Lo sviluppo del Sud è sviluppo per il Paese

L’On. Titti Di Salvo affronta il tema del mancato sviluppo del Sud e avanza la sua proposta per mettere a frutto i 98 miliardi a disposizione per gli investimenti nel Mezzogiorno

Edoardo Zaccardi - @EdoardoZaccardi

Nel corso della presentazione del Sesto Rapporto sulla Regionalizzazione del Bilancio Previdenziale, presso la Camera dei Deputati, i relatori intervenuti hanno a più riprese rimarcato come la “questione” Sud resti tuttora un tema nazionale di primaria importanza, che produce impatti sia sui conti pubblici sia sulla competitività del Paese.

Come rilanciare gli investimenti, dunque, come stimolare l’innovazione anche nel Mezzogiorno per creare stabilmente quei presupposti vitali per alimentare la crescita?

L’On. Titti Di Salvo, Vicepresidente della Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, ha risposto sostenendo come nel metodo “occorra abbandonare la logica dello sviluppo indotto, portato da fuori, tipico della Cassa del Mezzogiorno e delle partecipazioni statali”. La storia recente, del resto, ha confermato che nel maldestro tentativo di tamponare alcune falle del sistema, questo genere di politiche nel lungo periodo ha prodotto delle vere e proprie voragini a livello di sviluppo del Paese, ben note a tutti: dal mancato o ritardato sviluppo, all’eccesso di assistenza sfociata ben presto in assistenzialismo, fino a compromettere la  tenuta dei conti pubblici, come certificato dal Rapporto curato dal Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali che riconduce il 70% del debito pubblico attuale alle falle del sistema previdenziale, peraltro per larga parte giacenti nelle regioni del Sud.

Nel merito, invece, l’On. Di Salvo guarda ai “98 miliardi a disposizione da qui al 2023 che derivano dalle risorse dei fondi strutturali e da quelle del Fondo di Coesione Nazionale, e sulle quali si potrà contare per agire su innovazione, start up, valorizzazione delle eccellenze non solo alimentari e turistiche, e sul completamento della banda ultra-larga”. Il Masterplan 2016 e i Patti per il Sud che si stanno firmando tra governo e istituzioni locali, e che coinvolgono 8 regioni e 7 aree metropolitane, cui si aggiunge Taranto, conti alla mano, come ha affermato l’On. Di Salvo “cominciano ad essere dei cantieri avviati per 691 progetti, cui se ne aggiungono altri 1.810 progetti in fase di avvio e altri 11 miliardi di progetti in programmazione”.

Lo sviluppo del Sud, ed è cosa ben nota a tutti, è anche sviluppo del Paese, che va perseguito attraverso misure multiple che facciano sistema, in maniera tale da creare sinergie: “Anche le decontribuzioni per i neoassunti al Sud, inserite nella scorsa Legge di Bilancio - secondo la Vicepresidente della Commissione parlamentare di controllo sugli enti di previdenza – rientrano tra queste, insieme alla cooperazione inter-istituzionale e alla rivisitazione di regole e governance”. Elementi chiave, anche questi ultimi, per la buona riuscita delle politiche per il Sud e per segnare una discontinuità con quelle fino a oggi implementate.

30/5/2017

 
 

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