Le assicurazioni contro le catastrofi naturali

Un tema spinoso ma, al tempo stesso, molto importante da affrontare per vivere con maggiore serenità anche in zone "a rischio" : come tutelarsi da terremoti, alluvioni o altre calamità? Il punto sulle coperture assicurative contro le catastrofi naturali 

Enrico Vittorio Piccolo - @ev_piccolo

Gli ultimi dati dell’ISTAT ci hanno rivelato che nel 2015 ben il 19,61% della popolazione italiana è stata esposta al rischio alluvioni (con punte del 53,16% nel Nord-est), il 4,1% a frane, mentre nel 2016 circa l’8,92% della superficie territoriale del Belpaese è stata classificata come area ad alta sismicità. Dinanzi a tali dati sorgono inevitabilmente alcuni dubbi: cosa possiamo fare dinanzi agli elementi della natura che colpiscono il nostro territorio? Come possiamo rimediare alla furia devastante di terremoti, frane, alluvioni, inondazioni, gravi eventi atmosferici, ecc.?

La risposta più ovvia vorrebbe che lo Stato, dopo aver attuato un programma efficace di prevenzione e cura del territorio, intervenisse in aiuto dei suoi cittadini quando colpiti - nella loro persona o nei loro beni - da gravissimi eventi naturali. Laddove però l’intervento pubblico non dovesse arrivare in tempo o non dovesse arrivare affatto, il singolo potrebbe tutelare il suo patrimonio mediante apposite coperture assicurative: le polizze contro le catastrofi naturali.

Le soluzioni assicurative - Nel mondo assicurativo i rischi legati ai gravi eventi naturali appartengono (insieme a quelli legati a particolari attività dell’uomo: guerre, insurrezioni, terrorismo, disastri nucleari, ecc.) a quella categoria di rischi catastrofali che, a causa della loro natura, si caratterizzano per un elevato grado di incertezza sul loro avveramento e, ovviamente, per un’altissima capacità distruttiva.

Per tali motivi, la copertura di questi eventi non è sempre inclusa nelle polizze contro i danni e, in alcuni casi, sarà necessario un apposito accordo con la compagnia assicurativa. In tal senso, si può leggere all’art. 1912 c.c. che «Salvo patto contrario, l’assicuratore non è obbligato per i danni determinati da movimenti tellurici…», ossia per quelli dovuti a terremoti, frane o vulcanismo.

Riguardo, invece, agli altri rischi come quelli dovuti ad alluvioni, inondazioni, esondazioni, maremoti, valanghe o slavine, ecc., questi vengono generalmente esclusi dalle normali coperture e, pertanto, si dovranno ricercare apposite polizze a copertura di questi rischi.

Le assicurazioni nat-cat più diffuse - La maggior parte delle polizze contro le catastrofi naturali sono volte a tutelare il mondo dei trasporti, del commercio, dell’industria e dell’agricoltura (ad es. le polizze contro le gelate): ovvero il mondo dell’economia.

Ma per la protezione dei singoli “consumatori”? Il mercato sembra offrire ben poco.

La polizza più diffusa nel nostro Paese è certamente quella a tutela dei fabbricati contro il terremoto, di cui si è addirittura ipotizzato negli ultimi anni (soprattutto a causa degli ultimi tragici eventi nel Centro Italia) di renderla obbligatoria[1] e/o di introdurre particolari incentivi[2] e tutele al fine di sgravare lo Stato di buona parte delle spese legate a queste catastrofi. Finora, però, non è stato attuato alcun programma e tutto è stato lasciato all’iniziativa dei privati, i quali possono contare su limitate soluzioni assicurative molto simili fra loro.

La maggior parte delle coperture contro il terremoto sono volte a garantire l’assicurato contro i danni materiali subiti dalla sua abitazione, compresi quelli dovuti ad incendio, esplosione e scoppio conseguenti al rischio assicurato.

Le polizze più diffuse sul mercato prevedono inoltre particolari massimali, franchigie e scoperti a cui bisogna prestare particolare attenzione, così come alle numerose esclusioni di copertura presenti in specifiche clausole. Fra queste, le più comuni sono volte a negare la garanzia per quei danni causati da altri eventi naturali (anche strettamente collegati agli eventi sismici come eruzioni vulcaniche, maremoti, alluvioni, esondazioni, frane, smottamenti, ecc.), furti/saccheggi, danni indiretti all’attività produttiva esercitata nel fabbricato lesionato e tutti quei danni subiti da edifici (o parti di essi) in costruzione o non conformi alle norme in materia urbanistico-edilizia (costruzioni abusive) o che presentino interesse storico/artistico, ecc.

Meno diffuse sono, invece, le polizze a garanzia dei fabbricati verso i danni derivanti dalle alluvioni e/o inondazioni.

Anche in questo caso, la garanzia viene solitamente estesa ai danni dovuti a incendio, esplosione e scoppio conseguenti al rischio assicurato, il quale dovrà comunque (secondo le clausole più utilizzate) manifestarsi  in maniera violenta e devastante e produrre i suoi effetti su una pluralità di beni posti nelle vicinanze. Alcune polizze, poi, prevedono l’estensione della copertura anche per i danni derivanti dalle cose trasportate dall’acqua e ai danni dovuti a quelle inondazioni causate da terremoti, frane (come avvenuto nel noto disastro del Vajont), smottamenti, ecc.

Come in ogni copertura assicurativa, anche le polizze contro le alluvioni e/o inondazioni prevedono particolari massimali, franchigie o scoperti ed esclusioni di garanzia a cui bisogna prestare molta attenzione. Infatti, in alcune soluzioni contrattuali vengono esclusi alcuni danni che si potrebbero ritenere pacificamente compresi: quelli subiti da locali del fabbricato posti ad una certa altezza (ad es. i locali interrati o seminterrati), oppure quelli derivanti direttamente da frane e cedimenti/smottamenti del terreno anche se dovuti a gravi eventi alluvionali, inondazioni, esondazioni ,ecc.

Ancor meno frequenti sono le polizze a garanzia di tutti gli altri rischi catastrofici (frane, eruzioni vulcaniche, valanghe, slavine, ecc.), per i quali sarebbe ancor più opportuno affidarsi alla consulenza di un intermediario assicurativo, il quale potrà (e dovrà) offrire e/o ricercare sul mercato le soluzioni esistenti più adeguate alle esigenze dei contraenti/assicurati.


[1] Tale ipotesi sembra essere stata definitivamente accantonata dal Governo, il quale in occasione del progetto Casa Italia (http://www.governo.it/approfondimento/piano-casa-italia/7093) avrebbe escluso il ricorso a “impopolari” sistemi di assicurazione obbligatoria gravanti direttamente sulle tasche dei proprietari di immobili.

[2] In realtà, il legislatore aveva già tentato più di dieci anni fa con la Legge Finanziaria per il 2005 (L. 30 dicembre 2004, n. 311) ad agevolare l’avvio di un regime assicurativo volontario per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati. In quell’occasione era stata prevista la costituzione di un Fondo di garanzia gestito dalla CONSAP, il quale sarebbe dovuto diventare socio di una futura società di riassicurazione, volta a sostenere i rischi catastrofici assunti dalle compagnie assicurative. Tale società non è stata mai costituita in quanto il regolamento attuativo non è mai stato emanato.

27/4/2017

 
 
 

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