Annual Meeting sul welfare integrato

Si è aperto stamattina l’Annual Meeting sul welfare integrato “Pensioni, salute e assistenza: il valore aggiunto del welfare integrato” organizzato da Itinerari Previdenziali ad Abano Terme. Punto di partenza per il dibattito, come sempre, i numeri: nel 2014 più della metà della spesa pubblica è stata destinata al settore ...

Michaela Camilleri - @michaela_camil

Si è aperto stamattina l’Annual Meeting sul welfare integrato “Pensioni, salute e assistenza: il valore aggiunto del welfare integrato” organizzato da Itinerari Previdenziali ad Abano Terme.

Punto di partenza per il dibattito, come sempre, i numeri: nel 2014 più della metà della spesa pubblica è stata destinata al settore del welfare, per un ammontare pari a circa 433 miliardi di euro. E di questi 433 miliardi oltre 111 miliardi sono stati spesi per la sanità.

Nonostante questo importante impegno da parte dello Stato, gli italiani spendono di tasca propria più di 30 miliardi di euro (cosiddetta spesa out of pocket) per la sanità “privata” e solo 4,3 miliardi sono gestiti da intermediari come fondi, casse sanitarie e mutue.

Come si muovono questi intermediari nell’attuale contesto?

La prima giornata di meeting è stata proprio l’occasione per i rappresentanti di fondi e casse sanitarie di confrontarsi sulle iniziative poste in essere a vantaggio degli iscritti e dello Stato.

Aprendo la discussione, il Dott. Mariano Ceccarelli, Presidente Fondenergia, ha sostenuto che è ragionevole pensare che le risorse che lo Stato metterà a disposizione per la sanità saranno sempre meno. Tuttavia a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento dell’aspettativa di vita, la domanda di sanità aumenterà ma al tempo stesso, per effetto della crisi, si rimanderanno esami e visite ed è qui che deve inserirsi la sanità integrativa.

Difficilmente però il settore dell’assistenza sanitaria integrativa potrà svilupparsi a pieno in assenza di una compiuta normativa di settore. “Manca una normativa sulla governance dei fondi sanitari, manca definizione requisiti componenti organi, manca uno schema di bilancio unico per tutte le forme, ed infine manca un’autorità di riferimento, che può essere la stessa Covip” ha sottolineato il Presidente Ceccarelli.

Il Dott. Claudio Graziano ha presentato l’esperienza del Fondo Sanitario integrativo del Gruppo Intesa Sanpaolo, entrato quest’anno a pieno regime.

La domanda postagli dal moderatore è stata: “Quali sono state le iniziative intraprese dal Fondo negli ultimi mesi?”. Il Dott. Graziano ha prontamente riscontrato che:

  • è stata completata la parte di governance del fondo, per quanto riguarda i requisiti professionali dei componenti degli organi decisionali. È stato infatti creato un Comitato Tecnico Scientifico con competenze in medica legale;
  • è stata, ad esempio, avviata un’iniziativa di prevenzione cardio vascolare che coinvolge gli iscritti con un range di età compreso tra i 40 e i 69 anni;
  • l’implementazione di un app consente all’iscritto di individuare le strutture convenzionate sul territorio, inoltrare pratiche e seguire il processo di rimborso;
  • la volontà di creare un’anagrafe unica a livello di gruppo per gestire i dati degli iscritti ed evitare duplicazioni.

Il Dott. Marco Rossetti ha poi portato al tavolo l’esperienza dell’Assidai, descrivendo i quattro punti cardine su cui si basa la strategia operativa del fondo. Questi sinteticamente, rimandando per i contenuti completi al suo intervento, sono:

  • la razionalizzazione dei costi attraverso convenzionamenti diretti, con oltre il 55% prestazioni gestite per il tramite di questa sistema;
  • la riduzione dei costi per gli iscritti, mettendo a disposizione strumenti tecnologici, come la possibilità di inviare la documentazione online, richiedere prestazioni per il tramite del web e utilizzare un’app per l’invio della richiesta di prestazioni;
  • la trasparenza (che si realizza attraverso la certificazione del bilancio), l’iscrizione all’anagrafe, l’analisi della stabilità attuariale; il tutto per dare risposte a iscritti e stakeholder;
  • l’ampliamento delle coperture offerte. Tutti gli iscritti hanno infatti coperture sulla non autosufficienza differenziata a seconda dell’età perché gestite dal mercato assicurativo.

Alla luce delle esperienze presentate non si può dire che i fondi non si stiano muovendo nella direzione giusta, ossia adeguarsi al mutare delle esigenze degli iscritti. Opinione comune degli operatori, però, la necessità di un contesto normativo chiaro, che garantisca maggior trasparenza a beneficio sia degli stakeholders sia dello Stato.

 

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06/11/2015

 

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