Nuovi rischi e più sostenibilità: le Compagnie di Assicurazione al passo con il cambiamento

Le Compagnie di Assicurazione, da sempre molto attente ai grandi cambiamenti della società e a come intercettare nuovi bisogni e rischi da tutelare, si confermano negli anni della pandemia da COVID-19 tra i maggiori investitori istituzionali del Paese: la sostenibilità è oggi il tema su cui costruire l'offerta di domani

Niccolò De Rossi

Ogni grande evento storico porta con sé grandi cambiamenti, in alcuni casi a vere e proprie rivoluzioni. Non solo per i governi, le istituzioni, le grandi società internazionali, ma anche per i singoli cittadini. Se si prende come esempio la nascita e la diffusione di Internet si comprende bene come alcune fasi storiche abbiano cambiato radicalmente e per sempre la quotidianità di tutti. Che dire allora della pandemia che da due anni accompagna la vita di tutti? Finanziariamente parlando, gli ultimi 10 anni hanno portato a uno scenario, poi definito come new normal, che solo in pochi avrebbero pensato potesse durare così a lungo. 

La fase di tassi di interesse negativi ha stravolto completamente le basi della teoria finanziaria sia per i piccoli sia, soprattutto, per i grandi investitori come fondi pensione, Casse di Previdenza o, non ultime, le Compagnie di Assicurazione. Ottenere rendimenti da attività con rischiosità contenuta è stata forse l’impresa più difficile da affrontare, in particolare per player istituzionali come quelli citati i quali, per loro stessa mission, gestiscono il risparmio in un’ottica di lungo periodo e, proprio per questa ragione, presentano tipicamente un profilo di rischio moderato. Con il tempo si è quindi compreso che le modalità di gestione degli attivi dovevano in parte trasformarsi, non potendo più contare su un approccio “tradizionale”, composto (semplificando) dal solo mix di azioni e obbligazioni.

Il mercato, tanto dal lato dell’offerta quanto da quello della domanda, si è diretto dunque sempre più verso gli ormai noti alternative asset. Senza troppa fantasia, anche questa può essere definita una piccola rivoluzione. Private equity, debt e infrastrutture sono ormai diventati parte integrante delle asset allocation di moltissimi operatori finanziari. Gli ultimi mesi stanno portando però verso ulteriori cambiamenti nello scenario di base. Il ritorno dell’inflazione, spinta anche dalle conseguenze prodotte da COVID-19, unitamente al progressivo allentamento delle politiche accomodanti delle Banche Centrali e il conseguente rialzo dei tassi di interesse, potrebbe indurre a nuove riflessioni sulla gestione degli attivi delle Compagnie di Assicurazione. Il nuovo contesto potrà infatti avere un impatto concreto sull’offerta delle polizze vita e più in dettaglio sulle gestioni separate, particolarmente in sofferenza negli anni di tassi negativi. La garanzia del capitale o di un rendimento minimo è in buona sostanza diventata qualcosa di effettivamente impensabile per i nuovi contratti vita. 

Emergono così nuovi rischi, che andranno affrontanti sia dal punto di vista finanziario sia da quello della relazione con gli assicurati "presenti" e ancora di più "futuri". Su questo fronte sarà allora fondamentale saper cogliere le opportunità di uno dei maggiori trend del momento, quello della sostenibilità. Diviene del resto imprescindibile, vista anche la portata delle conseguenze che avrà anche sulla domanda di beni e servizi dei consumatori/risparmiatori, che in particolar modo le Compagnie di Assicurazione siano protagoniste di questo percorso. D'altra parte, investire in modo sostenibile - cercando al contempo di creare ricadute positive sulla collettività, non solo in ambito climatico ma anche sociale - è un obiettivo che ben si sposa con l’attività assicurativa. 

Il processo verso allocazioni sempre più green e sostenibili tout court è in verità già in atto da qualche anno ma, probabilmente, la vera sfida da vincere nel prossimo futuro sarà quella comunicativa, riuscendo a utilizzare un linguaggio semplice e soprattutto credibile nei confronti dei nuovi potenziali assicurati. La sensibilità dei cittadini al tema è crescente e potrà quindi indirizzarsi in particolare verso quei grandi investitori che sapranno fare del loro business una leva di di cambiamento positivo, prestando attenzione al rispetto dell’ambiente, alla buona governance e agli aspetti di coesione sociale, oltre che ai rendimenti finanziari. 

In definitiva il settore assicurativo si trova ancora una volta davanti a una fase di transizione, densa di insidie e cambiamenti. L’offerta di prodotto dovrà tener conto del nuovo contesto macro-economico e strutturarsi in maniera tale da garantire sì la copertura dei nuovi bisogni degli assicurati, prendendo però al tempo stesso le misure al ritorno dell’inflazione e dei tassi positivi. Accanto a questo, sarà necessario saper rappresentare in modo innovativo l’approccio sostenibile che sempre più farà la differenza a livello di attrattività per la clientela, finendo per diventare uno degli elementi maggiormente decisivi nelle scelte di allocazione del risparmio nei prodotti vita. 

Niccolò De Rossi, Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali 

24/1/2022

 
 

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