Benessere aziendale: non solo welfare

La legge di Stabilità 2016 ha dato il via all’era del Welfare Aziendale: benefits e servizi a sostegno del lavoratore per migliorare la conciliazione della vita lavorativa e privata. La normativa, in realtà, non ha fatto altro che portare sotto i riflettori uno strumento già in voga in molte grandi aziende, ma ancora poco conosciuto dalla massa

Federico Isenburg - @fisenburg

Curare il benessere aziendale è uno degli aspetti fondamentali per un business sano e in crescita. Il welfare in azienda rappresenta uno degli strumenti a disposizione del mondo HR per la conciliazione della vita lavorativa e privata di ogni collaboratore. Ne abbiamo sentito parlare tanto grazie alle novità introdotte lo scorso anno dalla legge di Stabilità, ma nello specifico di cosa si tratta?

Con il termine “Welfare Aziendale” intendiamo l’insieme di prestazioni non monetarie a sostegno del dipendente. Una descrizione finita per un mondo infinito di servizi disponibili: dalla salute all’istruzione, fino ad arrivare al rimborso degli interessi passivi del mutuo e all’utilizzo della quota benefit per le attività legate al tempo libero: palestra, cinema, terme ecc.

Rimborsi, facilitazioni, sconti e promozioni. Un pacchetto di possibilità date in mano al lavoratore in affiancamento alla classica retribuzione. I vantaggi si traducono in una effettiva ottimizzazione del vantaggio fiscale, in ottemperanza alla normativa vigente, art. 51 e 100 del Testo Unico delle imposte sui Redditi.

I cambiamenti introdotti dalla Legge di Stabilità in questo campo, hanno permesso di incrementare le possibilità ed i vantaggi di questo strumento remunerativo. In primis, il premio di risultato, così come il Premio di partecipazione agli utili di impresa, può essere convertito in beni e servizi Welfare al verificarsi di determinate condizioni. Rispetto alla conversione in denaro, la conversione del premio in welfare consente di risparmiare gli oneri fiscali e contributivi.

Inoltre, il paniere di servizi welfare continua ad essere in continuo aumento così come i vantaggi fiscali per chi sceglie di convertire il Premio in servizi per la salute e in previdenza complementare.

Approcciarsi a politiche di innovazione organizzativa non significa soltanto realizzare Piani Welfare a sostegno dei propri collaboratori. Al fine di migliorare il clima aziendale e incentivare la produttività ci sono tante buone prassi da mettere in atto, una tra le più discusse è lo smart working.

Questa nuova filosofia lavorativa prevede il passaggio da processi standardizzati, luoghi/tempi di lavoro rigidi, paradigmi fissi e regole imposte a obiettivi condivisi, flessibilità spazio/temporale e regole definitive insieme. Il lavoro agile non ha dovuto aspettare una legge per diffondersi ma resta comunque evidente che è importante avere una normativa a suo supporto, soprattutto per riconoscere tutele per l’azienda e il lavoratore. Il Disegno di Legge 2233 relativo al Lavoro Agile è stato approvato al Senato nel 2016 ed ora è in discussione in Commissione Lavoro alla Camera.

La normativa, le aziende e gli stessi lavoratori stanno cambiando mentalità e modo di approcciarsi al lavoro, l’attenzione al benessere organizzativo sta diventando la chiave di svolta dei business di successo.

9/2/2017

 
 
 

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