Il doppio uso dell'equity: proteggere il patrimonio e migliorare i rendimenti attesi

Inflazione in aumento e timidi segnali di ripresa economica due dei fattori con cui confrontarsi: quali gli strumenti per affrontare l'attuale scenario finanziario, tra prudenza e ricerca di rendimento? 

Silvia Ranauro

Lo scenario da affrontare nella gestione del portafoglio è cambiato radicalmente negli ultimi mesi. Oggi il rendimento a scadenza delle Obbligazioni Governative Europee è 0.61% con una duration media di 7,5 anni. I fattori che spingono alla prudenza sulle obbligazioni governative europee sono particolarmente rilevanti:

  • l’inflazione sta progressivamente aumentando. In questo contesto, i rendimenti reali risultano pesantemente negativi e per chi intende preservare il potere d’acquisto e generare valore è sicuramente un aspetto non secondario.
  • Inoltre, la ripresa economica, anche in Europa sta lentamente materializzandosi. Se le aspettative migliorassero ulteriormente le obbligazioni sarebbero ancora più a rischio.

Rispetto al passato, i rendimenti attesi sono cambiati considerevolmente e altrettanto è avvenuto per i rischi associati: nel comparto obbligazionario il rischio c’è e va gestito. Fortunatamente, gli strumenti per affrontare questo nuovo mondo finanziario non mancano.

Il mercato azionario globale, e in particolare quello europeo, nonostante la performance positiva, sono ancora attraenti in termini di valutazione fondamentale. Con un Earning Yield del 7% e un Dividend Yield intorno al 3,4% il mercato europeo si presenta ancora interessante e incorpora un premio al rischio molto elevato. I multipli sono attraenti perché non scontano ancora:

  • la ripresa economica che si sta materializzando, seppur lentamente
  • e il rasserenarsi del quadro politico.

Per contro in Usa il mercato azionario appare prezzato alla perfezione. Il rischio di una delusione “Trump” legata a un Congresso meno in linea con il Presidente di quanto ci si attendesse, unito a valutazioni non più attraenti, potrebbe portare il mercato a stornare o comunque a sottoperformare l’Europa.

Il mercato azionario europeo, quindi, si presenta come l’area di maggiore interesse sulla quale investire: con quale tipo di strategia? Nelle fasi di ripresa ciclica la strategia Value risulta tatticamente più performante perché generalmente raccoglie settori maggiormente ciclici e quindi legati al ciclo come ad esempio le banche, le materie prime, i settori industriali e legati ai consumi discrezionali. Strategia Value a patto che sia molto rigorosa. Meglio non raccogliere le società ultra-cicliche, con cash flow troppo aleatori e bilanci troppo stressati ma privilegiare solo società con un bilancio sano e un buon equilibrio tra attività e passività: la società non deve trovarsi nella condizione di essere costretta a vendere assets oppure a ricapitalizzarsi attraverso un aumento di capitale perché, in entrambi i casi, significa che l’azionista subisce una perdita di valore invece di guadagnare il giusto ritorno per il rischio che si è preso.

È pur vero che in questa strategia non possono rientrare tutte quelle società che presentano alti tassi di crescita intorno a 4-5 volte quella media del mercato azionario di riferimento perché questi titoli in genere sono a premio equindi più cari: sono quelli che generalmente troviamo nei settori meno ciclici e maggiormente decorrelati dal ciclo economico come ad esempio l’immunoterapia, la biotecnologia, auto elettriche e a guida autonoma, internet e le sue ramificazioni dell’e-commerce, crittografia e sicurezza informatica. Questi sono i settori che rientrano generalmente nella strategia Growth.

Di conseguenza, dato che l’approccio base delle due strategie è cosi differente, risulta necessario implementarle entrambe al fine di realizzare una vera diversificazione di portafoglio.  In questo modo,  l’investimento nella componente equity è in grado di migliorare non solo i rendimenti attesi di un portafoglio, ma anche di ridurre il rischio al punto da poter essere incrementato anche nei portafogli più prudenti: può sembrare un controsenso dal momento che la volatilità del mercato azionario è storicamente più elevata delle obbligazioni ma, in realtà, è del tutto possibile usando la strategia appropriata ovvero la strategia Long-Short Equity che dev’essere semplice e al contempo dinamica.

Semplice se costruita nel modo tradizionale, ovvero con un portafoglio short su indici di mercato o settoriali o titoli a fronte di un portafoglio long azionario.  Dinamica perché, in questo modo, chi investe non compra beta ovvero pura esposizione al mercato azionario, ma alfa ovvero gestione attiva. Così è possibile gestire e tenere sotto controllo la volatilità ed evitare, in caso di storni del mercato azionario, discese brusche e senza controllo. 

23/5/2017

 
 
 

Ti potrebbe interessare anche