La scatola nera in RCA: la futura regolamentazione attuativa

Dopo anni di incertezza, le disposizioni in materia di assicurazioni RCA e installazione a bordo del veicolo della scatola nera sembrano avvicinarsi al loro compimento: non mancano tuttavia i nodi ancora da scogliere 

Alessandro Bugli

Nel lungo percorso di attuazione della legge concorrenza (l. 4 agosto 2017, n. 124), tra i tanti cantieri aperti, la decretazione attuativa in materia di scatola nera a bordo dei veicoli è nodale per l’effettiva messa in opera dell’intera riforma (almeno in materia di assicurazione auto).

La legge concorrenza, in via di estrema sintesi, impone alle compagnie di assicurazione che propongano l’installazione di una scatola nera che sia in condizione di raccogliere dati a “fini tariffari e della determinazione della responsabilità in occasione dei sinistri” o i cui assicurati siano già forniti del medesimo strumento al tempo della stipula di:

a. concedere una serie di sconti secondo le regole che saranno fissate da IVASS (v. doc. di consultazione n. 5/2017);

b. consentire una progressione dell’assicurato lungo le “scale” di merito bonus/malus (per le ipotesi di applicazione del malus) a condizioni migliori rispetto agli altri assicurati che non abbiano installato la scatola nera. 

Le risultanze delle scatole nere, in ipotesi di contenzioso civile, formeranno “piena prova” nel futuro giudizio. Quest'ultima circostanza è talmente rilevante in termini di corretta gestione del contenzioso civile da aver già condotto alla rimessione della questione alla Corte Costituzionale (v. ord. Giudice di Pace di Barra 30 settembre 2017). Sul fondamento della questione si ha più di un dubbio, ma non è questa la sede per entrare in merito.

Il tema vero è, per quel che qui interessa, è che cosa deve intendersi per scatola nera. Questo è il busillis. Tutti gli strumenti che registrano l’attività del veicolo o solo alcuni che soddisfino determinate caratteristiche tecniche?

Il termine scatola nera è entrato oramai nel gergo italico e lo ha fatto grazie alla cronaca, alle serie televisive e al cinema. Leggendo la definizione data dall’enciclopedia “libera” Wikipedia: “Con la locuzione scatola nera si indicano comunemente i dispositivi elettronici di registrazione dei dati installati in un aeromobile o una imbarcazione con lo scopo di facilitare le indagini dopo un incidente”.  

La scatola nera sul veicolo, almeno per la parte di interesse del Legislatore, dovrebbe assolvere il medesimo fine: fornire informazioni utili su luogo e dinamica del sinistro e, qui, in aggiunta, permettere di studiare la condotta di guida del conducente “monitorato” o dei “monitorati” al fine di strutturare meglio le tariffe dell’assicurazione RCA. L’Italia è certamente uno dei Paesi con maggiore diffusione delle scatole nere a bordo dei veicoli in circolazione, con conferma dell’attenzione e interesse degli assicurati al valore sociale di questo strumento.

Le disposizioni contenute oggi nella legge concorrenza non sono poi del tutto nuove per l’Ordinamento italiano, anzi, a ben vedere, risultano essere un’evoluzione di quanto originariamente fu previsto nel Decreto Liberalizzazioni in materia di obbligo a contrarre (v. art. 32 del d.l. n. 1/2012) e del non convertito in legge articolo 8 del Decreto legge Crescita Italia (d.l. 145/2013).

Sono passati sei anni dal Decreto Liberalizzazioni che – ove attuato completamente, per quel che si dirà - avrebbe voluto imporre alle Compagnie di applicare una “significativa” riduzione della tariffa per il contraente che accettasse di far installare a bordo del veicolo da assicurare una scatola nera le cui specifiche di funzionamento e utilizzo dei dati da parte delle imprese avrebbero dovuto essere definite: 1) da un decreto interministeriale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dello sviluppo economico; 2) da un regolamento dell’allora ISVAP e; 3) da un ulteriore decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Il Decreto Crescita Italia, dell’anno successivo al Liberalizzazioni, nella (infondata) speranza di un prossimo compimento rispetto alla sua emanazione del quadro regolamentare descritto, prevedeva nella versione non convertita in legge che le risultanze delle scatole nere di cui allo stesso Decreto Liberalizzazioni (scatole nere le cui specifiche non sono mai state definite, per le ragioni dette) avessero valore di “piena prova” in giudizio, con la conseguenza che – salvo poter dimostrare che lo strumento fosse malfunzionante – i dati rilevati dalla scatola non avrebbero potuto essere messi in discussione ai fini del decidere.

A dire il vero, uno dei tre decreti, quello interministeriale che avrebbe dovuto “individuare” cosa si intende per scatola nera o strumento equipollente, fu effettivamente emanato il 25 gennaio 2013, ma annullato poco dal TAR del Lazio. Quindi, punto a capo.

Nel frattempo, si svolgeva un importante contenzioso avanti al giudice amministrativo per comprendere se l’offerta da parte delle Compagnia della scatola nera ai potenziali assicurati fosse obbligatoria o discrezionale. Tema oggi risolto dalla stessa legge concorrenza, che non pare lasciare dubbi in merito alla piena discrezionalità dell’impresa di proporre o meno l’installazione della scatola nera (si veda il nuovo  art. 132 - ter del Codice del Codice delle Assicurazioni introdotto dalla legge concorrenza per cui le scatole nere sono “installat[e], su proposta dell’impresa”).

Finalità certamente commendevoli: chi è disposto a farsi monitorare alla guida dovrebbe pagare meno e le registrazioni “oggettive” della scatola nera non dovrebbero essere superate in giudizio da altri mezzi di prova quali testimonianze o altro. La legge concorrenza, come detto, fa proprie le finalità di cui normativa precedente, pur se con qualche innovazione, ma anche in questo caso l’opera non è ancora compiuta e in assenza di un completamento del quadro regolamentare potrebbe ripetersi lo “stallo” sin qui registrato.

Ciò posto, nell’esercizio di immaginare i contenuti della futura regolamentazione sorge un dubbio di non trascurabile portata dato il portato letterale della legge concorrenza che sembra ricollegare sconti, riduzioni del malus e valenza di piena prova solo alle scatole nere che saranno rispondenti ai requisiti riportati nella futura regolamentazione. Le disposizioni a venire, però, potrebbero modellarsi secondo tre diverse alternative logico operative. Le prime due gravide di possibili controindicazioni, la terza potenzialmente risolutiva (pur nella difficoltà di redigere un testo all’altezza dell’obiettivo):

  1. Ove il regolamentatore, in linea con l’esperienza del decreto interministeriale poc’anzi richiamato e annullato dal TAR, decidesse di optare per una normativa improntata sul solo dettaglio tecnico per descrivere cosa sia scatola nera e cosa no (es. “deve intendersi per scatola nera, lo strumento con ricevitore  elettronico  GPS,  compatibile  con  la  nuova costellazione  Galileo,  per  la  geo-radiolocalizzazione terrestre tramite rete di satelliti artificiali con accelerometro triassiale  con  bassa  distorsione,  elevata tolleranza agli shock e stabilità termica …) l’effetto naturale sarebbe quello di prestare il fianco a facili elusioni della regola in ragione dello sviluppo costante della tecnologia. Una scatola nera che permettesse alla Compagnia di registrare l’attività del veicolo e che allo stesso tempo non risultasse essere coerente con i requisiti riportati nella possibile futura regolamentazione non potrebbe essere considerata alla stregua della “black box” della legge concorrenza, con conseguente possibilità per l’impresa di esimersi dal riconoscimento degli sconti di legge e dagli obblighi in tema di bonus/malus. Di converso, gli esiti di una simile (atipica) scatola nera potrebbero non costituire “piana prova” in giudizio, ma anche qui si potrebbe sostenere l’opposto, dato che la legge concorrenza estende l’effetto di prova “regina” anche ai dati ricavati da dispositivi elettronici equiparabili alla “black box” di cui all’art. 132 ter del Codice delle Assicurazioni introdotto dalla legge. Fatta la legge, trovato l’inganno. Se così fosse, i risultati auspicati dalla legge concorrenza verrebbero in concreto ad essere obliterati, potendo le Compagnie optare per l’installazione di scatole nere non conformi ai requisiti di legge, ma comunque in condizioni di fornire loro le informazioni di interesse, senza dover riconoscere sconti e fare applicazione delle altre previsioni della legge concorrenza.
  2. Una diversa scelta, tutta improntata sull’idea che l’installazione di qualsiasi scatola nera, indifferentemente dalle sue caratteristiche e che finisca per registrare l’attività del veicolo, debba condurre all’applicazione delle disposizioni della legge concorrenza priverebbe di significato le disposizioni della medesima legge: il costante riferimento della legge concorrenza alle sole scatole nere con caratteristiche conformi al nuovo art. 132 – ter del Codice delle Assicurazioni, il cui dettaglio dovrebbe essere oggetto di regolamentazione dedicata, sarebbe francamente incomprensibile, avendo potuto la stessa legge fare generico riferimento a tutti gli strumenti che finiscono per registrare la condotta di guida per la sua applicazione. Non basta, la conseguenza processuale potrebbe essere devastante ove venisse chiarito in sede normativa – seguendo questa via – che le risultanze di qualsiasi strumento che registra l’attività del veicolo hanno valore di “piena prova”, senza attenzione alcuna alle caratteristiche tecniche e alla sicurezza dell’operatività dello strumento stesso.
  3. L’unica soluzione sembra quindi consistere, alla luce delle criticità dette e dei limiti normativi, nella stesura di un regolamento che riporti le caratteristiche minime essenziali di costruzione, funzionamento e sicurezza della scatola nera (regolamento che dovrà essere soggetto a revisione periodica o che deputi l’aggiornamento del dettaglio tecnico all’Istituto di Vigilanza) e che allo stesso tempo chiarisca che ove sussistano meccanismi comprovati essere equipollenti in termini di caratteristiche tecniche e funzionamento alla scatola nera di legge, l’installazione di questi condurrà comunque all’applicazione delle nuove previsioni della legge concorrenza.

L’esercizio da compiersi è tutt’altro che semplice. Sino ad allora, le disposizioni in tema di scatola nera (sconti, bonus/malus e valore di prova delle sue risultanze) rimangono ancora, dopo anni, in attesa della loro efficacia in concreto. L’attenzione posta da IVASS al tema (si veda il citato schema di regolamento sugli sconti riconnesso all’installazione della scatola nera) lascia però pensare che questa volta conosceremo il finale della storia.  

Alessandro Bugli, Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali e Area Assicurativa e Welfare Studio Legale Taurini&Hazan

18/12/2017

 

 
 
 

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