Artigiani e commercianti, una pensione un po' più costosa

Per effetto della Legge Fornero, salgono le aliquote contributive di artigiani e commercianti. Si avvicina nel frattempo il 16 maggio, prima scadenza utile per il versamento della contribuzione 2017

Leonardo Comegna

È fissato per il 16 maggio il primo appuntamento degli artigiani e commercianti con la contribuzione Inps 2017, dove peraltro si registra l'aumento delle aliquote deciso con il famoso provvedimento “Salva Italia” (art. 24, comma,22, della legge n.214/2011) che sta portando gradualmente il peso sulle due categorie di autonomi al 24% del reddito prodotto.

Valori 2017 -  Con il previsto aumento dello 0,45% annuo, stabilito dalla riforma Fornero, l’aliquota contributiva degli artigiani quest’anno è fissata al 23,55%; mentre quella dei commercianti al 23,64%. Quest’ultima risulta leggermente più elevata, in quanto contiene al suo interno una maggiorazione pari allo 0,09% (sino al 2018), destinata al cosiddetto fondo per la rottamazione negozi che interviene nei confronti dei soggetti che hanno cessato l’attività (e restituito la licenza), riconoscendo loro un indennizzo pari al minimo di pensione per la durata massima di 3 anni.  La base imponibile sulla quale devono essere calcolati i contributi è costituita dalla totalità dei redditi di impresa dichiarati ai fini fiscali prodotti nello stesso anno cui la contribuzione si riferisce, nel rispetto di un minimale e di un massimale. Come base imponibile “provvisoria”, ai fini del pagamento della contribuzione alle varie scadenze, occorrerà dunque fare riferimento al reddito d’impresa da denunciare al Fisco per l’anno 2016 (modello Unico 2017). I versamenti effettuati nel corso di quest’anno costituiscono quindi un acconto, il cui conguaglio (sulla base del reddito definitivo 2017) andrà effettuato nella primavera del 2018.  Per via del tasso d’inflazione negativo, quest'anno il minimale di reddito ai fini del calcolo della contribuzione dovuta all'Inps non è variato: 15.548 euro. Il contributo minimo, comprensivo della quota del contributo di maternità 7,44 euro, è così articolato:

  • artigiani: 3.669 euro (ridotto a 3.203 per i collaboratori di età inferiore ai 21 anni)
  • commercianti: 3.683 euro (ridotto a 3.217 per i collaboratori di con meno di 21 anni). 

Per l'anno 2017 il massimale di reddito annuo è pari a 76.872 euro (invariato rispetto al 2016) che si ricava dalla prima fascia del cosiddetto “tetto” di retribuzione pensionabile (46.123) maggiorato di 2/3. Occorre precisare inoltre che l'aumento di un punto percentuale dell'aliquota contributiva stabilita per i dipendenti quando superano il tetto, interessa anche artigiani e commercianti. Per cui, nel 2017 anche loro dovranno versare il 23,55 o 23,64% sul reddito d'impresa fino a 46.123 euro (“tetto” pensionabile), e 24,55 o 24,64% sull'eventuale quota eccedente, fino al massimale di 76.872 euro. Il massimale contributivo/pensionabile che si applica agli iscritti dal 1° gennaio 1996, privi di anzianità assicurativa alla data del 31 dicembre 1995, anche per l'anno 2017 risulta pari a 100.324 euro.

Versamenti - Sia gli artigiani sia gli esercenti attività commerciali devono corrispondere i contributi tramite i modelli di pagamento unificato F24, indipendentemente dal fatto che risultino o meno titolari di partita Iva. Questo il calendario: 16 maggio, 21 agosto, 16 novembre 2017 e 16 febbraio 2018 per il versamento delle quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito. Entro i termini previsti per il pagamento dell’Irpef in riferimento ai contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, a titolo di saldo 2016, primo e secondo acconto 2017. 

Contribuzione 2017 artigiani e commercianti

9/5/2017 

 
 

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