Gli investitori continuano a scegliere gli asset alternativi

L’indagine Global Alternatives Survey 2016 realizzata da Willis Towers Watson rivela che, a livello globale, il patrimonio totale gestito in asset alternativi ha raggiunto quota 6.200 miliardi di dollari

Alessandra Pasquoni

Il patrimonio gestito dai primi 100 fondi di investimento alternativi ha raggiunto un valore complessivo di 3.600 miliardi di dollari (+3% rispetto allo scorso anno): è quanto emerge dalla “Global Alternatives Survey 2016”, indagine annuale recentemente condotta da Willis Towers Watson, in collaborazione con il Financial Times, con l’obiettivo di classificare i maggiori gestori di investimenti alternativi e i trend più rilevanti. 602 i gestori a livello mondiale che vi hanno preso parte.

In particolare, la survey – che copre dieci asset classes (hedge fund, fondi immobiliari, private equity, fondi di fondi hedge, fondi infrastrutture, fondi di fondi di private equity, illiquid credit, commodities, real asset ed insurance) e sette tipologie di investitori, tra i quali i fondi pensione -  rivela come fra i primi 100 gestori alternativi quelli real estate detengano la percentuale più elevata di attività gestite (34%, oltre 1.200 miliardi di dollari), seguiti dai fondi hedge (21%, $755 miliardi), private equity (18%, $640 Mld), fondi di fondi private equity (PEFoFs) (12%, $420 Mld), fondi di fondi hedge (FoHFs) (6%, $222Mld), infrastrutture (5%) e credito illiquido (5%). 

Riportato inoltre nella survey l’elenco dei gestori più gettonati in ogni asset class, sulla base degli asset under management (AUM). I dati del sondaggio mostrano che, nel complesso, gli asset alternativi totali attualmente gestiti hanno raggiunto quota 6.200 miliardi di dollari. La ripartizione tra le diverse asset class rispecchia quella descritta in precedenza, con l'eccezione di real estate che scende al 23% e degli hedge fund che aumentano al 27% del totale gestito.

In generale, si evince chiaramente che gli investitori istituzionali continuano a focalizzarsi sugli investimenti alternativi, ma con maggiore consapevolezza. Mentre l'afflusso verso questi tipi di asset prosegue a ritmo sostenuto, gli investitori sono sempre più consapevoli di un necessario allineamento di interessi oltre che di un corretto “pricing” degli investimenti e dei rischi connessi: aumentano la loro attenzione sui drivers di rendimento differenziando gli investimenti per rendere i propri portafogli più robusti e in grado di resistere all’alta volatilità dei mercati e all’attuale incertezza macroeconomica.

L’indagine mostra che gli asset dei fondi pensione rappresentano più di un terzo delle attività gestite dai primi 100 gestori alternativi. Seguono in ordine wealth managers, compagnie assicurative, fondi sovrani, banche, fondi di fondi e fondazioni.  I gestori immobiliari continuano a detenere la quota maggiore di attività dei fondi pensione, seguiti in ordine da PEFoFs, fondi hedge, private equity , infrastrutture, FoHFs, credito illiquido (5%). 

Asset allocation in alternativi (mondo)

Il settore degli investimenti alternativi continua a fare grande affidamento sugli investimenti dei fondi pensione dopo essersi costruito una posizione solida offrendo remunerazioni altamente diversificate grazie a team di gestione qualificati. Tuttavia si nota che, a fronte di una sempre maggiore attenzione alla value proposition, vi è una crescente domanda di maggiore allineamento e soprattutto di costi inferiori.

La ricerca mostra che per i primi 100 gestori, il Nord America continua ad essere la destinazione favorita per gli investimenti alternativi (50%), con l’eccezione di infrastrutture e credito illiquido, che investono la maggior parte del capitale in Europa. Complessivamente, il 37% degli investimenti alternativi è in Europa, l’8% in Asia-Pacifico, e il 5% nel resto del mondo.

È infine interessante notare un incremento nell’adozione di strategie c.d. "beta alternative” quali riassicurazioni, carry, value, momentum, merger arbitrage – che sono al di fuori delle tradizionali strategie hedge e che prevedono fees più basse ed un migliore allineamento di interessi. C'è inoltre un continuo interesse verso le opzioni disponibili nei settori immobiliare, infrastrutture ed altri beni reali, oltre che nel credito alternativo ed illiquido, per la ricerca di rendimento stabile e diversificazione.

     Statistiche riassuntive della Survey 2016                                   

 2/3/2017 

 
 
 

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