Dalla qualità delle professioni, la tenuta del sistema

Il Presidente dell’AdEPP, Alberto Oliveti, sulla sfida di attivare circuiti virtuosi tra impiego dei patrimoni delle Casse e qualità (e quantità) delle professioni 

Edoardo Zaccardi - @EdoardoZaccardi

Lo scenario con il quale le Casse dei liberi professionisti si sono confrontate negli ultimi anni ha introdotto nel sistema importanti varianti a livello di prestazioni erogate, supporto fornito agli iscritti e, in un senso più ampio, nell’interpretare il ruolo stesso di enti previdenziali e assistenziali loro attribuito.

Dinamiche differenziate, ma solo apparentemente contrapposte, hanno investito il mondo delle libere professioni in questi anni: tra queste, la sensibile riduzione dei redditi percepiti dai liberi professionisti che non ha, tuttavia, smorzato la costante crescita del numero di iscritti al sistema delle Casse dei liberi professionisti, rappresentato da AdEPP. A destare apprensione è il calo di quasi il 20% che ha colpito i redditi dei professionisti negli ultimi 10 anni, come evidenziato dal Presidente di AdEPP Alberto Oliveti il quale, pur rimarcando come il quadro sia profondamente disomogeneo tra le diverse categorie rappresentate in seno all’associazione degli enti di previdenza dei liberi professionisti e tra le varie aree del Paese, ha sottolineato quanto complessa sia la situazione odierna per il settore e quanti, al tempo stesso, siano gli sforzi messi in campo dalle Casse per supportare i rispettivi iscritti.

L’ultimo anno, tuttavia, ha fornito qualche segnale in controtendenza: al calo ormai cronico degli ultimi tempi si è sostituita una sostanziale tenuta dei redditi reali, una boccata d’ossigeno per i professionisti. “Speriamo sia un segnale di ripresa” il commento di Oliveti a margine della presentazione del Sesto Rapporto sulla Regionalizzazione del Bilancio Previdenziale, il quale ha anche ricordato come la priorità odierna delle Casse sia quella di “porre un’attenzione importante verso i propri professionisti non soltanto per sostenerli nel momento del bisogno, ma anche per favorirne le opportunità professionali” e l’obiettivo è che le Casse si pongano con sempre maggiore convinzione in quest'ottica. “Nell’impiego dei rispettivi patrimoni le Casse devono, infatti, adottare oculatezza nelle scelte, ma è sempre più auspicabile che attraverso i propri investimenti le Casse provino a innescare circoli virtuosi che abbiano ricadute sulla qualità e quantità della professione: dalla qualità della professione deriva, infatti, la quantità dei flussi contributivi, quindi meccanismi che garantiscono la tenuta del sistema”.

31/5/2017

 
 

Ti potrebbe interessare anche