DIP e DIP aggiuntivo: un vero addio al Fascicolo Informativo?

Cambiare tutto... per non cambiare nulla? Documento Informativo Precontrattuale e Aggiuntivo riusciranno davvero a centrare l'obiettivo di una semplificazione dell'informativa precontrattuale delle polizze di assicurazione danni?

Margherita Consolandi

Il 5 ottobre si è conclusa la procedura di pubblica consultazione del documento IVASS n. 3/17.

Tale documento, modificando i contenuti del Regolamento Isvap n. 35/2010, ha come obiettivo la semplificazione dell’informativa precontrattuale delle polizze di assicurazione danni; obiettivo che, vale la pena ricordare, avrebbe dovuto già essere (forse) uno tra i primi al tempo dell’emanazione del Regolamento stesso nel lontano 2010.

Alcune perplessità circa la capacità di centrare gli obiettivi di trasparenza che l’Istituto si riproponeva erano emerse fin dall’emanazione del Regolamento, che sanciva la nascita del Fascicolo Informativo, macro contenitore contenente la documentazione contrattuale da consegnare al contraente prima della sottoscrizione e composto da: nota informativa (da redigere secondo uno schema predefinito), condizioni di assicurazione e modulo di proposta (se previsto).

I dubbi più importanti riguardavano già da allora, la Nota Informativa, cioè il documento che avrebbe dovuto descrivere in sintesi – rispetto alle condizioni di assicurazione - le caratteristiche essenziali del contratto che si stava per sottoscrivere o meglio - così come previsto all’art. 185 del codice delle Assicurazioni private - le informazioni necessarie “affinchè il contraente e l'assicurato possano pervenire a un fondato giudizio sui diritti e gli obblighi contrattuali…  L'IVASS disciplina, con regolamento, il contenuto e lo schema della nota informativa in modo tale che siano previste, oltre alle indicazioni relative all'impresa, le informazioni sul contratto con particolare riguardo alle garanzie e alle obbligazioni assunte dall'impresa, alle nullità, alle decadenze, alle esclusioni e alle limitazioni della garanzia e alle rivalse, ai diritti e agli obblighi in corso di contratto e in caso di sinistro, alla legge applicabile ed ai termini di prescrizione dei diritti, alla procedura da seguire in caso di reclamo e all'organismo o all'autorità eventualmente competente

Rimanendo al settore RC auto, il modello di Nota Informativa dell’allora ISVAP è di minimo 4 facciate; modello che – nella prassi - una volta compilato arriva tranquillamente alle 8/9 facciate e che, in alcune parti, è un copia carbone di quanto già previsto nelle Condizioni di Assicurazione. Un numero così elevato di informazioni, per quanto ognuna di questa sia utile al potenziale contraente, esorbita la necessità (sino ad oggi non scritta) di agile conoscenza dei contenuti principali della copertura che si va ad acquistare, anche a fini di confronto e comparazione con altre proposte assicurative. Si tratterà anche di solo 8/9 facciate da leggere, ma i tempi della negoziazione (su cui la nuova direttiva IDD pone particolare attenzione) difficilmente consentono nei fatti di concentrarsi nella lettura per 10/15 minuti, sempre ammesso che il contenuto risulti pienamente intelligibile per chi deve determinarsi all’acquisto. Se, poi, verrebbe da dirsi, per comprendere il contenuto della Nota Informativa è necessario rivolgersi a un professionista (intermediario) o direttamente alla compagnia, la Nota stessa serve a ben poco, con tradimento delle finalità di cui al citato art. 185 del Codice delle Assicurazioni.

L’esigenza di arrivare a una semplificazione della Nota informativa e a una maggior trasparenza delle condizioni contrattuali era stata evidenziata proprio dall’Istituto di Vigilanza che, nell'ambito delle iniziative finalizzate alla tutela dei consumatori, aveva predisposto un tavolo tecnico presieduto dall'Istituto stesso e composto da esperti di ANIA, di Associazioni dei consumatori, di intermediari e di alcune imprese, con lo scopo di evidenziare alle imprese le “aree grigie” del contratto assicurativo, che potevano fuorviare il potenziale contraente e creare motivi di conflitto con l’impresa.

Sulla base del lavoro effettuato da tale tavolo il 25 maggio 2016, l'lVASS  aveva messo in pubblica consultazione il Documento n. 10/2016, un provvedimento sul nuovo format della Nota informativa per le assicurazioni Danni, pensato come documento “stand alone” a struttura fissa, con un linguaggio e una veste grafica tali da rendere più semplice la comprensione, senza rinvii sistematici alle condizioni di polizza o a riferimenti normativi.

L’arrivo dell’art. 20 della Direttiva 2016/97 (la Direttiva IDD) volto all’introduzione, per le polizze del ramo danni, di un documento denominato IPID (Insurance Product Information Document), il quale dovrà contenere in sintesi le caratteristiche fondamentali del contratto, da redigere secondo uno schema predefinito approvato dalla Commissione europea, ha imposto tuttavia di rimettere mano ai lavori svolti

Così, l’Ivass, tenuto conto di tali sviluppi in ambito europeo, ha quindi rimodulato il nuovo modello di Nota informativa sviluppando il c.d. “DIP” (Documento Informativo Precontrattuale). Accanto al DIP, l’Istituto ha tuttavia immaginato un secondo documento precontrattuale denominato “DIP aggiuntivo”, che insieme alle condizioni contrattuali, costituirà “l’informativa precontrattuale” che andrà a sostituire definitivamente il “fascicolo Informativo” prima del compimento dei suoi 10 anni di età.

Il “DIP aggiuntivo” è il documento che – se gli esiti della pubblica consultazione lo confermeranno - dovrà raccogliere tutte le informazioni che l’IPID (il nostro DIP) non riporterà per ragioni di sintesi, ma che risultano in ogni caso fondamentali per la comprensione delle caratteristiche del prodotto. Si legge nel documento 3/2017 di cui si è chiusa da poco la pubblica consultazione: “Pur essendo la semplificazione l’obiettivo principale dell’intervento in parola, essa tuttavia non deve tradursi in ‘parziarietà’ delle informazioni, a scapito della comprensibilità del prodotto, laddove questo presenti una complessità tale da richiedere informazioni più articolate ed esaurienti”.

E’ indubbio che tale documento contenga informazioni importanti quali le modalità di denuncia del sinistro o di reclamo, ma ci si chiede, non è che in questo modo – come sempre – cambi tutto per non cambiare nulla? In sostanza, salvo per il cambio di grafica e linguaggio (che si saluta con favore) sembra che nei fatti si giungerà al poco ambizioso obiettivo di aver “spacchettato” in due la vecchia Nota Informativa.

Dal punto di vista della comunicazione è lecito dubitare del fatto che tre documenti, dalla denominazione non propriamente “accattivante”, siano poi veramente meglio di uno.

Forse, cogliendo l’occasione del recepimento della direttiva IDD, con un poco di coraggio, si poteva osare di più (in una sorta di ritorno al passato) e strutturare l’informativa precontrattuale sulla base di solo due documenti: il DIP e le Condizioni di Assicurazione. Un’informativa in cui le caratteristiche fondamentali del servizio (quelle ritenute tali da parte del legislatore europeo) verrebbero a essere contenute nel DIP e per tutto il resto si potrebbe fare riferimento alle Condizioni di Assicurazione. A ben vedere, questo è il documento su cui il settore assicurativo dovrebbe maggiormente concentrare le proprie attenzioni ai fini della massima intelligibilità dello stesso. Il tutto al fine di dare effettiva attuazione a una disposizione tanto centrale quanto dimenticata nel Codice delle Assicurazioni (dell’anno 2005 !), quella dell’art. 166 del Codice stesso per cui: “Il contratto e ogni altro documento consegnato dall’impresa al contraente va redatto in modo chiaro ed esauriente”. Ancora oggi, senza offendere nessuno, si può dire che la maggior parte delle Condizioni di Assicurazione risultino incomprensibili per l’utenza, essendo spesso questi documenti l’esito dell’opera di “rammendo” e revisione svolta negli anni, con insorgenza di incoerenze testuali e di “anfratti” contrattuali dove spesso andare a eccepire eccezioni liquidative. E’ la stessa Cassazione (sez. III, n. 668/2016), che in un noto precedente si è riferita ad alcune previsioni contrattuali normalmente in uso parlando di “modestia letteraria” e “insipienza scrittoria” dell’assicuratore. Fortunatamente, però, il mercato non è tutto appiattito in tal senso e esistono anche fulgenti esempi di segno contrario.

In attesa di conoscere gli esiti della pubblica consultazione e nella speranza che possa ancora immaginarsi una semplificazione informativa dal tratto sensibile, siamo a salutare (un arrivederci che potrebbe divenire un addio) il Fascicolo informativo, anche se ciò che verrà – salvo importanti revisioni in vista degli esiti della pubblica consultazione – in termini sostanziali non sembra molto diverso da ciò che si vuole abbandonare.

Margherita Consolandi, Product Development Manager Axa Global Direct - Rappresentanza generale per l'Italia

6/12/2017

 

 
 
 

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