Industria assicurativa al guado, nell’epoca dell’incertezza: scenari inediti, nuove sfide e strategie innovative

Le trasformazioni indotte dall’entrata in vigore della Solvency II e l'ormai strutturale fase dei "tassi zero" che accompagna i mercati sono tra le principali sfide che si propongono, in un momento più aperto che mai a mutevoli scenari, a Compagnie di Assicurazione e gestori cui sono affidate le riserve 

Edoardo Zaccardi - @EdoardoZaccardi

Le profonde trasformazioni con le quali è oggi alle prese l’industria assicurativa e le strategie per affrontare questa inedita fase di transizione sono state al centro del Meeting dedicato alle Compagnie di Assicurazione La gestione delle riserve tecniche negli anni dei tassi zero: la difficile strada della redditività per compagnie e assicurati, organizzato da Itinerari Previdenziali nei giorni 8 e 9 giugno a Venezia.

Le trasformazioni indotte dall’entrata in vigore da Solvency II, alcune delle quali ancora non del tutto giunte a maturazione, e la ormai strutturale fase dei “tassi zero” che accompagna i mercati, hanno trovato nel mercato assicurativo italiano un terreno particolarmente sfidante per le compagnie e i gestori cui sono affidate le riserve, oggi aperto più che mai a mutevoli scenari. Questa la premessa, intorno alla quale si sono sviluppati tutti gli interventi, unita alla consapevolezza di come l’incertezza e il continuo mutamento siano caratteri ormai congeniti alla realtà con la quale gli operatori debbono confrontarsi.   

Peraltro, come in più casi è stato ricordato nel corso dei lavori, oltre alle nuove sfide poste dal Regolatore e dal mercato, le compagnie che operano in Italia si confrontano con una “clientela” peculiare, caratterizzata da una propensione al rischio molto bassa, orientata a investire il proprio risparmio in prodotti tendenzialmente liquidi e cronicamente sotto-assicurata: una recente indagine conferma che soltanto 1 italiano su 5 si assicura contro rischi che non riguardino l’auto. Giocoforza, anche l’aspettativa maturata da tale platea di assicurati presenta profili a sé: in due parole, copertura dalla volatilità è la richiesta che giunge alle assicurazioni, “mestiere” che a queste ultime è ben riuscito, e senza grossi sforzi, fino agli anni scorsi, ma che alla luce delle nuove regole contabili prescritte da Solvency e del perdurare dei tassi zero rischia di trasformarsi in un compito ben più arduo d’ora in avanti. E non solo per la difficoltà a cogliere redditività soddisfacenti per gli assicurati, ma anche per le situazioni di potenziale vulnerabilità che potranno verificarsi a determinate condizioni. Basti pensare, a tal proposito, all’impatto dei titoli governativi italiani, ancora ampiamente presenti nella pancia delle compagnie di assicurazione (seppure in lento ridimensionamento), e che se negli scorsi anni hanno garantito buoni rendimenti, rischiano oggi di impattare negativamente sui patrimoni delle compagnie; allo stesso modo, tra le tante incognite oggi sul tavolo è da tenere in considerazione fino a che punto si spingerà la ricerca di diversificazione da parte delle compagnie, che specie nel private placement rischiano di esporsi a nuovi rischi, difficilmente misurabili oggi, che tuttavia potrebbero produrre situazioni complicate al verificarsi di scenari particolari.

Il mercato, dunque, ma anche la normativa, stanno ponendo le compagnie di fronte a prove sfidanti che, se richiedono loro di mantenere la vocazione a innovare, allo stesso modo impongono agli assicurati di collocarsi entro logiche coerenti con i nuovi scenari, in cui incertezza e rischio sono dimensioni con le quali confrontarsi, e le garanzie di rendimento elementi sempre più anacronistici.

Ma se proviamo ad allargare lo sguardo, possiamo constatare come l’incertezza sia la dimensione che in questa fase caratterizza non soltanto il mercato assicurativo, ma a livello più generale un po’ tutti gli assetti della realtà, da quelli geopolitici a quelli economici, da quelli politici interni a quelli finanziari, in un rapporto di reciproca causa-effetto. Nuovi assetti si profilano, dunque, ma è ancora prematuro inquadrarli entro dinamiche cristallizzate: a partire dall’Europa, che fino a qualche settimana fa sembrava avere imboccato irrimediabilmente la strada del lento declino, mentre oggi attraversa una fase di pieno rilancio alla luce delle recenti tornate elettorali, tanto da far invocare ai più un ruolo più baricentrico nei confronti dei Paesi membri, con poteri ancora più penetranti a livello di governance e di bilancio. Allargando lo sguardo al resto del mondo, nuovi equilibri sembrano delinearsi, con gli Stati Uniti a fare da ago della bilancia, ma anche in questo caso è ancora presto per definirli; proseguendo con l’economia, se da un lato si registrano segnali di ripresa, specie in Europa, dall’altro lato si conferma il loro carattere a macchia di leopardo, ampliando inesorabilmente le divergenze all’interno anche della stessa Unione Europea; per finire con l’enigmatico quadro politico italiano che, con le prossime elezioni politiche, potrà sancire il definitivo rilancio dell’Ue oppure aprire nuove faglie al suo interno, e ben si può comprendere quanto a questi esiti possa contribuire la situazione economica del Paese, ancora troppo altalenante tra venti di crisi e conferme di ripresa.

Tante le sfide che si sommano in questa frase di uscita dalla crisi e di transizione verso un nuovo scenario, tuttora caratterizzato dall’incertezza: il mondo assicurativo è pronto ad affrontarle con nuovo slancio innovativo, magari anticipandone gli esiti positivi e all’insegna di un nuovo equilibrio.

13/6/2017

 
 

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