Auto e assicurazioni: evviva la Black Box per tutti?

Cosa cambia con la scatola nera che, se installata sul veicolo, ti controlla, ti protegge e ti salva

Francesca Colombo

E’ in fase di approvazione il DDL concorrenza (S. 2085), che contiene al suo interno importanti novità in tema di polizze Rc auto per chi abbia una scatola nera black box – a bordo del proprio veicolo. L’articolo 3 del DDL concorrenza, così come emendato, prevede sconti significati sulle polizze RC auto per chi si doti di questi meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo. Ma cerchiamo di capire meglio come funziona la black box, rispondendo a dei semplici interrogativi.

Che cos’ è la scatola nera? Si tratta di un dispositivo elettronico dotato di rilevatore GPS che permette di registrare tutti i dati del veicolo su cui viene installato. A tutti noi sarà capitato di sentire il termine scatola nera associato a incidenti aerei o ferroviari, proprio perché la sua funzione principale è quella di agevolare le indagini dopo un incidente. Se la black box viene installata su un’autovettura consente di registrare non solo a posizione e la velocità del veicolo, ma anche i dati relativi alle decelerazioni e alle frenate.

A cosa serve? Sicuramente lo scopo che si propone il DDL è quello di evitare le frodi assicurative e le denunce di sinistri “fantasma”. Monitorando il comportamento di guida degli assicurati è infatti possibile ricostruire se un sinistro si sia realmente verificato e secondo quali modalità.

Non dimentichiamo poi che la scatola nera può anche essere d’aiuto all’assicurato: in caso di incidente, mediante un allarme automatico attivo 24 ore su 24, che localizza la posizione del veicolo, permette ai soccorsi di intervenire tempestivamente e, in caso di furto del veicolo, è di ausilio alle forze dell’ordine per il ritrovamento del mezzo. Infine, cari automobilisti, potrete evitare di pagare una multa proprio grazie alla scatola nera: quest’ultima potrà dimostrare che vi trovavate altrove rispetto al luogo contestato nell’infrazione.

Chi la propone e a chi spetta installarla? Fermo restando la possibilità dell’impresa assicurativa di proporre la polizza con scatola nera, è sempre facoltà del proprietario del veicolo decidere se stipularla o meno, come peraltro già aveva previsto l’art. 32bis del D.L. 1/2012 (decreto Liberalizzazioni).

Il DDL concorrenza, confermando ancora una volta il decreto Liberalizzazioni, prevede che il costo di acquisto e di installazione della scatola nera sia integralmente a carico della compagnia assicurativa. Inoltre, se l’assicurato decide di installare la scatola nera sul proprio veicolo beneficia di uno sconto al momento della stipula della polizza e, successivamente, il premio sarà parametrato alla condotta di chi guida, sulla base dei chilometri percorsi, delle ore e dei giorni di utilizzo del veicolo e dei sinistri che causato.

Esiste davvero una lesione della privacy? Si è parlato di un “Grande fratello” delle scatole nere: l’assicurato è infatti controllato in ogni singolo spostamento.  Siamo proprio sicuri che la black box leda la privacy di chi decida di utilizzarla?

E’ ragionevole presumere che l’assicurato di fronte al pericolo della lesione della propria salute – in caso di incidente –  o della proprietà – in caso di furto – preferirà di gran lunga essere monitorato nei percorsi effettuati, piuttosto che rinunciare ad essere controllato.  Chi tra noi rinuncerebbe ad avere soccorsi tempestivi o a sapere dove è scappato il ladro con la macchina a costo di mostrare alla compagnia il percorso compiuto?

Allora, l’articolo 3 del DDL concorrenza deve essere accolto con favore, tanto che si inserisce in un trend crescente che ha visto – secondo i dati riportati dallo IVASS – nel secondo trimestre del 2016, il 16.2% dei contratti assicurativi stipulati nell’ambito della Rc auto prevedere l’utilizzo della scatola nera. Dai dati IVASS emerge come le prime 5 province, tutte meridionali, a far uso della black box siano: Caserta, Napoli, Catania, Reggio Calabria e Salerno. Da un po’ di tempo, dunque, in queste zone, un guidatore “bravo e prudente” che accetti di montare sul suo veicolo una scatola nera, non è più “costretto” a pagare un premio assicurativo alto solo perché residente in un’area che la compagnia assicurativa considera a forte rischio medio.

Last but not least…. segnaliamo che non è stato ancora approvato il regolamento IVASS che attua l’articolo 32 bis D.L. 1/2012. Tale regolamento presenta qualche margine di opacità: l’articolo 8 prevede infatti la possibilità dell’assicurato di chiedere in ogni momento l’interruzione del trattamento dei dati relativi all’ubicazione. A onor del vero è ragionevole pensare che il testo definitivo approvato dall’IVASS, non avrà le stesse vesti della bozza di cui oggi si può ancora discutere.

1/2/2017 

 
 
 

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