Dalle lacrime della Fornero si può creare un Fondo Sovrano?

Sicuramente sono apprezzabili tutti gli sforzi effettuati dal Governo Monti quando, nel 2011 si è ritrovato in una difficile situazione di finanza pubblica con i riflettori di una Europa attenta al rischio Paese Italia. Detto questo, la Professoressa Fornero, che si è ritrovata dai Consigli di Facoltà ai Consigli dei Ministri ...

Pasquale Merella - @pasqualemerella

Sicuramente sono apprezzabili tutti gli sforzi effettuati dal Governo Monti quando, nel 2011 si è ritrovato in una difficile situazione di finanza pubblica con i riflettori di una Europa attenta al rischio Paese Italia. Detto questo, la Professoressa Fornero, che si è ritrovata dai Consigli di Facoltà ai Consigli dei Ministri, ancora una volta – dopo lo scandalo degli esodati – ha dimostrato di aver gestito superficialmente tematiche delicate come la Previdenza e l’utilizzo delle risorse pubbliche.

La Corte Costituzionale, come forse era prevedibile, ha bocciato la scelta del blocco sulle rivalutazioni all’inflazione per le pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo INPS – dunque per quelle poco superiori a 1.400 euro – prevista dalla norma Fornero, contenuta nel “Salva Italia” dello scorso governo Monti.

La rinuncia a preservare il potere d’acquisto dei percettori di pensioni rappresenta un “turn-around” davvero di basso livello e oggi costa ai contribuenti una somma che potrebbe essere vicina a 10 miliardi di euro, ovviamente i numeri esatti non si riescono a sapere, “as usual”.

La vera materia di perequazione delle pensioni riguarda tutte le situazioni insostenibili e non giustificabili del nostro sistema previdenziale, prima fra tutte i vitalizi della classe politica ai quali aggiungiamo, purtroppo, il cumulo di pensioni derivanti dall’aver occupato prestigiosi incarichi all’interno del settore pubblico. Tornano alla mente numerosi nomi eccellenti, ma non è questo il punto.

Il focus è molto semplice, riassumibile in una banale domanda: qual è il risultato finale di tutto questo?

Senza avere la pretesa di dare risposte ad ogni quesito, in questo caso appare lampante che l’effetto sia stato quello di aver spostato in avanti un problema, non risolvendolo, e peggio, lasciandolo ai successivi governi con un aggravio della situazione di bilancio.

Un giusto ed efficiente sistema previdenziale non passa per blocchi temporanei che mancano di ragionevolezza, non fondandosi su un progetto di uguaglianza sostanziale di trattamento; ma forse la soluzione sta nell’analisi di una seria proposta alternativa.

Se seguissimo l’esempio virtuoso dei paesi nordici promuovendo la costituzione di un Fondo Sovrano come quello Norvegese? Forse riusciremmo a dare all’INPS un ruolo di maggior prestigio, con un effetto positivo sul bilancio dello Stato e favorendo una maggior crescita con investimenti sulla nostra economia.

Ogni lavoratore, in vista della pensione, avrebbe l’assegnazione di quote in relazione ai propri contributi previdenziali. Il Fondo Sovrano, come succede in Norvegia, adotterebbe una politica di investimenti trasparenti con una concreta responsabilità degli amministratori.

Invece sembra che nessuno ne parli. Così il futuro appare sempre più incerto, sia a livello individuale sia a livello di Stato sociale. Possibile che il nostro Paese debba viaggiare a forza di “tesoretti” e “buchi” di bilancio?

 

09/05/2015

 

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