per accingere alla guida, impedendo che ciò accada.

Così, ben venga lo strumento. La vera sfida, ora, è comprendere se le assicurazioni si faranno parte attiva della partita - e non si vede perché no, dati gli impatti dell’abuso di sostanze alcoliche sui fenomeni di sinistro stradale – e come sapranno tutelarsi attentamente, nei rapporti interni, con le società fornitrici di tali meccanismi di rilevazione e quali clausole inserire nei capitolati negoziali intesi a regolare le relazioni contrattuali con i singoli assicurati.

Silvia Bernardi e Alessandro Bugli 

9/1/2018

 
 

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