L'indagine EIC sui "rendimenti attesi" dei gestori

Il 6 Marzo, European Investment Consulting (EIC) ha presentato al Circolo della Stampa l’ottava edizione della propria indagine trimestrale fra i gestori sui “rendimenti attesi”. Indagine quanto mai di attualità ed importanza alla luce dell’emanazione ...

Paolo Novati - @PAOLONOVATI

Il 6 Marzo, European Investment Consulting (EIC) ha presentato al Circolo della Stampa l’ottava edizione della propria indagine trimestrale fra i gestori sui “rendimenti attesi”. Indagine quanto mai di attualità ed importanza alla luce dell’emanazione del DM 166/2014 sulla nuova disciplina degli investimenti dei fondi pensione che va a sostituire l’ormai vetusto DM 703/1996. Il decreto, infatti, conferma appieno quanto introdotto dalla deliberazione COVIP del 16 marzo 2012 che impone ai fondi di indicare il rendimento atteso per ciascun comparto nel DPI (Documento sulla Politica di Investimento).  

Al sondaggio hanno partecipato 41 società di gestione -12 italiane, 8 francesi, 8 USA, 5 svizzere, 3 inglesi, 2 tedesche ed 1 austriaca, 1 belga ed una olandese- fornendo un totale di 1.547 previsioni sulle asset class richieste di cui 473 ad un anno, 437 a tre anni, 357 a cinque anni e 280 a 10 anni. Le previsioni sono focalizzate sulle asset class più comuni fra i fondi pensione ma con una discreta attenzione per equity e bond di “Emerging Markets”.

Inoltre, con riferimento alle liberalizzazioni introdotte dal sopracitato DM, sono state introdotte ulteriori previsioni suddividendo l’obbligazionario “Emerging Markets” fra “Local currency “ ed “Hard currency”, inserendo tre nuove asset class -Infrastructures Global Listed, Hedge Funds low volatility, Hedge Funds High volatility- e attese di rendimento a scadenza.

Come in passato EIC chiede ai gestori di indicare le loro previsioni in termini di rendimento totale (cedole , dividendi, apprezzamento o deprezzamento in conto capitale) composto annuo dei diversi indici di mercato sulle diverse scadenze.

Rispetto all’indagine svolta a settembre, il sondaggio al 31 dicembre 2014 ha evidenziato per:

LIQUIDITA’: rendimenti negativi su tutti gli orizzonti di investimento.

TITOLI DI STATO: rendimenti in calo su tutte le scadenze con rendimenti reali sull’orizzonte decennale negativo per i Bund e nullo per i Treasuries.

OBBLIGAZIONI CORPORATE: rendimenti in leggero miglioramento ad un anno.

AZIONI MERCATI SVILUPPATI: rendimenti in aumento per l’Europa ed in diminuzione per il mercato statunitense.

OBBLIGAZIONI ED AZIONI PAESI EMERGENTI: per le obbligazioni rendimenti elevati e decisamente superiori a quelli dei paesi sviluppati mentre per le azioni le previsioni peggiorano sui 5 anni ma migliorano sul decennale.

INVESTIMENTI ALTERNATIVI QUOTATI: migliorano i rendimenti per il private equity mentre peggiorano per l’immobiliare.

DOLLARO: Euro in discesa ad un anno con recupero sui 3, 5 e 10 anni.

Il sondaggio si conclude con un interessante confronto fra le previsioni al 31 dicembre 2013 ed il realizzato nel 2014.

Come da tradizione, l’incontro è proseguito con l’approfondimento su una tematica di interesse per i fondi pensione che per questa edizione è stata l’esame delle obbligazioni emesse dai paesi emergenti.

Preliminarmente la Dr.ssa Luzi di Mefop ha illustrato le nuove opportunità di investimento offerte dal DM 166/2014 cui sono seguite da parte di qualificati gestori analisi sui vari segmenti di questi mercati, sui profili di rendimento, sulle tecniche di esame e gestione dei rischi e sulle possibilità di diversificazione offerte.

 

10/03/2015

 

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