Assegni familiari: nessun aumento in vista

Fissati i paletti alle tabelle Inps che segnalano i redditi utili a incassare l'assegno per il nucleo familiare: dal primo luglio restano validi i limiti fissati per il 2016 

Leonardo Comegna

Nessun aumento per gli assegni familiari. L’inflazione pari a zero, fa sì che le tabelle Inps che indicano i limiti di reddito utili per incassare l'assegno per il nucleo familiare (Anf), rese note dallo stesso ente di previdenza (circolare n. 87/2017), restino quelle del 2016. La legge istitutiva dell’Anf (n. 153/1988), che ha sostituito i «vecchi» assegni familiari, prevede che con decorrenza 1° luglio e validità sino al 30 giugno dell'anno successivo, i livelli di reddito da considerare per l’attribuzione della prestazione devono essere ritoccati in misura pari alla variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo calcolato dall'Istat. Indice che tra l'anno 2015 e l'anno 2016 è risultato pari a meno 0,1%.  

La famiglia - Il nucleo familiare da prendere in considerazione è composto dal lavoratore (o pensionato) richiedente l’assegno, dal coniuge non legalmente ed effettivamente separato, e dai figli minori o maggiorenni qualora siano inabili. Ai fini della individuazione di questi ultimi, occorre tener conto di tutti i figli ed equiparati presenti nel nucleo familiare, di età inferiore a 26 anni, indipendentemente dal carico fiscale, dalla convivenza, dallo stato civile e dalla qualifica (studente, apprendista, lavoratore, disoccupato).

Coniugi separati - In caso di separazione, la legge (n. 54/2006) stabilisce che nell'interesse morale e materiale della prole, i figli devono essere affidati in via prioritaria ad entrambi i genitori. Ciascuno di essi ha pertanto titolo ad ottenere l'assegno familiare. Ovviamente soltanto uno dei due può presentare, d'intesa con l'altro, la relativa richiesta. In mancanza di un accordo, la prestazione verrà pagata al genitore con il quale il figlio risulta convivente.

Le tabelle - Come accennato, le tabelle che indicano i limiti di reddito, validi dal prossimo 1° luglio, riguardano le diverse tipologie di nucleo familiare: presenza o meno di entrambi i genitori o di componenti inabili. In particolare, il limite di reddito annuo minimo della Tab. 11, quella che riguarda la generalità dei casi - e cioè il nucleo con entrambi i genitori ed almeno un figlio e nessun componente inabile - resta fermo a 14.383,37 euro, come invariato l'importo mensile dell'assegno: 137,50 per 3 componenti, 258,33, per 4 componenti. Va qui ricordato che l’Anf non spetta se la somma dei redditi da lavoro dipendente, relativi al nucleo nel suo complesso, risulta inferiore al 70% del reddito familiare.

Dell'assegno familiare possono usufruire anche i collaboratori e i professionisti, privi di altra copertura, che sui compensi ricevuti versano un'aliquota aggiuntiva (0,72%) per le prestazioni non pensionistiche.

Quale reddito - Il reddito familiare da prendere in considerazione è dato dalla somma dei redditi del richiedente e delle persone componenti il nucleo. Concorrono i redditi assoggettabili ad Irpef e i redditi di qualsiasi natura, ivi compresi, se superiori a 1.032,91 euro annui, quelli esenti e quelli soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva. Sono invece ininfluenti: i trattamenti di fine rapporto lavoro; i trattamenti di famiglia; le rendite vitalizie erogate dall’Inail; le pensioni di guerra e gli assegni di accompagnamento.

19/5/2017

 

 

 

 
 
 

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