Casse Professionali: investire nel Paese per rilanciare (anche) le professioni

La presentazione del V Rapporto Adepp “Previdenza, Lavoro, Professioni, Europa”, in data 15 dicembre, ha rappresentato per il mondo delle casse privatizzate l’occasione per tracciare un bilancio sull’anno trascorso e, al contempo, delineare le nuove sfide da raccogliere sul mercato e gli indirizzi da rivolgere alla politica... 

Edoardo Zaccardi

La presentazione del V Rapporto AdeppPrevidenza, Lavoro, Professioni, Europa” presso l‘Auditorium dell’Enpam, in data 15 dicembre, ha rappresentato per il mondo delle casse privatizzate l’occasione per tracciare un bilancio sull’anno trascorso e, al contempo, delineare le nuove sfide da raccogliere sul mercato e gli indirizzi da rivolgere alla politica.

Il Presidente dell’Adepp, Andrea Camporese, in apertura dei lavori ha sottolineato le difficoltà attraversate dal mercato delle libere professioni, che ha visto contrarsi i redditi medi del 16,2% negli ultimi 15 anni. Ma nonostante siano tra i più colpiti dalla crisi, sono proprio i giovani professionisti (il cui reddito medio annuo lordo si attesta ad appena 12.500 euro) e le regioni del Sud (dove gli iscritti agli ordini sono cresciuti del 2,3% a fronte del calo del 2,2% al Nord), a guardare con interesse a questa area del lavoro e a rinnovare la sfida al mercato, assumendosene i rischi.

Sul fronte delle casse, i 17 enti aderenti all’universo Adepp, che contano oggi quasi 1,5 milioni di professionisti iscritti, hanno fatto fronte alla crisi in maniera solida ed efficace: tra il 2005 e il 2014 le prestazioni di welfare erogate sono cresciute del 58%, anche a fronte di una crescita delle entrate contributive del 65,2%. E a livello strategico, ormai le asset allocation delle casse si sono avvicinate molto a quelle dei gestori più performanti sui mercati mondiali.

Ancora rilevante risulta la presenza di immobili all’interno del patrimonio delle casse, e che progressivamente si provvederà a ridurre per l’efficienza e la qualità dell’asset allocation. Diverso, invece, appare il discorso riferito ai titoli di Stato, che rappresentano circa il 20% del patrimonio delle casse: si tratta di un forte impegno assunto nel corso degli anni anche per sostenere il Paese, e che sarà ulteriormente rafforzato – attraverso differenti forme – grazie alle norme che incentivano gli investimenti delle casse verso gli investimenti di lungo periodo nell’economia reale.

Vanno dettate le condizioni e spiegati i rischi, ma bisogna rinforzare gli investimenti delle casse professionali per il Paese e per stimolare l’economia reale” ha affermato il presidente Camporeseperché se l’economia funziona ed è stimolata è un bene anche per il mercato dei liberi professionisti”.

Ha poi preso la parola il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Sen. Maurizio Sacconi, confermando la sensazione che il mercato delle libere professioni appare “fortemente affaticato”. L’intervento si è, tuttavia, concentrato sulla necessità di aprire una seria e profonda discussione sul welfare, ed in particolare su di un nuovo modello che da un approccio “universalistico-selettivo” muova in direzione di un assetto che - come ha rimarcato a più riprese - sia quanto più “adattabile, modulabile e personalizzabile”, in sostanza un welfare innovativo “che si possa duttilmente adattare ai bisogni e ai rischi affrontati del singolo assicurato”.

La proposta del Sen. Sacconi è quella di modulare il secondo pilastro “in maniera tale che possa accompagnare l’assicurato fino alla tomba, e che non si fermi alla pensione”, ipotizzando inoltre opportuni punti di contatto tra la previdenza, l’assistenza e la long term care, oltre ad altre forme di “passerelle” tra I e II pilastro della previdenza, nonché tra I e II pilastro della sanità.

La chiusura dei lavori è stata affidata al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, il quale ha esordito focalizzandosi sull’eccezionalità della fase economica che stiamo vivendo, caratterizzata da bassi tassi di interesse e un’inflazione prossima allo zero: sostanzialmente un ambiente in cui le decisioni di investimento sono profondamente cambiate rispetto al passato.

In questo quadro, è per il Ministro di fondamentale importanza porre la dovuta attenzione e prevedere opportuni incentivi per gli investimenti di lungo periodo. Casse privatizzate e fondi, dal canto loro, già investono nell’economia reale: “tali processi sono i benvenuti in questa fase ed è questa la direzione da intraprendere anche per l’ottica che il risparmio previdenziale assume.

Nella legge di stabilità, inoltre, oltre agli investimenti di lungo periodo e nell’economia reale sono previste anche misure di sostegno all’innovazione, capace di creare valore e fornire competitività al Paese e alle imprese, e di accrescere l’attrattività dell’Italia presso gli investitori internazionali, dai quali già provengono incoraggianti segnali.

 

 

Il tema degli investimenti in economia reale da parte degli Enti istituzionali verrà approfondito nel workshop a cura Itinerari Previdenziali e Assoprevidenza
"Gli investimenti in economia reale: l'evoluzione del mercato fra rischi e opportunità"
Mercoledì 16 Dicembre a Roma
Per il programma completo www.itinerariprevidenziali.it
Il convegno è a porte chiuse e la partecipazione strettamente su invito. Per informazioni scrivere a info@itinerariprevidenziali.it

15/12/2015

 

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