Fondi Pensione, Casse Privatizzate e Casse Sanitarie: cosa rischiano con il bail-in?

Il 15 maggio 2014 il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea, hanno adottato la Direttiva 2014/59/UE (BRRD - Bank Recovery and Resolution Directive) che ha l’obiettivo di limitare le probabilità del ...

Alberto Brambilla Paolo Novati

Il 15 maggio 2014 il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno adottato la Direttiva 2014/59/UE (BRRD - Bank Recovery and Resolution Directive) che ha l’obiettivo di limitare le probabilità del verificarsi di gravi crisi bancarie e di attenuarne gli effetti nel caso si manifestino. La BRRD è stata recepita in Italia il 16 novembre 2015 con l’approvazione da parte del Parlamento del Dlgs 180/15, che attua la direttiva, e del Dlgs 181/15 che apporta le necessarie modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 ed al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; decreti entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2016. L’entrata in vigore dei sopracitati decreti legislativi impone agli operatori previdenziali (Fondi di previdenza complementare, ai sensi del D.Lgs. n. 252/05 e preesistenti, Casse Privatizzate dei Liberi professionisti, Casse di Sanità Integrativa nelle diverse tipologie comprese le SMS e anche le Fondazioni di origine bancaria) un revisione delle modalità di investimenti in essere, ed una analisi dell’operatività con la Banca Depositaria. Per quanto riguarda le tipologie di investimento occorre considerare che:

1) I conti correnti, i conti di deposito, i libretti a risparmio vincolati, i certificati di deposito, sono garantiti dal Fondo di garanzia interbancario fino al limite dei 100.000 euro; tutte le somme eccedenti tale importo rientrano nel bail-in e sono perse; un problema per  un investitore istituzionale che normalmente dispone di importi maggiori;
2) Le azioni, le obbligazioni (ad eccezione di quelle senior), le convertibili, e i titoli similari emessi da banche sono soggetti al bail-in e quindi in caso di default della banca, sono persi;
3) I pronti contro termine il cui sottostante sia un titolo emesso dalla stessa banca, non senior, è incluso nel bail-in. Da notare che se il fondo pensione ha più di un conto corrente e più conti di deposito il tetto dei 100.000 euro è onnicomprensivo. Inutile frazionare i conti.

Da ricordare come l’operatività della BRRD si applica anche agli investimenti già in essere al 31 dicembre 2015 e quindi, se del caso, valutare il mantenimento degli stessi.

Per quanto riguarda la Banca Depositaria, considerato che il D.Lgs. 180/2015 l'art. 49, comma 1, lett. c) recita "qualsiasi obbligo derivante dalla detenzione da parte dell'ente sottoposto a risoluzione di disponibilità dei clienti, inclusa la disponibilità detenuta nella prestazione di servizi e attività di investimento e accessori ovvero da o per conto di organismi d'investimento collettivo o fondi di investimento alternativi, a condizione che questi clienti siano protetti nelle procedure concorsuali applicabili”, per i citati operatori la situazione è la seguente:

1) i titoli a custodia ed i conti correnti di servizio collegati sono da ritenersi esclusi dal bail-in;  
2) gli OICR i cui sottostanti sono depositati presso la depositaria dell’emittente sono esclusi dal bail-in;
3) i conti correnti amministrativi (raccolta dei contributi, pagamento delle prestazioni, dei tributi, delle imposte, dei servizi, dei dipendenti) per contro dovrebbero essere coperti solo dal Fondo di Garanzia e quindi nel limite dei 100.000 euro. Limite questo sempre molto piccolo considerando che, sia pure per periodi brevi, gli importi sono rilevanti. Attenzione poiché il blocco dell’operatività della banca può essere senza preavviso, si pensi al prelievo del 6 x mille del 1992 deciso nottetempo e applicato il giorno successivo su tutti i conti e anche sulle somme “parcheggiate” per essere trasferite ad altri soggetti il giorno successivo. Il blocco potrebbe altresì essere fissato per un tempo determinato, il che implica il rischio di un blocco dell’attività di incasso o erogazione di questi soggetti. La prudenza consiglierebbe di prevedere nella convenzione con le banche con cui si opera e anche con la Banca Depositaria, il trasferimento giornaliero del saldo da questi conti ad un OICR di liquidità che è escluso dal bail-in. Infine il bail-in non si applica ai fondi pensione preesistenti dei dipendenti della banca fallita costituiti come patrimoni autonomi e separati ex art. 2117 cod. civ.

 

 

30/03/2016

 

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