In arrivo (?) un prodotto pensionistico paneuropeo standardizzato

Il 30 settembre scorso la Commissione europea ha presentato il piano d’azione per l’Unione dei mercati dei capitali -Action Plan on building a Capital Markets Union- con l’obiettivo di contribuire a creare un vero mercato unico dei capitali ...

Paolo Novati - @PAOLONOVATI

Il 30 settembre scorso la Commissione europea ha presentato il piano d’azione per l’Unione dei mercati dei capitali -Action Plan on building a Capital Markets Union- con l’obiettivo di contribuire a creare un vero mercato unico dei capitali in tutti gli Stati membri dell’UE.

Per quanto riguarda gli investitori privati -retails-, verranno identificate modalità per migliorare i canali e le modalità di intermediazione in modo da consentire di accedere ai prodotti adatti a condizioni di costo eque.

In questo ambito, una particolare attenzione riguarda il sostegno ai piani pensionistici collettivi e individuali che integrano i sistemi pensionistici pubblici attuandolo attraverso misure politiche volte a incentivare e rimuovere gli ostacoli allo sviluppo dei singoli ('terzo pilastro') piani pensionistici in Europa.

Infatti, considerando che in Europa al momento manca uno strumento di questo tipo, la Commissione ritiene opportuno sviluppare un prodotto pensionistico individuale standardizzato, regolato a livello europeo, con caratteristiche tali da renderlo commercializzabile in tutti i Paesi dell'Unione europea. Un vero e proprio "terzo pilastro" adatto a qualunque risparmiatore sul modello dei piani 401K statunitensi.

La Commissione ha, quindi, chiesto all'EIOPA - European Insurance and Occupational Pensions Authority- un parere tecnico per definire i principi cardine su cui dovrebbe poggiare il framework legislativo di riferimento ponendo fine al mosaico di regole a livello europeo e nazionale ostacola il pieno sviluppo di un mercato ampio e competitivo per le pensioni personali. L'EIOPA fornirà il proprio parere alla Commissione entro il mese di febbraio 2016. Solo allora la Commissione deciderà se procedere seguendo la strada rapida del Regolamento Europeo, direttamente applicabile in tutti i Paesi dell'UE, o quella della direttiva, che richiederebbe il necessario processo di recepimento da parte dei singoli Stati membri.

Con l’augurio che questo iter non abbia i soliti tempi “biblici” di attuazione, l’altro grande tema è quello della fiscalità: norme comuni che superino l’attuale frammentazione sono indispensabili per un terzo pilastro pensionistico, acquistabile e «portabile» nel mercato unico del Vecchio Continente.

La nascita di un prodotto pensionistico europeo, oltre a coprire un gap previdenziale diffuso in diversi Paesi del vecchio continente, offrirà interessanti opportunità all’industria del risparmio gestito che vorrà incrementare la propria attività nel settore della previdenza.

Per opportuna conoscenza diamo anche qualche breve indicazione sulle caratteristiche dei piani 401k sopracitati.

Innanzitutto, il nome deriva dal beneficio fiscale -comma k aggiunto all’art. 401 del testo unico sulle imposte- e sono piani di pensionamento a contribuzione attivati da aziende compresi i “sole proprietors" ovvero attività possedute e gestite da una sola persona- ed alimentati prioritariamente dai dipendenti ed eventualmente dalla stessa azienda.

Tra le loro caratteristiche principali spiccano:

  • la tassazione differita in quanto sui soldi che vi vengono destinati (con un massimo di 18.000 USD) non si pagano le tasse fino a quando non si intende godere dei frutti del proprio investimento. Poiché si suppone che in vecchiaia si guadagni meno, la tassazione avverrà con un'aliquota più favorevole e, dato che i soldi vengono conferiti ad un gestore ed investiti al lordo, il denaro normalmente destinato all'erario fa da leva finanziaria;
  • la possibilità, per ogni aderente, di disporre in autonomia delle proprie scelte di asset allocation;
  • switch degli investimenti possibili anche più volte l’anno;
  • la trasparenza assoluta riguardo all'ammontare, alla composizione, al valore effettivo dei contributi investiti dal singolo lavoratore: ogni mese si riceve dal gestore un prospetto informativo sull'andamento del proprio portafoglio investito;
  • la possibilità di chiedere un prestito sul capitale senza pagare penali, ma pagando un interesse
  • la facile "portabilità" del piano con possibilità, in caso di cambio dell’azienda, di rimanere nel piano, trasferirlo al piano della nuova azienda o ad un piano individuale; 
  • il capitale accumulato può essere ritirato in blocco o prelevato in più soluzioni, come investimento al compimento di un’età minima che non può essere inferiore ai 59 anni e 6 mesi d’età. Il prelievo in tutto o in parte prima di tale età è possibile, ma soggetto alla tassazione ordinaria più una penalizzazione del 10%.

In pratica sono un “contenitore” per risparmiare in vista della pensione e, anche se legati ad un plan sponsor aziendale, più liberi ed agili dei fondi pensione tradizionali. 

 

Per approfondimenti www.assogestioni.it.

30/10/2015

 

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