Come reagire nell’era del tasso zero?

Evoluzione demografica, crisi della crescita globale, svolte nelle politiche economiche: alla luce di tutti questi cambiamenti, la visione a lungo termine degli investitori istituzionali italiani è ancora valida oppure deve essere necessariamente rivista? 

Centro Studi e Ricerche - @ItPrevidenziali

Evoluzione demografica, distribuzione dei redditi e conseguenti tensioni populiste sembrano rendere sempre più concreto un possibile punto di svolta delle politiche e di alcuni dei trend che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. Complice la debolezza della crescita economica (dopo 8 anni dalla crisi la crescita globale è ancora modesta), le Banche Centrali continueranno le loro manovre monetarie espansive, ma sono sempre più evidenti distorsioni e necessità di interventi di diverso tipo.

Sul mercato obbligazionario globale i ritorni reali negativi non sono una novità, mentre sul mercato azionario – seppure la situazioni sia migliore – i livelli restano inferiori rispetto alle medie del passato. In entrambi i settori l’approccio non può che essere diversificato e, in particolare per l’azionario, fortemente selettivo.

Sulla base di queste considerazioni di scenario abbiamo chiesto a Marta Didoni, Institutional Client Business Deutsche AM, se la visione a lungo termine degli investitori istituzionali italiani è ancora valida oppure deve essere necessariamente rivista.

“Le analisi di sostenibilità degli equilibri di lungo termine rimangono il punto centrale della pianificazione finanziaria, fondata su approcci di ALM (Application lifecycle management) che pongano le basi per una corretta allocazione del portafoglio su asset class, strumenti e strategie più diversificati del passato. Gli investitori devono imparare a convivere con fasi di potenziale maggior volatilità e valutare al meglio il valore aggiunto che può essere fornito dall'accesso a nuove leve di mercato” sostiene Didoni.

In questo mondo in continua evoluzione, come possono reagire gli investitori istituzionali italiani nell’era dello “zero return risk”? Secondo Didoni l’approccio all’investimento deve essere di tipo multi asset moderno: “si impone una crescente flessibilità e diversificazione, con l'apertura a tipologie di rischio magari meno note, come credito, Paese, illiquidità, capitalizzazione, stile, fattore". 

 

27/12/2016 

 
 

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