Intermediazione e adeguatezza assicurativa, quali informazioni devo ricevere?

Contenuto, caratteristiche e limiti della copertura: la soluzione assicurativa che vorrei acquistare è davvero adeguata alle mie esigenze? Torna con un approfondimento su adeguatezza e intermediazione dei prodotti assicurativi la rubrica di Alessandro Bugli dedicata al corretto approccio a rischi e bisogni 

Alessandro Bugli - @a_bugli

L’intermediazione dei prodotti assicurativi “tradizionali” dei rami vita e dei rami danni, escludendo quindi quelli a componente finanziaria (per cui valgono altre regole), impone al nostro agente o filiale bancaria (e ad ogni altro intermediario/compagnia diretta) di informarci correttamente su contenuto, caratteristiche e limiti della copertura assicurativa che andremo ad acquistare.

La materia è magmatica e in continuo cambiamento (si veda il documento di pubblica consultazione IVASS n.10/2016 con cui dovrebbe introdursi per l’Italia la nota informativa semplificata per le assicurazioni danni). Lo stesso vale per il key investor information document – KIID in materia di PRIIP’s (prodotti di investimento, anche assicurativo, al dettaglio), e così via…

Ciò posto, ragioniamo allo stato della normativa e proviamo a immaginarci all’acquisto di una copertura (per esempio) per il rimborso delle spese mediche. Sempre stando al gioco, immaginiamo di procedere all’acquisto nei locali del nostro agente assicurativo di fiducia.

Guardandoci intorno dovremmo trovare appeso alla parete un documento definito “7A[1]” che riporta, per elenco, le regole di comportamento a cui è tenuto ad adeguarsi il nostro agente nello svolgimento della propria attività di intermediazione (o, meno felicemente, di distribuzione, stando alla terminologia di cui alla nuova direttiva europea IDD 2016/97 sul collocamento di prodotti assicurativi, da recepire entro il prossimo 23 febbraio 2018).

L’agente, offertoci un buon caffè - anche se non esiste un obbligo normativo in tal senso -, ci domanderà quali sono i rischio e i bisogno da cui intendiamo garantirci (o sarà lui a stimolare la nostra esigenza). Scoperta la nostra volontà di garantirci dal rischio di dover sopportare in proprio e pro futuro spese per cure sanitarie (incidentalmente, si ricorda come questo peso gravi per oltre 30 miliardi di euro su singoli e famiglie), ci proporrà la stipula di Alfabeta; soluzione assicurativa che non conosce eguali sul mercato italiano (stiamo ancora giocando…).

A questo punto, alcuni esercizi si rendono di necessità. Non tutti nell’ordine che diremo, ma certamente tutti da compiersi:

  • La consegna di un fascicolo informativo (ora il regolamento 8[1] IVASS consente anche l’invio tramite e-mail, dietro consenso del cliente). Il fascicolo informativo, trattandosi qui di una garanzia del ramo danni, contiene: la nota informativa (la sintesi, anche se a leggerla non si direbbe, delle caratteristiche di garanzia, dell’impresa di assicurazione e delle esclusioni di copertura); il glossario, contenuto nella stessa nota informativa, che dovrebbe aiutarci a capire la portata dei singoli termini utilizzati nelle condizioni di assicurazione; come anticipato, le vere e proprie condizioni di assicurazione (trattasi del clausolario completo che regolerà la nostra garanzia); e, se previsto, il modulo di proposta da inviare alla Compagnia di assicurazioni;
  • L’agente dovrà poi consegnarci un documento denominato modello “7B” (il nome, al pari del modello 7A, deriva dall’ordine degli allegati del regolamento 5 ISVAP, riportante le regole sull’intermediazione assicurativa) con cui, oltre a presentarsi, ci indicherà se e quali siano i possibili conflitti di interesse che possano riguardarlo nell’esercizio della propria attività e che possano essere fonte di pregiudizio per noi che stiamo stipulando il contratto per il suo tramite;
  • L’agente dovrà, poi, magari attraverso l’utilizzo di un questionario, verificare se la soluzione Alfabeta sia effettivamente confacente e coerente con le nostre esigenze di garanzia (ex art. 52[2] del Reg. 5 ISVAP). In caso negativo, pur consentendoci di procedere all’acquisto, dovrà informarci per iscritto della non adeguatezza alle nostre esigenze di rischio e bisogno della soluzione assicurativa che andiamo ad acquistare.

Abbiamo semplificato all’estremo? Forse sì. Ciò posto, salvo per particolari soluzioni di garanzia (es. quelle finanziario-assicurative o quelle in forma collettiva o accessorie a beni e servizi, su cui torneremo in futuro), è nostro diritto – quasi fosse un onere – uscire dall’agenzia con in mano un fascicolo informativo e il modello 7B, di cui si è detto (salvo, se di nostro interesse, ricevere la documentazione in formato elettronico su supporto durevole o e-mail).

Perché? Presto detto: per conoscere le regole del gioco, per sapere come richiedere la prestazione assicurativa e, speriamo di no, per tutelarci e agire in giudizio in ipotesi di criticità future nell’esecuzione del rapporto.

Si badi che il rispetto di questi, solo apparenti, formalismi è anche interesse dello stesso intermediario per evitare future contestazioni da parte nostra e dell’autorità di vigilanza (IVASS) che potrebbe lamentare la violazione dell’art.183[3] del Codice delle Assicurazioni Private, con conseguenti ricadute in termini di sanzioni monetarie e disciplinari.

 

 

[1] Art.7 (Consenso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico), c. 1, Reg. 8 IVASS: “… Prima della conclusione del contratto o della sottoscrizione della proposta, l’impresa o l’intermediario possono acquisire dal cliente, anche mediante posta elettronica o registrazione vocale, il consenso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico nella fase precontrattuale e in corso di rapporto …”. Per la versione integrale del regolamento:
https://www.ivass.it/normativa/nazionale/secondaria-ivass/regolamenti/2015/n08/REGOLAMENTO-IVASS-n.8-del-3-MARZO-2015.pdf

[2] Art. 52 (Adeguatezza dei contratti offerti) del Reg. 5 ISVAP: “1. Le imprese impartiscono istruzioni agli intermediari di cui si avvalgono affinché, in fase precontrattuale, acquisiscano dal contraente ogni informazione utile a valutare l’adeguatezza del contratto offerto in relazione alle esigenze assicurative e previdenziali di quest’ultimo, nonché, ove appropriato in relazione alla tipologia del contratto, alla propensione al rischio del contraente medesimo. 2. In ogni caso, gli intermediari sono tenuti a proporre o consigliare contratti adeguati in relazione alle esigenze di copertura assicurativa e previdenziale del contraente. A tal fine, prima di far sottoscrivere una proposta o, qualora non prevista, un contratto di assicurazione, acquisiscono dal contraente ogni informazione che ritengono utile in funzione delle caratteristiche e della complessità del contratto offerto, conservandone traccia documentale. 3. Con riferimento ai contratti di assicurazione sulla vita, gli intermediari chiedono in particolare notizie sulle caratteristiche personali del contraente, con specifico riferimento all’età, all’attività lavorativa, al nucleo familiare, alla situazione finanziaria ed assicurativa, alla sua propensione al rischio e alle sue aspettative in relazione alla sottoscrizione del contratto, in termini di copertura, durata ed eventuali rischi finanziari connessi al contratto da concludere. 4. Il rifiuto di fornire una o più delle informazioni richieste deve risultare da apposita dichiarazione, da allegare alla proposta, sottoscritta dal contraente, nella quale è inserita specifica avvertenza riguardo la circostanza che il rifiuto del contraente di fornire una o più delle informazioni pregiudica la capacità di individuare il contratto adeguato alle sue esigenze. 5. Gli intermediari che ricevono proposte assicurative e previdenziali non adeguate informano il contraente di tale circostanza, specificandone i motivi. Dell’informativa fornita, inclusi i motivi dell’inadeguatezza, è data evidenza in un’apposita dichiarazione, sottoscritta dal contraente e dall’intermediario.” Per il regolamento integrale:
https://www.ivass.it/normativa/nazionale/secondaria-ivass/regolamenti/2006/n05/Regolamento-ISVAP-n.5-modificato-dal-Regolamento-IVASS-n.8.pdf

[3] Art. 183 (Regole di comportamento), c. 1, del d.lgs. 209/2005 (Codice delle Assicurazioni Private): “1. Nell'offerta e nell'esecuzione dei contratti le imprese e gli intermediari devono: a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza nei confronti dei contraenti e degli assicurati; b) acquisire dai contraenti le informazioni necessarie a valutare le esigenze assicurative o previdenziali ed operare in modo che siano sempre adeguatamente informati; c) organizzarsi in modo tale da identificare ed evitare conflitti di interesse ove ciò sia ragionevolmente possibile e, in situazioni di conflitto, agire in modo da consentire agli assicurati la necessaria trasparenza sui possibili effetti sfavorevoli e comunque gestire i conflitti di interesse in modo da escludere che rechino loro pregiudizio; d) realizzare una gestione finanziaria indipendente, sana e prudente e adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei contraenti e degli assicurati”. Per i contenuti integrali del Codice delle Assicurazioni Private:
https://www.ivass.it/normativa/nazionale/primaria/CAP_annotato.pdf

18/4/2017

 
 

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