Fondi pensione, lo switch "da ansia" si paga a caro prezzo

Gli andamenti dei mercati finanziari possono generare ansia anche ai piccoli investitori, come ad esempio i lavoratori che scelgono di aderire a un fondo pensione. Numeri alla mano, ecco perché è però sempre bene evitare decisioni affrettate che possono costare care...

L’investimento nei fondi pensione è per antonomasia di lungo termine. Il lavoratore che inizia ad accantonare precocemente, mese dopo mese, una somma per costruirsi la propria pensione integrativa ha la possibilità non solo di guardare con maggiore tranquillità al momento della pensione, ma anche di sfruttare, nella prima fase degli investimenti,  gli extra rendimenti che questi mercati azionari garantiscono rispetto a quelli obbligazionari nel lunghissimo termine (20-30 anni), per poi passare, negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, a una gestione obbligazionaria e chiudere infine negli ultimi 36-48 mesi in una linea a garanzia.

Peccato che gli andamenti dei mercati finanziari possono provocare ansia e far adottare al lavoratore decisioni che costano care.

Un esempio concreto in questo senso è quanto accaduto nel 2008 dopo il fallimento della banca d’affari Lehman Brothers. Ipotizziamo, a scopo esemplificativo, un lavoratore metalmeccanico che avesse accantonato ad agosto 2008 l’equivalente di 50 mila euro in quote della linea bilanciata Cometa Crescita. Spaventato dal crollo dei mercati finanziari, il lavoratore decide di effettuare lo switch totale delle quote nel novembre 2008 (che, nel frattempo, erano scese di valore a 44.768 euro) per passare alla linea Sicurezza (una linea obbligazionaria mista). Questa scelta, dettata esclusivamente dalle turbolenze finanziarie, avrebbe comportato un capitale finale (con le quote del 31 maggio 2017) di 62.224 euro. Se il lavoratore avesse invece mantenuto senza soluzione di continuità le quote nel comparto Cometa Crescita, il capitale accumulato alla stessa data (31/5/2017) sarebbe ammontato a 75.031 euro: ben 12.807 euro in più.

Ancora peggio sarebbe però andata se il lavoratore, travolto dall’ansia del crollo dei mercati, avesse optato per lo switch dalla linea Cometa Crescita alla linea ancora più sicura ovvero la linea Cometa monetario plus; a distanza di 9 anni, il capitale accumulato non sarebbe andato oltre i 49.792 euro: un capitale addirittura inferiore a quello precedente alla crisi (50 mila euro) e inferiore di oltre 25 mila euro a quello accumulato se il lavoratore fosse rimasto fedele alla linea Cometa Crescita.

Leo Campagna

13/7/2017 

 
 

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