Chi può aiutarmi a proteggermi dai miei rischi?

Si rinnova l'appuntamento con la rubrica dedicata al corretto approccio a rischi e bisogni: una volta scelto di correre ai ripari e tutelarsi, a chi rivolgersi? 

Alessandro Bugli - @_bugli

Immaginiamo, a questo punto del nostro percorso, di aver deciso favorevolmente di proteggersi per i propri rischi e bisogni. A chi bisogna rivolgersi?

Cosa fare?

In assenza di una cultura evoluta (e, spesso, neanche media) in materia di strumenti mutualistici e di assicurazioni, si va per sentito dire, per conoscenze o per estemporanee ricerche internet. Trovato un indizio, o una proposta contrattuale, si prova – anche qui, a volte – a chiedere lumi al proprio legale o commercialista, domandando: secondo te, è una fregatura o un buon prodotto?

Il concetto di “fregatura” e di “buon prodotto” sono, poi, estremamente relativi e, così, dovendo rispondere alla domanda, bisogna agire in riconvenzionale e ridomandare al richiedente: “Ma tu di cosa hai bisogno?”. Si badi, poi, che, senza scomodare la filosofia, per conoscere il “dolce” è necessario conoscere il “salato” e, così, per sapere se l’offerta negoziale è conveniente o meno, è necessario confrontarla con altre valide per la stessa esigenza.

Ammesso di aver dato una risposta matura al primo quesito: di che cosa necessito? Proviamo a passare al secondo tema, il confronto delle diverse soluzioni esistenti.

Per alcuni rischi le soluzioni offerte sono agilmente confrontabili (pur nelle loro, a volte marcate, differenze). Chi di noi non ha mai visto la pubblicità di un “comparatore” per l’assicurazione auto che ci comunica che in pochi minuti è possibile confrontare tra loro numerose soluzioni RC auto? Anche in quel caso, certamente, esistono variabili di copertura sensibili, esempio: soluzioni di guida libera, dove il veicolo risulta assicurato indipendentemente da chiunque lo guidi al tempo dell’incidente, oppure guida esperta o esclusiva, dove si è assicurati al verificarsi del sinistro solo se chi conduceva il veicolo aveva più di 26 anni (o altra età indicata in polizza) o unicamente nell’ipotesi in cui a guidare il mezzo fosse il soggetto espressamente indicato in contratto (es. Mario Rossi). Ma, le pur marcate differenze non finiscono mai per rendere inconfrontabile l’offerta. Il rischio della RC auto è sempre il medesimo: il massimale minimo di garanzia è fissato dalla legge, i terzi danneggiati possono rivolgersi per i danni patiti in caso di sinistro alla compagnia di assicurazioni del veicolo sul quale erano a bordo al tempo dell’incidente, …

Così, pur dovendo porre attenzione alle differenze (e questo lo ha ricordato ai “comparatori” anche la stessa Autorità di Vigilanza), il confronto è possibile e, anzi, molto spesso, in logica proconcorrenziale e proconsumeristica è auspicato dallo stesso legislatore dal 2012 in avanti, arrivandosi a indicare l’ambizioso obiettivo di giungere alla definizione di un contratto “base” della RC auto, che tutte le compagnie devono offrire alla propria clientela e che – proprio perché standardizzato (o quasi) – è comparabile per definizione, lasciando la decisione alla sola (e, ancora una volta, quasi) componente prezzo di acquisto.

Se ci concentrassimo sulle soluzioni di garanzia per cure sanitarie (e/o socio-sanitarie o sanitarie con riflessi sociali), però, non esisterebbe uno standard minimo contrattuale valido per tutte queste coperture.

L’esercizio del confronto è, quindi, complicato sensibilmente.

Mentre per le coperture RC auto, l’unico provider non può che essere (per legge) un’impresa di assicurazioni, nel settore salute, all’offerta assicurativa si aggiungono altre realtà che possono fornire soluzioni di questo tipo: trattasi di Enti, Casse e Società di Mutuo Soccorso no profit, operanti nel settore della sanità integrativa. Esistono, infatti, soluzioni sanitarie integrative legate al contratto collettivo applicato, altre no profit - a matrice non assicurativa - acquistabili individualmente sul mercato e, da ultimo, ci sono le “tradizionali” assicurazioni malattia.

Di tutta evidenza non staremo qui a distinguere in modo puntuale quali siano le differenze che intercorrono tra i diversi enti, il relativo spettro d’offerta (copertura a vita intera o meno) e tra i benefici fiscali riconnessi all’ “acquisto” delle diverse soluzioni; benefici che, incidentalmente, si ricorda, sono tutti a favore del ricorso a soluzioni offerte dagli enti no profit citati poco sopra (e, pur restando nel no profit, esistono comunque sensibili differenze tra lavoratori dipendenti e autonomi che vi aderiscano). Per meglio poter conoscere queste differenze, si rimanda alla sezione dedicata di Pensioni&Lavoro

Ritornando ora su un piano più generale, è certamente un bene aver compreso l’opportunità di garantirsi per i propri rischi e bisogni, ma è altrettanto importante non soffermarsi sulla prima soluzione contrattuale reperita o consigliata.

Per alcuni rischi, l’individuazione dell’interlocutore è molto più semplice, essendo solo le imprese di assicurazione deputate a garantire certi tipi di bisogni (es. polizze RC auto, RC capofamiglia, assicurazioni vita, …). Così, la scelta non potrà che cadere tra il rivolgersi a un intermediario assicurativo più o meno indipendente (agente, broker, banca, produttore diretto …) o, via web o telefono, a una compagnia di assicurazione. Sulle differenze in termini di diritti e tutele, a seconda dell’una o dell’altra scelta, torneremo nel prossimo capitolo.

Nel settore delle cure sanitarie, si è detto, la scelta si fa ben più complessa. Nella speranza che pro futuro possa nascere una figura di legge specializzata nella consulenza nel settore del welfare, a tutto tondo (previdenziale, sanitaria e assistenziale), con una visione complessiva dell’offerta pubblica e privata (sia essa assicurativa o meno), per ora non si può che consigliare di affidarsi ai migliori consulenti in materia, evitando al contrario di farsi trarre in errore – pur senza dolo alcuno – da “consiglieri” improvvisati e imperiti. 

28/2/2017

 
 

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