Agricoltori under 40, per tre anni niente contributi

La nota dell’Inps con le istruzioni operative chiarisce le modalità del bonus previsto dalla Legge di Bilancio per gli agricoltori under 30: risparmi sino all’80%

Leonardo Comegna

Scatta lo sgravio dei contributi Inps, stabilito dalla Legge di Bilancio (art. 1, commi 344 e 345, legge n. 232/2016) a favore dei nuovi agricoltori under 40. Le istruzioni operative per fruire del bonus sono contenute nella circolare 85/2017 dell’ente di previdenza. I coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali (Iap), con età inferiore a 40 anni e che effettuino l’iscrizione nella previdenza agricola nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017, saranno dunque esonerati dal versamento totale (100%) dei contributi per un periodo di 36 mesi (tre anni). Bonus che scende al 66% il quarto anno ed al 50% il quinto. L’esonero vale anche per chi si è iscritto nel 2016, a condizione che si tratti di aziende ubicate nei territori montani e nelle cosiddette zone svantaggiate.

Destinatari del beneficio - Come detto, l’esonero contributivo che riguarda i soli contributi pensionistici, per cui è comunque dovuta la quota di maternità  (7,49 euro), è riconosciuto ai coltivatori diretti  e Imprenditori Agricoli Professionali (Iap) che abbiano iniziato una nuova attività imprenditoriale  nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017 e che non abbiano compiuto 40 anni d’età alla data d’inizio della nuova attività imprenditoriale agricola. Possono, altresì, essere ammessi al beneficio i soggetti di cui sopra che abbiano iniziato una nuova attività nell’arco del 2016, a condizione però che si tratti di azienda ubicata nei territori montani e/o nelle zone agricole cosiddette svantaggiate.

Misura e durata -  Il beneficio, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche (nessun danno quindi ai fini del calcolo della pensione), è pari all’esonero dal versamento dell'accredito contributivo secondo le seguenti misure: 100% per i primi 36 mesi;  66% per i successivi 12 mesi; 50% per gli ulteriori 12 mesi.  Come espressamente previsto dalla Legge di Bilancio, l’esonero in argomento “non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente”.

Risparmio fino all’80% -  Ma, in pratica, quanto risparmia? Non poco.  Supponiamo, ad esempio, che, in base alla normativa standard, i contributi sociali agricoli da versare siano pari a 3.000 euro all’anno (15 mila in 5 anni). L’imprenditore non verserà nulla per i primi 3 anni, mentre il 4° ed il 5° anno pagherà, rispettivamente, 1.980 e 1.500 euro (ossia il 66 ed il 50% del dovuto). In totale i versamenti ammontano a 3.480 invece che 15.000 euro, con uno sconto di 11.520 euro. Un risparmio niente male pari a circa l’80%.

La domanda Ai fini dell’ammissione al beneficio, i soggetti interessati, una volta concluso il processo d’iscrizione alla gestione previdenziale autonomi agricoli, con conseguente comunicazione dell’avvenuta attribuzione del relativo “Codice Azienda”, dovranno inoltrare all’Inps una domanda telematica di ammissione all’incentivo. Le sedi periferiche non accetteranno domande presentate in forma cartacea. La presentazione dell’istanza si potrà effettuare accedendo, nell’ambito dei servizi telematici del Cassetto previdenziale per autonomi agricoli, alla sezione “Comunicazione bidirezionale” – “Invio comunicazione”, e selezionando uno dei due moduli di domanda, differenti, a seconda che si tratti di iscritti 2017 o 2016. 

Così la contribuzione degli autonomi dell'agricoltura

12/5/2017

 
 

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