Ape sociale sì oppure no? I chiarimenti Inps su destinatari, requisiti e decorrenza

Ape sociale a maglie più larghe? Alla vigilia della scadenza del termine per la domanda, l'Inps risponde sul proprio sito web ad alcuni dei dubbi più frequenti sui potenziali beneficiari  

Leonardo Comegna

L’accesso all’Ape sociale, il pensionamento anticipato riservato ad alcune categorie di lavoratori in condizioni di disagio, è consentito  anche coloro che dopo aver esaurito il periodo di mobilità sono rimasti disoccupati per almeno 3 mesi.  Non potranno accedervi, invece, i lavoratori autonomi che hanno semplicemente chiuso bottega, né coloro che si trasferiscono all’estero. Sono alcune delle precisazioni dell’ente di previdenza recentemente raggruppate nelle 38 Faq (i quesiti più ricorrenti), pubblicate sul proprio sito web Inps alla vigilia del termine di scadenza previsto per le richieste (15 luglio). Ma andiamo con ordine, chiarendo alcuni dei dubbi più ricorrenti. 

Mobilità - E’ la precisazione più importante, che non si poteva evincere dall’esposizione letterale della norma, che parla solo di indennità di disoccupazione. Alla domanda: la condizione richiesta per accedere all’Ape sociale, e cioè di “aver concluso da almeno tre mesi di godere dell’intera prestazione per la disoccupazione”, si deve intendere come riferita esclusivamente a una prestazione di disoccupazione (Naspi o Aspi)? L’Inps risponde che, nel caso di mobilità ordinaria, è sufficiente attendere la fine della prestazione, il trascorrere dei 3 mesi in stato di inoccupazione, e poi si potrà considerare l’assolvimento dei requisiti richiesti per l’accesso al beneficio.  L’accesso all’Ape, in atre parole, è consentito anche ai lavoratori in mobilità, una volta che siano trascorsi 3 mesi dalla cessazione dell’erogazione della relativa indennità. 

Autonomi - L’Ape sociale è applicabile anche agli iscritti alla gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti), nel senso che per il raggiungimento dei 30 anni richiesti vale pure quella contribuzione. Tuttavia, aggiunge l’Inps,  la semplice cessazione di attività commerciale non è sufficiente al riconoscimento del beneficio. Sempre a proposito di lavoratori autonomi,  l’Istituto di previdenza precisa che il godimento dell'indennizzo ai commercianti che hanno restituito la licenza (minimo di pensione nei 3 anni prima del compimento dell’età di vecchiaia) preclude l’accesso all'Ape. Non sarebbe infatti ragionevole concedere l’anticipo pensionistico  a quei soggetti che già godono di un trattamento  che accompagna il beneficiario all’età pensionabile.

Assegno d’invalidità - L’Ape sociale non può essere riconosciuta ai titolari di assegno di invalidità. L’assegno ordinario di invalidità, pur non essendo una pensione vera e propria (viene meno automaticamente al compimento dell’età di vecchiaia), ai fini dell’Ape viene considerata come pensione. L’accesso all’Ape potrà avvenire solo nel caso in cui il soggetto interessato, prima della scadenza del triennio, non conferma l’assegno oppure lo stesso viene revocato.

Residenti all’estero - L’Ape  non può essere concessa ai soggetti residenti all'estero. In questi casi gli interessati hanno l’onere di comunicare entro 5 giorni il venir meno della residenza in Italia e l'istituto si riserva l'effettuazione di controlli a campione, come fa già per gli assegni sociali. L'iscrizione all’Aire (registro degli italiani residenti all’estero) dunque comporta l'impossibilità di accedere all'anticipo pensionistico.

Assistenza disabili - Il beneficio dell’Ape sociale viene riconosciuto, in presenza dei prescritti requisiti agrafico/contributivi, a tutti soggetti iscritti che assistono e convivono da almeno 6 mesi un soggetto affetto da handicap grave ai sensi della legge 104/1992 rientrante tra quelli indicati dalla legge (coniuge, unito civilmente, parente di 1°grado). Nella valutazione sull’applicabilità del beneficio, afferma l’Inps, si prescinde dalla circostanza che il soggetto possa usufruire dei permessi previsti dalla legge. Ne consegue,  che anche un lavoratore autonomo può richiedere il beneficio. Pertanto, il fatto che un altro familiare, lavoratore dipendente, goda dei permessi (previsti dalla legge n.104), non impedisce di per sé al lavoratore autonomo l’accesso al beneficio.

Contratti a termine - L’Ape sociale spetta solo in conseguenza di un licenziamento o di dimissioni per giusta causa, dunque non può essere concessa in caso di scadenza naturale del contratto a tempo determinato. Questo tuttavia non esclude che un soggetto, ove sia licenziato prima della naturale scadenza del contratto, possa, in presenza ovviamente di tutti i requisiti, accedere al pensionamento anticipato.

L’incognita del comparto scuola - Un'altra Faq pone il problema della decorrenza dell'Ape sociale in caso di soggetti dipendenti della scuola, perché né la Legge Bilancio che l'ha prevista, né il relativo decreto attuativo (Dpcm n. 88/2017) che l'ha disciplinata, contengono disposizioni in merito. Poiché una delle condizioni richieste per l’accesso all'Ape sociale è  la risoluzione del rapporto di lavoro, ne deriva che il personale della scuola potrà accedere all'Ape sociale esclusivamente dal 1° settembre, in quanto la cessazione dal servizio è fissata al 31 agosto di ciascun anno scolastico. Trattandosi di una problematica che attiene esclusivamente il rapporto di lavoro, il Ministero della Pubblica Istruzione (Miur), investito dall’Inps sulla specifica problematica, sta valutando eventuali azioni da intraprendere per non vanificare il diritto al beneficio, senza necessità di attendere la conclusione dell'anno scolastico. 

Leonardo Comegna 

14/7/2017

 
 
 

Ti potrebbe interessare anche