Silver Economy, una risorsa per il Paese

Non un costo per la collettività, ma al contrario una risorsa: il valore aggiunto prodotto dalla Silver Economy sarebbe quantificabile in almeno 43,4 miliardi di euro (dato riferito al 2014). Quando l'invecchiamento della popolazione diventa un'opportunità per l'economia...

Edoardo Zaccardi

Dai 17 milioni di consumatori oltre i 60 anni del 2016 ai 23,3 milioni stimati per il 2040: quello degli “over” è un bacino economico quantitativamente e qualitativamente sempre più significativo, al quale tutti gli operatori del settore economico-finanziario (ma non solo) devono quindi iniziare a guardare come a una concreta opportunità di crescita per l’economia nazionale, abituata invece a vedere nell’invecchiamento della popolazione un costo per la collettività. Un mutamento di paradigma auspicabile e forse addirittura inevitabile, come del resto ben mette in evidenza una più dettagliata panoramica dell'impatto della Silver Economy sul sistema produttivo italiano

La quota potenziale del mercato della Silver Economy

Con riferimento al solo 2014, si può infatti ipotizzare che il valore aggiunto prodotto dal comparto sia quantificabile in almeno 43,4 miliardi di euro, dato calcolato - in occasione del worskhop "Silver Economy: l'invecchiamento come risorsa" - stimando la quota di mercato riferita agli over nei settori economici rientranti nella Silver Economy, individuati tenendo come riferimento la perimetrazione del comparto già elaborata da Assolombarda. Una stima prudenziale, certo, dalla quale vengono esclusi alcuni settori di grande rilievo come attività finanziarie e assicurative, ma già indicativa del suo enorme potenziale economico. D'altra parte, considerando invece per intero tutti i settori in cui la Silver Economy esercita un impatto diretto, senza cioè fare alcuna ponderazione della domanda espressa dagli over, il valore aggiunto prodotto sale addirittura a quota 122,5 miliardi.

Come forse facilmente prevedibile, "sanità e assistenza sociale" il settore principalmente interessato in tal senso ma, non deve stupire  - anzi, deve convincere a lasciarsi alla spalle un'immagine ormai sin troppo stereotipata degli anziani e dei loro consumi - il fatto che seguano trasporti e svago, viaggi, cultura e tempo libero. Basti pensare che, per quel che riguarda i consumi culturali, gli anziani presentano nel complesso consumi simili o di poco inferiori alle altre fasce di popolazione, mentre fatte 100 le vacanze brevi o lunghe, gli over 65 rappresentano il 15-16% dei vacanzieri (e il 22% della popolazione). Il tutto, va detto, anche in virtù di un reddito medio annuale che, anche grazie al frequente possesso di abitazioni di proprietà e fitti imputati, è nelle famiglie con due anziani l’8,4% più elevato di quello delle famiglie senza nessun anziano.

Panoramica dei settori interessati per valore aggiunto

Che le attività economiche finalizzate a dare risposta ai bisogni legati all'allungamento della vita possano costituire una risorsa per il Paese è confermato anche dalle stime riguardanti l'impatto della Silver Economy in termini occupazionali: nel solo 2014, l’occupazione a essa riconducibile avrebbe sfiorato il milione di occupati. Anche in questo caso, poi, il valore cresce ulteriormente tenendo conto di tutti i settori su cui la Silver Economy ha impatto diretto: senza alcuna ponderazione, si può infatti stimare un aggregato pari a 2,5 milioni di posizioni lavorative.

I numeri però non sono tutto. Al di là dei pur rilevanti termini quantitativi, è interessante infatti sottolineare il valore che la Silver Economy può esercitare soprattutto in alcuni ambiti occupazionali, con particolare ma non esclusivo riferimento a quello sanitario. Questo ad esempio anche il caso di liberi professionisti come periti, geometri, ingegneri, architetti: se una maggiore sensibilità verso la popolazione over e le sue esigenze amplierebbe già di per sé le opportunità per queste categorie professionali, chissà cosa potrebbe accadere se fossero introdotti incentivi ad hoc, come in caso di adeguamento delle abitazioni alle particolari esigenze poste dall’invecchiamento della popolazione.

E le imprese? La platea di imprese riconducibile alla Silver Economy sarebbe quantificabile in almeno 251mila, valore che sale a 675mila, laddove si tenga ancora una volta conto per intero di tutti i settori su cui la Silver Economy esercita un impatto diretto. Studi medici e specialistici e altri servizi legati all’assistenza sanitaria, così come servizi di manutenzione e cura della casa, tra le attività che, per numero di imprese, hanno maggiormente beneficiato dei consumi della platea over

Edoardo Zaccardi, Area Lavoro e Welfare Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali 

26/10/2017

 
 

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