Dalla percezione dei rischi nascono nuove esigenze: Long Term Care e Dread Disease

Aumento della vita media e basso tasso di natalità sono le sfide del millennio appena cominciato: il punto su Long Term Care e Dread Disease

Silvia Camassa

Assicurazione vita, ramo IV: “L'assicurazione malattia e l'assicurazione contro il rischio di non autosufficienza che siano garantite mediante contratti di lunga durata, non rescindibili, per il rischio di invalidità grave dovuta a malattia o a infortunio o a longevità”.

Long Term Care e le Dread Disease, facciamo chiarezza cominciando dalla Long Term Care, una polizza fondamentale, tra le più trascurate.

Sicuramente i mutamenti della realtà socio-economica del nostro Paese negli ultimi anni quali, tra gli altri, l’aumento della vita media e il basso tasso di natalità hanno generato i noti scompensi del sistema pensionistico e un costo sociale sempre più pressante e dedicato alla tutela della popolazione anziana. Al verificarsi della non autosufficienza, la polizza garantisce le eventuali spese domiciliari o necessarie per il soggiorno in case di riposo.

E’ opportuno chiarire in primis il concetto di non autosufficienza, da intendersi come l'incapacità di svolgere gli atti elementari della vita quotidiana. Si parla di ADL (activities of daily living) e quelli che vengono considerati ai fini assicurativi in genere sono:

 

  • muoversi, alzarsi e mettersi a letto o seduti su una sedia;
  • lavarsi e mantenere un livello accettabile di igiene personale;
  • vestirsi e svestirsi;
  • bere e mangiare autonomamente;
  • essere continenti;
  • capacità di parola o di udito.

Si considera non autosufficiente una persona non in grado di effettuare in modo completo un numero predeterminato delle attività elencate (per alcune compagnie è sufficiente il verificarsi della perdita di 3/4, e per altre realtà 5, della capacità di svolgere le attività sopra elencate). Con la polizza Long Term Care si fa comunemente riferimento non solo al comparto delle assicurazioni sulla “vita”...  

Esistono, infatti, coperture che si rifanno al modello “ad accumulazione” (quindi, vita) e altre a quello “a ripartizione” (assicurazione danni):

  1. Modello ad accumulazione. Si tratta di polizze che consentono di accumulare risparmi (a mo’ di salvadanaio) che, al verificarsi dell’evento, saranno corrisposti in forma di capitale una tantum oppure sotto forma di rendita per tutto il periodo nel quale si verifica la condizione di non autosufficienza. Gli importi sono corrisposti indipendentemente dal sostenimento di costi per cure o altro.

 

  1. Modello a ripartizione. Viene rimborsato unicamente all’interessato il costo delle prestazioni di assistenza e cura per far fronte al proprio stato di non autosufficienza, che deve essere documentato per ottenere l’importo dovuto. Non c’è accumulo di risparmio e il rischio è ripartito sulla collettività degli assicurati. Nel periodo di riferimento le risorse non sono accantonate, ma destinate – tempo per tempo – per pagare i rimborsi a chi, nella collettività di riferimento, dimostri di averne diritto e bisogno.

Concentriamoci sulla tipologia “ad accumulo”, quella in cui il cliente destina parte dei suoi risparmi per costituirsi un capitale o una rendita per il momento in cui ne avrà bisogno (ragionevolmente, nella vecchiaia). Pertanto, per non pagare un premio elevato è opportuno che si cominci a risparmiare dalla giovane-media età... Il cliente anche se non si verificheranno le condizioni della non autosufficienza, in alcuni casi, potrà rientrare in possesso almeno di una parte del capitale maturato. Solitamente non sono coperte le situazioni di non autosufficienza che potrebbero presentarsi prima dei 65 anni (circostanza, questa, da tenere debitamente in conto).

Le LTC a ripartizione, invece, si basano sulla mutualità in senso proprio. A differenza delle precedenti, normalmente, le polizze operanti in un regime a ripartizione, permettono di coprire anche le situazioni di perdita di autosufficienza relative ad individui assicurati con età inferiore ai 65 anni.

Il costo delle polizze Long Term Care... Il rischio aumenta con l’età. Pertanto, i premi saranno tanto più elevati quanto maggiore è l’età di ingresso in polizza. Un meccanismo certamente incentivante per i giovani: prima stipuli meno paghi.

Passiamo, ora, a un’altra importante copertura: l’assicurazione Dread Disease, il cui obiettivo è di coprire il rischio di insorgenza di malattie particolarmente gravi e impegnano l'assicuratore all'erogazione di un capitale, senza vincolo di utilizzo, all'assicurato che venisse colpito da malattie gravi.

Da compagnia a compagnia variano le malattie rientranti nell’oggetto della copertura assicurativa, ma le più frequenti sono:

  • infarto del miocardio;
  • malattie che prevedono interventi di chirurgia vascolare come per esempio il by-pass;
  • ictus cerebrale;
  • tumore maligno o neoplasia maligna;
  • insufficienza renale irreversibile;
  • malattie che comportano un trapianto di organo.

Mentre quelle generalmente escluse dalla copertura assicurativa sono:

  • malattie o conseguenze di malattie già conosciute dall'assicurato prima della stipula della polizza Dread Disease;
  • alcolismo, abuso di psicofarmaci o stupefacenti o allucinogeni a meno che non prescritti a scopo terapeutico;
  • interventi chirurgici angioplastici;
  • autolesionismo o mancata capacità di intendere e di volere;
  • qualsiasi forma patologica collegabile in modo diretto o indiretto al virus HIV.

Ora, quanto sono diffuse queste coperture in Italia? Secondo i dati ricavati dalla relazione annuale dell’Ania relativa all’anno 2015-2016, sebbene il ramo IV, rappresenti ancora una piccola fetta dell’intero settore delle polizze vita, dal 2011 al 2015 viene registrato un aumento della raccolta premi come di seguito riportato nel grafico:

 

In particolare, stando ad ANIA: “nel 2015 (+16,6% rispetto al 2014) sono risultate” … in aumento … “le polizze degli altri rami vita (ramo IV e ramo VI) che raggiungono i 1.726 milioni, il 2% dell’intera raccolta vita. Grazie alla crescita dell’ultimo anno, la variazione media annua è passata da -3,5% nel quinquennio 2010-2014 al 2,8% nel quinquennio 2011-2015. Nel dettaglio, 74 milioni sono relativi a polizze LTC e malattia di lunga durata (ramo IV), in aumento del 9,7% rispetto al 2014 (grazie soprattutto ai premi commercializzati dagli sportelli bancari e postali e dal canale agenziale… (Relazione annuale Ania 2015-2016).

9/3/2017

 

 
 

Ti potrebbe interessare anche