La dimensione 4.0 della sanità

In un momento storico fortemente segnato dalla digitalizzazione e dall'impatto delle nuove tecnologie, impossibile non valutarne le possibili ripercussioni in ambito sanitario e le conseguenti evoluzioni del comparto: quale il ruolo dell'assistenza sanitaria integrativa?

Marcello Garzia

Lo tsunami elettronico che si è abbattuto nel settore sanitario-ospedaliero e che va sotto il nome di "Sanità 4.0" sta cominciando a dispiegare i suoi effetti. Nulla sarà come prima. Nasi elettronici che monitorano la qualità dell'aria in casa e in corsia, sensori nei materassi per rilevare movimenti anomali dei degenti, stampanti 3D in sala operatoria che, "à la carte", forniranno all'occorrenza organi di ricambio. Negli Usa sono già realtà le "remote intensive care unit", un dispostivo che consente, a un solo medico, di monitorare fino a 150 pazienti, da un luogo dove arrivano informazioni cliniche sparse sul territorio, tramite il web.

Gli addetti ai lavori sono concordi nell'affermare che stiamo vivendo un momento storico in cui la sensibilità e la potenza degli strumenti si evolvono, in modo esponenziale, e avranno ripercussioni fortissime in ambito sanitario.

La strada però è stretta: da un parte, c'è la velocità di produzione delle tecnologie che taglia fuori chi non si adegua, dall'altra i deficit di bilancio degli Stati che non consentono di fare fronte alle nuove sfide.

In questo senso assume un ruolo fondamentale la sanità integrativa, che dovrà sempre più supportare la sanità pubblica. Gli anziani e i pazienti cronici, ad esempio, saranno trattati soprattutto presso le abitazioni, grazie ai sistemi di sensori e sofware predittivi che comunicheranno in tempo reale con i medici, i quali prescriveranno il ricovero ospedaliero solo quando strettamente necessario.

Si calcola che l'applicazione di massa di questi accorgimenti potrebbe portare a un risparmio, per lo Stato italiano, fino al 40% della spesa per i ricoveri in terapia intensiva che, oggi, costano oltre 2500 euro al giorno. La telemedicina ha un potenziale notevole per migliorare l'efficienza non solo nella relazione medico-paziente, ma anche tra gli stessi medici.

La moderna tecnologia informatica consente, già adesso, ai medici sul territorio di trattare i pazienti coinvolgendo uno specialista, altamente qualificato, che vive in un luogo distante migliaia di chilometri. Infatti, questo può accedere in tempo reale alle informazioni sullo stato di salute del paziente, definendo diagnosi e terapia da somministrare. Si pensi a cosa questo significhi per le popolazioni che vivono in territori e aree rurali, lontane dai centri di cura di eccellenza e dalla possibilità di accedere ai migliori specialisti. Tuttavia, restano da superare vari ostacoli di natura economica, legale e socio-politica. C'è un urgente bisogno di un consenso sociale sul trattamento dei dati personali, per prevenire interferenze improprie con i diritti individuali alla privacy dei cittadini. 

Ho già parlato, in altre occasioni, dello schock nell'ambito della sanità integrativa e gli scenari che ho descritto ne confermano la valenza. Il Fasi ha già fatto uno scelta strategica in favore della prevenzione. [...] Mantenerne e svilupparne la competitività è determinante, non solo per il buon funzionamento del Fondo, ma anche per ottimizzare al meglio le relazioni che emergono dal macro sistema della sanità integrativa. Infatti il progetto di cambiamento organizzato che stiamo elaborando non può essere percipito come un fatto interno all'Ente, ma deve, strategicamente, coinvolgere tutti i player del settore con l'adozione di soluzioni "coraggiose" e innovative tali da soddisfare i bisogni di tutti gli attori della filiera.

La regola aurea che emerge è detta "integrazione verticale", in pratica concentrare le diverse fasi d'intervento per assicurare un processo comune nella realizzazione degli obiettivi professati. L'impatto con le nuove tecnologie, come dicevamo all'inizio, sarà decisivo per la buona riuscita del cambiamento. 

Non è più possibile, oggi, avere in azienda tecnologie segmentate verticalmente e orizzontalmente. Diventa indispensabile l'individuazione di soluzioni semplici, efficaci ed efficienti, in grado di fare squadra nel perimetro del macro sistema sanitario, attraverso l'uso innovativo di quattro fattori decisivi: tecnologia, infrastrutture, organizzazione e competenze. Solo in questo modo è possibile costruire nel nostro Paese il secondo pilastro che accompagni lo sviluppo della Sanità pubblica. 

Marcello Garzia, Presidente FASI-Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa

16/8/2017

 

 
 

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