Assicurare il matrimonio è possibile?

Al momento, il mercato italiano non offre molte soluzioni a quanti sono in cerca di "garanzie" in vista del sì, ma quali sono le prospettive d'evoluzione per il settore?

Alessandro Bugli - @a_bugli

Rimasto sulla carta, il ramo II vita (assicurazioni di nuzialità e natalità), potrebbe – al pari di altri Paesi – conoscere un successo in chiave prospettica.

Girovagando su internet, guardando alle esperienze straniere, si scopre un ventaglio di assicurazioni in vista del fatidico sì. Dall’assicurazione che copre l’eventuale annullamento della cerimonia, alla polizza che ci aiuta a sostenere le spese da affrontare in caso di rinvio della data di matrimonio per malattia di uno dei coniugi, fino alla più pesante ipotesi di morte di uno dei nubendi post fatidico “sì”.

Al momento, il mercato italiano conosce solo qualche sporadica esperienza in questo senso. Le esigenze di garanzia sono soddisfatte tramite soluzioni assicurative di altra natura rispetto al ramo II vita (es. TCM, coperture del ramo assistenza, perdite pecuniarie, …).

Esiste veramente un mercato da esplorare e sviluppare? A un passo dalle nozze, chi scrive confessa di aver pensato, nel corso dei preparativi, a quali e quanti costi avrei dovuto sopportare per modificare la data dell’evento in ipotesi di un inceppo nell’ingranaggio organizzativo. Sono l’unico? Non credo.

Ecco allora qualche numero sul fenomeno. Il dato ISTAT ci dice che nel 2015, con un’inversione di tendenza, i matrimoni sono cresciuti numericamente, assurgendo alla soglia di 194.377. Meno generoso, almeno in avvio, il dato delle c.d. “unioni civili” post legge Cirinnà. I maschietti si sposano in media a 35 anni e le signorine a 32 (si tende a sposarsi sempre più tardi, in coerenza con l’allungamento dell’età media di entrata nel mondo del lavoro… non sarà un caso). Crescono anche separazioni e divorzi (+ 57% del 2015 sul 2014, grazie – sempre secondo ISTAT – all’introduzione del c.d. divorzio breve), ma per “scaramanzia” non si toccherà qui l’argomento.

Quanto costa in media un matrimonio? Guardando gli interessanti dati pubblicati da matrimonio.it si scopre che i nubendi che si rivolgono ad una società finanziaria per un prestito personale richiedono in media 16.000 euro. Non male, se si pensa che il reddito medio dichiarato dagli italiani è di 20.690 euro. Insomma, un fenomeno non trascurabile, di indubbio valore, tanto più in un Paese a bassa natalità (senza ombra di dubbio, per far figli non bisogna necessariamente sposarsi, ma – a volte – il vincolo aiuta).

Resto curioso di sapere se il mercato italiano delle assicurazioni saprà cogliere una simile sfida e se, come immagino, potrà rendere più serena la nascita del vincolo matrimoniale (e, perché no, di quello per le unioni civili).

24/4/2017

 
 
 

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