Fondi pensione negoziali, il falso problema della mancanza di linee azionarie

Nel confronto tra le diverse forme di previdenza integrativa italiane viene spesso mossa una critica, la totale assenza (almeno fino a ora) di linee azionarie: un'osservazione pertinente, che trova però quale riscontro nei numeri? 

Leo Campagna

Quando si fanno confronti e analisi tra le diverse forme di previdenza integrativa attive in Italia, talvolta viene segnalata una lacuna nell’ambito dei fondi pensione negoziali: la totale assenza (almeno fino a oggi) di linee azionarie.

La critica è che, dal momento che nel lungo periodo, storicamente, l’investimento azionario si è dimostrato più redditizio di quello obbligazionario, l’impossibilità per gli aderenti ai fondi pensione negoziali di poter disporre di linee azionare rappresenterebbe un handicap rispetto ai loro colleghi che optano per i fondi pensione aperti o per i piani individuali di previdenza (PIP) che, al contrario, contemplano nella gamma prodotti anche linee ad indirizzo azionario.

Sulla carta si tratta di un’osservazione pertinente che, tuttavia, non trova supporto nei numeri, almeno per quanto riguarda i fondi pensione attivi in Italia. Abbiamo esaminato le performance negli ultimi 8 anni (dal 30 giugno 2009 al 30 giugno scorso), un periodo di tempo piuttosto lungo e caratterizzato da mercati finanziari tendenzialmente improntati al rialzo, delle nove linee bilanciate azionarie dei fondi pensione negoziali (FPN) operative senza soluzione di continuità, delle 18 linee bilanciate azionarie dei fondi pensione aperti (FPA) e delle 29 linee azionarie dei fondi pensione aperti. Ebbene, il rendimento medio annuo dei fondi bilanciati azionari FPN si è attestato al +7,71%, mentre quello dei fondi bilanciati FPA si è fermato al +6,46%.

Non solo, la performance media annua dei comparti azionari FPA si è spinta fino a +7,68% (quindi comparabile con quella dei fondi bilanciati azionari FPN), ma con una volatilità annualizzata dell’8,86% contro il 6,05% registrato dalla volatilità media dei fondi bilanciati azionari negoziali (la volatilità annualizzata media dei fondi bilanciati azionari dei fondi aperti è stata pari invece al 7,8%). Alla luce di questi risultati non stupisce che lo Sharpe ratio parli nettamente a favore delle linee bilanciate azionarie dei fondi negoziali. Utilizzando come tasso risk free l’indice JPM EMU cash 12 mesi (che negli otto anni esaminati ha realizzato un apprezzamento del +11,9%, ovvero del +1,415% annuo), lo Sharpe ratio medio dei bilanciati azionari FPN risulta pari a 1,040, quello dei fondi azionari FPA a 0,724 e quello dei bilanciati azionari FPA a 0,692.

Come dire, in estrema sintesi, che la mancanza delle linee azionarie nella gamma di offerta dei fondi negoziali non sembrerebbe aver rappresentato finora un problema reale.

Leo Campagna

04/09/2017

 
 
 

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