Pensioni, le nuove regole di “quota 100”

Secondo le ultime indiscrezioni, sembra ormai definitivo l’inserimento in manovra del meccanismo “quota 100” che consentirà di andare in pensione a 62 anni d’età con 38 anni di contributi. Come funzioneranno le nuove regole

Michaela Camilleri

In attesa della pubblicazione del testo definitivo della Legge di Bilancio, il dibattito sui nuovi requisiti pensionistici si fa sempre più acceso e frenetico. Uno dei principali argomenti di discussione è senza dubbio la possibilità di rivedere la Riforma Fornero, introducendo una qualche forma di flessibilità che consenta al lavoratore di accedere alla pensione con qualche anno di anticipo rispetto agli attuali requisiti ritenuti eccessivamente rigidi. E l’ormai famosa “quota 100” proposta dall’attuale Governo rappresenta proprio una delle opzioni in questo senso.

L'idea parte dal presupposto di ripristinare il vecchio sistema delle quote, abolito dalla Riforma Fornero, consentendo al lavoratore di sommare età anagrafica e anzianità contributiva per raggiungere il valore 100 e andare in pensione.

Secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe essere ormai confermato l’inserimento in manovra della “quota 100” con 62 anni d’età con 38 anni di contributi. È bene precisare da subito che, in realtà, non si tratta di una vera e propria “quota 100” poiché il requisito di età anagrafica sarà indicizzato all’aspettativa di vita, mentre quello di anzianità contributiva rimarrà fisso a 38. Si avranno così “quota 101” (63 anni di età + 38 di contributi), “quota 102” (64 + 38), “quota 103” (65 + 38) e così via.

In particolare, dal 2019 il requisito anagrafico sarà adeguato ogni due anni in funzione della variazione della speranza di vita rilevata dall’Istat. Ipotizzando allora un aumento biennale dell’età richiesta per accedere al pensionamento anticipato di circa 3 mesi, partendo dalla soglia minima dei 62 anni nel 2028 saranno necessari “solo” 63 anni per andare in pensione, quando in tutti gli altri Paesi europei il requisito anagrafico si sarà già assestato a quota 67 anni. Il che pone inevitabilmente qualche dubbio circa la sostenibilità del nuovo meccanismo.

Tabella riassuntiva dei requisiti anagrafici e contributivi per

Entrando sempre più nel dettaglio del funzionamento, si potrà accedere a “quota 100” attraverso finestre trimestrali. La prima e unica finestra fissa consentirà così a chi avrà raggiunto i requisiti alla data del 31 dicembre 2018 di ricevere l’assegno pensionistico a partire dal 1° aprile 2019; per le successive date di maturazione dei requisiti, si attiveranno le finestre mobili trimestrali (se, ad esempio, maturo i requisiti al 28 gennaio 2019 riceverò la pensione dopo 90 giorni a partire da quella data).

Al momento, inoltre, sembra confermata l’ipotesi secondo la quale non è prevista alcuna penalizzazione sulle regole di calcolo dell’assegno pensionistico per chi deciderà di lasciare in anticipo il lavoro sfruttando “quota 100”.

La misura dovrebbe essere infine accompagnata dal ripristino del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione per 24 mesi così da rafforzare (almeno teoricamente) l'ingresso nel mercato del lavoro dei giovani.

Michaela Camilleri, Area Previdenza e Finanza Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali

26/10/2018

 

 
 
 

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