Smart Working, leva strategica per attrarre e mantenere talenti

Maggiore flessibilità ed autonomia, libertà nella scelta degli spazi e degli orari da utilizzare, alto livello di responsabilizzazione. Non importa dove, purché il lavoro sia di qualità: perché lo smart working può essere una scelta strategica, per azienda e dipendenti 

Federico Isenburg - @fisenburg

Passiamo almeno 8 ore al giorno in ufficio, 5 giorni su 7 per 365 giorni l’anno. Parliamo di tempo – tanto tempo  – che deve essere di qualità, sia per l’azienda che per il dipendente. Curare il benessere aziendale significa allora essere in grado di mettere in atto dai più semplici ai più strutturati progetti per migliorare la conciliazione della vita lavorativa e privata.

In quest'ottica, lo Smart Working si posiziona come strategia di innovazione organizzativa, capace di rivoluzionare la concezione del lavoro: il cambiamento consiste nel passaggio da processi e procedure standardizzate, paradigmi fissi, luoghi e tempi di lavoro rigidi e imposti, a visioni e obiettivi condivisi, flessibilità spazio-temporale, regole definite insieme. Il controllo e il presenzialismo lasciano dunque spazio alla qualità e all’efficienza lavorativa.

Per attivare il lavoro agile in azienda è quindi necessario analizzare le politiche di lavoro flessibile già attive, oltre alle abitudini e alle necessità lavorative dei dipendenti. Valutare quanto la cultura organizzativa sia un punto di forza o di debolezza per l’attivazione di un progetto di Smart Working è essenziale. Il cambiamento nasce infatti dall’interno dell’organizzazione. I benefici attesi si traducono in risparmi economici (per l’azienda e il dipendente), in un miglioramento della qualità di vita e dell’ambiente.  

Paola, 34 anni, moglie e mamma può scegliere di lavorare 4 giorni al mese da casa evitando 2 ore giornaliere di mezzi pubblici, lo stress del viaggio e i relativi costi.  La qualità del suo lavoro potrà solo che crescere. Lo stesso vale per Giulio, 45 anni, che lunedì ha lavorato dalla sua residenza in montagna. Un grosso progetto in partenza gli impediva di prendere ferie, ma così facendo non ha dovuto rinunciare al viaggio familiare. Il giorno si lavora e la sera si sta in famiglia. La conciliazione diventa possibile.

Nomi ipotetici, certo, ma esempi pratici in cui chiunque può identificarsi.

Ed è proprio questo che si ricerca: condizioni favorevoli per conciliare la vita lavorativa con quella privata.  Lo Smart Working diventa così, non solo uno strumento per migliorare il clima aziendale, ma una possibilità per attrarre e mantenere i talenti.

Se in un’azienda si ha sia la possibilità di crescere professionalmente sia l’opportunità  di non rinunciare alle passioni e alla propria quotidianità (dal corso di yoga del lunedì alla possibilità di andare a prendere il bambino a scuola alle 16.30) quell’azienda diventerà la scelta di molti: cresce la brand reputation, la brand retention e la qualità dello stesso business.

19/04/2017

 
 
 

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