Pegaso sempre più responsabile

“Pecunia non olet” sembrerebbe che abbia detto l’imperatore Vespasiano a suo figlio Tito, che lo accusava di aver imposto una tassa sull’accesso alla sua più famosa innovazione (i “vespasiani”), ma oggi siamo sempre più consapevoli che il denaro investito abbia conseguenze rilevanti sulla vita delle persone e vogliamo ...

“Pecunia non olet” sembrerebbe che abbia detto l’imperatore Vespasiano a suo figlio Tito, che lo accusava di aver imposto una tassa sull’accesso alla sua più famosa innovazione (i “vespasiani”), ma oggi siamo sempre più consapevoli che il denaro investito abbia conseguenze rilevanti sulla vita delle persone e vogliamo comprendere che cosa accade quando si investe in un’azienda o in un paese, senza timore di scoprire situazioni non piacevoli.
Per questa ragione alcuni iscritti hanno chiesto a Pegaso di capire come vengono investite le risorse, non soltanto dal punto di vista finanziario ma anche dal punto di vista ambientale, sociale e di governance (l’acronimo inglese è ESG, Environmental, Social e Governance).
Tale acronimo ESG è l’evoluzione del concetto di “investimento socialmente responsabile”, con il quale si intendeva una strategia di investimento dove l’analisi finanziaria è integrata con quella ambientale e sociale, al fine di creare valore per l’investitore e per la società, tenendo comunque conto del rendimento finanziario.
Dopo una lunga e attenta riflessione il Consiglio di Amministrazione di Pegaso ha ritenuto fondamentale introdurre tale aspetto nella gestione, iniziando a considerarlo un elemento di valutazione al momento della selezione dei gestori finanziari, come è avvenuto nel processo di selezione effettuato nel primo semestre 2014.
Successivamente, a luglio 2014, il fondo ha sottoscritto i Principi dell’investimento responsabile (PRI), un network di investitori che lavorano insieme per mettere in pratica tali principi e ha aderito al Forum della Finanza Sostenibile, la principale organizzazione che si occupa di tali tematiche in Italia.
Lo scopo di aderire a queste reti è quello di essere supportati nel comprendere le implicazioni del criterio di sostenibilità e di essere accompagnati da coloro che hanno già maturato significative esperienze nell’inserimento dei principi nel processo di investimento e nelle politiche di esercizio dei diritti di proprietà (voto in assemblea, prima di tutto).
Si sottolinea che fra i 1.385 sottoscrittori dei PRI (“signatories”), in Italia vi sono 16 soggetti e, dopo il fondo pensione dei metalmeccanici Cometa, Pegaso è il secondo fondo pensione contrattuale ad aver aderito a questa organizzazione di rilevanza globale (http://www.unpri.org/signatories/signatories/).

 

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30/07/2015

 

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