Interim Report HLEG: come e perché integrare la sostenibilità nei mercati finanziari europei?

Presentato anche in Italia l'Interim Report dell'HLEG sulla Finanza Sostenibile, importante occasione per fare il punto sulle strategie da adottare affinché la sostenibilità diventi parte integrante delle politiche finanziarie dell’Unione Europea

Paolo Novati

Da alcuni anni,  il Forum per la Finanza Sostenibile promuove e coordina una serie di conferenze ed eventi inquadrati nella “Settimana SRI”, che rappresenta la più importante iniziativa sull’investimento sostenibile in Italia. In questo ambito, il 13 novembre si è tenuto a Milano presso la Borsa Italiana un incontro di consultazione tra rappresentanti dell’industria finanziaria italiana e alcuni membri dell’High-Level Expert Group on Sustainable Finance, un gruppo di 20 esperti (esponenti dalla società civile, dell’industria finanziaria e del mondo accademico, oltre ad alcuni osservatori da istituzioni europee e internazionali e da associazioni del settore finanziario) istituito a fine 2016 dalla Commissione Europea per contribuire all’elaborazione di una strategia generale e complessiva dell’UE in materia di finanza sostenibile, con l’obiettivo integrare la sostenibilità nelle politiche finanziarie dell’Unione Europea.

Infatti, considerando le lunghe crisi finanziarie e del debito sovrano, la finanza sostenibile dovrebbe offrire all’UE l’opportunità di fornire al proprio sistema finanziario un nuovo orientamento, che consenta di passare dalla stabilizzazione a breve termine a un impatto a lungo termine. Il tutto, aggiornando il funzionamento del sistema su due punti: da un lato, stimolare la creazione di posti di lavoro, gli investimenti e la prosperità in Europa e, dall’altro, evolvere verso un modello di sviluppo sostenibile.

Con questo intento, dunque, lo scorso 13 luglio il Gruppo ha pubblicato un primo Report intermedio da sottoporre a consultazione pubblica per integrare i lavori dell’HLEG con commenti e proposte dei vari soggetti interessati. A tale scopo, Eurosif -  organizzazione paneuropea che promuove la sostenibilità nei mercati finanziari in Europa -  ha quindi organizzato un roadshow di cui l’evento milanese costituisce la tappa italiana. La consultazione pubblica si chiuderà alla fine di novembre, onde consentire la redazione finale del rapporto e la sua pubblicazione verso la metà di dicembre.

Cosa è emerso quindi dall’appuntamento italiano? I lavori sono stati aperti da Alessandra Franzosi, Head of Pension Funds and Asset Owners di Borsa Italiana, ricordando l’impegno di Borsa Italiana per l’integrazione dei criteri di sostenibilità nelle attività di emittenti e investitori, che ha portato all’introduzione di un segmento dedicato ai green e ai social bond ed alla redazione di una guida ai criteri ASG (Ambientale, Sociale e di Governance) o ESG all’inglese per le società quotate.

Sono seguiti gli interventi dei 4 componenti dell’HLEG, a cominciare da Flavia Micilotta Executive Director di Eurosif, che ha introdotto il concetto di finanza sostenibile, ricordando l’ormai generale consenso sulla urgente necessità anche per le economie avanzate di uno sviluppo sostenibile in campo economico, sociale ed ambientale, espresso in eventi recenti quali:

  • Parigi accordi COP21;
  • Obiettivi EU 2030 su clima ed energia;
  • Obiettivi ONU sullo sviluppo sostenibile.

Al centro del dibattito, quindi, la logica del mandato all’HLEG, ovvero l’integrazione dei criteri di sostenibilità nelle politiche finanziarie europee e la mobilitazione di capitali per il finanziamento di obiettivi di sostenibilità, in quanto quest’ultimi e la stabilità del sistema finanziario sono strettamente correlate.

A seguire, Martin Koch - Policy Officer presso il Direttorato-Generale della Commissione UE per il settore bancario e assicurativo - ha riferito sul punto di vista delle istituzioni europee, precisando che la costituzione dell’HLEG è la prova dell’intenzione della Commissione fare in modo che i criteri della finanza sostenibile diventino parte integrante delle politiche europee. Anche in questa direzione vanno quindi le prime raccomandazioni elaborate dal gruppo:

  • elaborare un sistema di classificazione delle attività sostenibili;
  • definire una norma e un’etichetta europee per le obbligazioni verdi e altre attività sostenibili;
  • precisare che l’obbligo fiduciario comprende la sostenibilità;
  • rafforzare i requisiti di comunicazione sui fattori ASG;
  • introdurre un “test di sostenibilità” per la legislazione dell’UE in materia finanziaria;
  • creare la Sustainable Infrastructure Europe per incanalare i finanziamenti verso progetti sostenibili;
  • rafforzare il ruolo delle autorità europee di vigilanza nella valutazione dei rischi associati ai fattori ASG;
  • sbloccare gli investimenti nell'efficienza energetica per mezzo di norme contabili pertinenti.

Il tutto, con un’attenzione particolare per il penultimo punto, da declinare con una revisione dei mandati e dei regolamenti delle Autorità di Vigilanza Europee (ESAs), proponendo per ognuna (Capital Market Union, EIOPA, EBA, ESMA, Mifid, NFR directive, EIB etc) una sezione dedicata all’integrazione dei criteri ASG.

Quale invece il punto di vista degli investitori previdenziali? Se ne è fatto portatore nel corso della presentazione Magnus Billing, CEO di Alecta, società svedese che si occupa della gestione di fondi pensione, precisando che l’utilizzo dei criteri ASG nelle attività finanziarie è da considerarsi come uno dei metodi più efficaci per generare ritorni soddisfacenti in mercati così complessi come gli attuali. Una precisa definizione di dovere fiduciario, la disponibilità di dati aggiornati e una governance efficace, invece, i tre strumenti più importanti per un robusto sviluppo della finanza sostenibile in Europa.

L’auspicio, come rimarcato in conclusione da Will Oulton, membro del Board di UKSIF (UK Sustainable Investment and Finance Association) e Chairman di Eurosif, resta dunque l’adozione di una prospettiva d’azione di lungo periodo tra gli operatori finanziari e nell’integrazione dei punti di vista così diversi in raccomandazioni comuni. Senza sottovalutare, d’altra parte, l’importanza dei tempi: fondamentale, dunque, che le stesse proposte del Report possano essere recepite dalle strutture comunitarie in tempi, se non brevi, almeno ragionevoli, e senza l’introduzione di bizantinismi incomprensibili.

Come d’altra parte ricordato anche dal Segretario Generale del Forum Francesco Bicciato in conclusione dei lavori, proprio qui risiede l’importanza fondamentale dell’Unione Europea nella regolamentazione del settore e nel riconoscimento del ruolo strategico della finanza sostenibile.

Paolo Novati, Senior Advisor Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali 

22/11/2017

 
 

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