Investimenti alternativi e gestione del rischio

L'economia mostra segni di ripresa, ma inflazione bassa e scenari geopolitici complessi  e in costante mutamento impogonono un'attenzione sempre maggiore alla valutazione del rischio: quali le possibili soluzioni? 

 

Centro Studi e Ricerche - @ItPrevidenziali

I tassi di interesse sono scesi ai minimi termini dall’inizio della crisi del 2008, confermando un andamento iniziato negli anni ‘90 e comune a tutte le economie più avanzate, mentre le aspettative di inflazione sono pressoché stabili. In questa situazione, gli interventi delle banche centrali hanno permesso un controllo solo dei tassi a breve, dato che le determinanti dei tassi a lunga sono molte, complesse e legate a fattori non strettamente monetari. Tra quelle strutturali ricordiamo l’aumento significativo dei risparmi dovuto all’andamento demografico ed alle crescenti disuguaglianze economiche e la contrazione degli investimenti conseguente alla minore innovazione dopo i computer oltre alle nuove tecnologie che richiedono minore capitale fisico (vedasi Microsoft, Facebook, Google, etc).

I tassi così bassi portano ad avere tassi reali al netto dell’inflazione negativi oltre a vedere il contante come investimento alternativo i cui inconvenienti rendono però possibili anche tassi negativi quali complemento a strumenti di politica monetaria non convenzionale adottati dalle Banche centrali.

L’appiattimento della curva dei rendimenti, riducendo il reddito da interesse, ha impatto sulle banche con eccessi di liquidità ma consente un miglioramento dell’economia grazie alla riduzione dell’impatto dei crediti deteriorati e più ampi guadagni in conto capitale per i portafogli di titoli. Economia che mostra segni di ripresa, moderata ma costante che porta ancora in sé fattori di rischio quali l’inflazione ancora bassa, la dipendenza da una politica monetaria molto accomodante e gli elevati rischi geopolitici.

Inevitabile, quindi, che i gestori considerino tutti gli asset disponibili ma con una sempre maggiore attenzione alla valutazione del rischio.

Le soluzioni offerte, sostanzialmente, si basano su investimenti alternativi di più lunga durata con rischi maggiori, spesso legati alle aziende di ridotte dimensioni (PMI, Mini bond, Private Debt) o ipotizzando una inflazione che deve ancora manifestarsi.

Secondo Piergiorgio Canessa di Azimut “un esempio di prodotti a volatilità contenuta e risultato costante sono i Fondi ILS (Eskatos AZ Multistragy ILS FUND Insurance Linked Securities) oppure i Fondi che utilizzano strategie di Merger Arbitrage, (AZ Fund ARBITRAGE PLUS, AZ Fund ARBITRAGE). Entrambe le strategie mantengono una correlazione al mercato quasi a zero.” “Si tratta di strategie specifiche particolarmente adatte all’investitore di lungo termine che ha bisogno di bassa volatilità e risultati costanti nel medio/lungo periodo” prosegue Canessa.

In sostanza, si tratta di strumenti alternativi che garantiscono risultati non legati al contesto dei mercati finanziari in generale, fornendo flussi e diversificazione.

12/12/2016 

 
 

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