Gli investimenti dei Fondi pensione, quale direzione?

A fine 2015 il patrimonio dei Fondi pensioni “contrattuali” ovvero dei Negoziali e dei Preesistenti ammontava a circa 98 miliardi di euro, con un incremento di circa il 4,5% sul 2014. Dato positivo ma...

Paolo Novati - @PAOLONOVATI

A fine 2015 il patrimonio dei Fondi pensioni “contrattuali” ovvero dei Negoziali e dei Preesistenti ammontava a circa 98 miliardi di euro, con un incremento di circa il 4,5% sul 2014. Dato positivo ma pari a circa la metà della crescita registrata nel 2014 rispetto al 2013 e attribuibile in buona parte ai rendimenti maturati nell’anno che si sono ridotti di oltre il 50%.

Il 2015, infatti, è stato caratterizzato da tassi di interesse estremamente bassi -ed in alcuni casi negativi- oltre che da mercati finanziari globali altalenanti in presenza di una discreta volatilità.

In questo scenario, i Fondi pensione non hanno modificato significativamente le proprie “asset allocation” sempre improntate a gestioni di gran lunga prudenti e molto simili a quelle del 2014:

  • i negoziali con circa il 70% in titoli di debito, il 19% circa in titoli di capitale ed un 6,7% in OICR;
  • i preesistenti con circa il 42% in polizze assicurative, il 25% in titoli di debito, il 15% in OICR, un 8% in titoli di capitale ed un 7% in immobili.  

Tuttavia l’anno non è trascorso senza che gli amministratori abbiano affrontato la problematica dei rendimenti, che seppur positivi, si riducono sempre più avvicinandosi a quello del TFR (1,2% nel 2015) autentico Benchmark per gran parte degli aderenti.

Due sono stati i principali provvedimenti:

  • mandati di gestione sempre più di tipo flessibile, multistrategy, total return e similari realizzati con l’utilizzo di Benchmark costruiti in base alle più svariate percentuali dei vari indici presenti sul mercato e finalizzati a differenziare al massimo gli investimenti in termini di prodotti, settori ed aree geografiche;
  • la ricerca di maggiori rendimenti in investimenti nell’economia reale, tra l’altro incentivati dai commi 91-94 della legge di stabilità 2015.

In merito all’incentivo sopracitato è opportuno sottolineare come l’emanazione molto tardiva del decreto attuativo (giugno 2015) e delle circolari esplicative dell’AGE (settembre 2015 ed aprile 2016) è stato di molto ridotto l’accesso a tali tipologie di prodotto. Infatti, l’incertezza sul tipo di investimenti ammessi al “credito d’imposta” e sulle modalità operative, ha fatto sì che le richieste da parte di Fondi e Casse per beneficiare del credito siano state solo 32 per un importo complessivo di soli 36 milioni sugli 80 disponibili; richieste, fortunatamente totalmente accolte. 

Tuttavia, il secondo punto si sta concretizzando con l’avvio di investimenti diretti in OICR “alternative” usufruendo della possibilità -prevista dal DM 166/14 anche per i fondi negoziali- di sottoscrivere o acquistare direttamente quote o azioni di società immobiliari, ovvero quote di fondi comuni di investimento mobiliare o immobiliare chiusi.

Infatti, oltre ad Eurofer che dal 2012 detiene quote di un fondo immobiliare chiuso, Laborfonds e Solidarietà Veneto hanno acquisito quote di fondi mobiliari chiusi a vocazione territoriale (di tipo “private equity” e “private debt”), con l’obiettivo di sostenere progetti di crescita ed espansione delle piccole e medie imprese sul territorio di riferimento.

Per contro, i fondi preesistenti che già potevano utilizzare questi prodotti, senza considerare gli oltre 3 miliardi di euro (pari al 7%) di fondi immobiliari, hanno incrementato la quota presente nei loro patrimoni fino a 400 milioni (circa l’1% del patrimonio) con particolare attenzione ai fondi di Private equity/Venture capital e agli OICR che investono in infrastrutture ed energie rinnovabili. Sono inoltre presenti molte altre tipologie di alternativi quali fondi Multiasset, Multistrategy, Hedge, Absolute, Commodities etc.

Il Terzo Report Annuale curato dal Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali "Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori dei patrimoni previdenziali per l’anno 2015", che sarà presentato a Milano e a Roma il 6 e il 7 settembre, esamina in dettaglio le varie modalità di gestione dei fondi Negoziali e dei primi 40 fondi Preesistenti, che rappresentano all’incirca il 78% del patrimonio complessivo e l’88% degli iscritti del totale della categoria.

 

30/08/2016

 
 

Ti potrebbe interessare anche