L’attuario nella gestione finanziaria degli enti previdenziali

Il mondo degli Attuari rappresenta una realtà consolidata ed in costante crescita nel nostro Paese, tanto da permettere la possibilità di giocare un ruolo strategico di primo piano in diversi ambiti.

Giampaolo Crenca

Il mondo degli Attuari rappresenta una realtà consolidata ed in costante crescita nel nostro Paese, tanto da permettere la possibilità di giocare un ruolo strategico di primo piano in diversi ambiti sia nel settore privato, come ad esempio nelle Compagnie di assicurazione e nelle imprese finanziarie e non, sia nel settore pubblico, come ad esempio nelle Autorità di Vigilanza.
Per quanto riguarda l’universo degli enti previdenziali, ed in particolar modo la gestione finanziaria, gli Attuari hanno le necessarie capacità per svolgere tutte le attività legate all’impostazione e al controllo dell’evoluzione degli investimenti in essere; dall’impostazione dell’asset allocation neutrale, al supporto alla gestione, fino ai controlli ed al monitoraggio continuo del profilo di rischio rendimento.
Non solo. Il trend degli ultimi anni fortemente voluto dal Consiglio Nazionale degli Attuari, ha come obiettivo quello di rendere gli Attuari sempre più pronti a ricoprire ruoli manageriali e di Amministrazione. Pertanto, oltre a poter occupare ruoli previsti dalla normativa, ad esempio la Funzione Finanza nei Fondi Pensione, un Attuario ha tutte le carte in regola per poter essere membro di un Consiglio di Amministrazione o, ad esempio, Direttore di un Fondo Pensione.

Entrando nello specifico delle caratteristiche peculiari della professione, l’Attuario ha le conoscenze per analizzare un Ente Pensionistico tenendo in considerazione l’aspetto demografico.
È opportuno e necessario tenere bene a mente che la finalità di un Ente Pensionistico è garantire un’adeguata rendita pensionistica agli aderenti. Quindi, il primo passo per la costruzione e la definizione della gestione finanziaria è l’analisi dei bisogni previdenziali della platea di riferimento e, pertanto, l’analisi demografica degli aderenti all’Ente stesso.
In questo senso, il ruolo dell’Attuario è di primaria importanza. Impostare e definire l’asset allocation, definire eventuali obiettivi di rendimento e monitorare l’evoluzione della gestione finanziaria ha senso se e soltanto se in tutte le fasi descritte si tiene conto dei bisogni previdenziali degli aderenti e, quindi, dell’evoluzione delle caratteristiche demografiche della platea degli iscritti.
Senza contare che i temi della sostenibilità e dell’adeguatezza, assolutamente centrali nel dibattito internazionale in tema di previdenza, sono strettamente dipendenti dalle caratteristiche demografiche specifiche di ogni Ente Pensionistico.
Aspetti come l’aspettativa di vita, l’età media, l’evoluzione della carriera lavorativa e della crescita salariale, la contribuzione o l’evoluzione del contesto economico e finanziario di riferimento sono alla base dei modelli attuariali in grado di fornire stime previsionali indispensabili nella vita di un Ente Pensionistico.

La normativa europea IORP 2 prevede la definizione di una Funzione Attuariale per i Fondi che coprono direttamente i rischi biometrici o che garantiscono un rendimento minimo o un dato livello di benefit.
Infatti, per quanto riguarda le Casse e i Fondi Pensione a prestazione definita, il ruolo di un Attuario o di una Funzione Attuariale è di fondamentale importanza nella definizione di strategie di ALM, in particolar modo per quanto concerne la stima delle passività su un opportuno orizzonte temporale di riferimento o nella redazione dei bilanci tecnici.

Nei Fondi non a prestazione definita, sebbene il rischio legato alla demografia sia tipicamente di minore impatto (in termini di sostenibilità dell’Ente Pensionistico), la presenza di un Attuario è comunque di fondamentale importanza per la comprensione e l’analisi dell'andamento tecnico economico del Fondo. Citando l’Autorità di Vigilanza "L’obiettivo finale della politica di investimento è quello di perseguire combinazioni rischio-rendimento efficienti in un determinato arco temporale, coerente con quello delle prestazioni da erogare". In altre parole, il cardine della gestione finanziaria, la chiave di volta, è l’analisi ed il monitoraggio della popolazione di riferimento, attività svolta tipicamente da un Attuario.
Pertanto, ogni Ente Pensionistico dovrebbe essere supportato da una struttura Attuariale (interna o in outsourcing) in grado di analizzare i bisogni previdenziali degli aderenti e l’evoluzione degli stessi, di definire strategie di ALM e di lavorare in stretta sinergia con gli altri soggetti coinvolti nel processo di investimento.

 

A cura di Giampaolo Crenca, Componente Comitato Tecnico Scientifico Itinerari Previdenziali e Prof. a contratto di matematica finanziaria - Luiss.

 

30/09/2016

 
 
 

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