Quando l’euroburocrazia allontana i cittadini dall’idea di Europa

Per definire la situazione economica europea e la disaffezione di buona parte degli europei al concetto stesso di Europa, potremmo utilizzare quattro parole: Solvency II, MiFID, Bail-in e austerity (soprattutto interessi zero) ...

Alberto Brambilla - @AlBrambilla

Per definire la situazione economica europea e la disaffezione di buona parte degli europei al concetto stesso di Europa, potremmo utilizzare quattro parole: Solvency II, MiFID, Bail-in e austerity (soprattutto interessi zero). Quattro operazioni fatte con la convinzione fosse una buona causa e che il dna degli euroburocrati ha saputo trasformare in un mezzo disastro. Forse alla gran parte della popolazione le prime tre diranno poco ma sono certamente responsabili di tanti problemi mentre la quarta, almeno nei suoi riflessi su consumi e sviluppo, è certamente la più avvertita. In questa sede non entrerò in profondità, cioè nella technicality dei provvedimenti ma mi limiterò ad evidenziare alcune situazioni superficiali, di pelle, che però hanno inciso parecchio sulla gente ma anche sulla produttività e sui mercati.

1) Solvency II è un provvedimento che tende alla stabilità finanziaria delle compagnie di assicurazione; in parole povere a far sì che il patrimonio e le masse gestite siano sufficienti per pagare gli impegni presi con i risparmiatori e gli assicurati. Buon proposito; risultato la totale scomparsa delle gestioni separate, cioè quelle forme di investimento prudenziali tanto amate dagli italiani che avevano la garanzia del capitale e un rendimento minimo garantito, non comparabile con le performance dei mercati azionari e a volte neppure con i titoli di stato ma tali da far dormire sonni tranquilli agli onesti risparmiatori che non speculano sui soldi guadagnati con sudore. Le Compagnie non le propongono più poiché dovrebbero aumentare le riserve a tal punto da essere economicamente non sostenibili dai loro azionisti; fine di una attività! Peraltro, ma lo vedremo anche nella MiFID già per fare una semplice polizza la normativa europea aiutata in questo dalla non meno invasiva italoburocrazia prevede la compilazione di una corposa documentazione (oltre 40 pagine da leggere, una decina di firme, modulistica in triplice copia) anche per un piccolo investimento di 2.000 €. Foreste abbattute e inquinanti toner da scaricare. Ovviamente non solo la casalinga di Voghera ma neppure il super manager leggono una riga; “mi fido di lei e firmo”: è così si conclude l'indomita voglia informativa del burocrate. Troppi documento nessuna tutela!

2) MiFID, ovvero la volontà di far sì che il cittadino risparmiatore investa con "adeguatezza" e "appropriatezza"; in pratica che faccia un investimento che sia adeguato alle sue esigenze e appropriato in base alla sua situazione personale e alla sua cultura finanziaria. Tradotto: se hai pochi soldi o se non sei un esperto di mercati finanziari non puoi fare certi investimenti come, ad esempio, investire in azioni e obbligazioni dei Paesi emergenti. Se lo vuoi fare devi sottoscrivere un documento che manleva chi accetta l'investimento. E anche qui un documento (che si aggiunge a quelli sopra citati) con una serie di domande poco intelligenti del tipo: qual è la sua esperienza in materia di investimenti? Titolo di studio? Ha mai investito in azioni? Il denaro che investe è frutto di riciclaggio? Quante volte in un anno ha fatto investimenti? Qual è il suo reddito? È così via. Ve lo vedete il riciclatore che dichiara: ebbene sì sono un delinquente. Il risultato è che se non sei laureato o hai poca esperienza finanziaria o pochi soldi non puoi investire. È un po' come se un malato rispondendo al medico di non avere esperienze in materia e non aver mai preso quei farmaci si sentisse dire: guardi non posso darle queste cure perché lei non le conosce! Muoia in pace. O come se un signore volesse acquistare un computer (uno Smartphone) ma, non capendoci nulla, il venditore si rifiutasse di venderlo. Forse i metodi in finanza sono altri ma purtroppo è già in arrivo MiFID II (altro che vendetta!)

3) Bail-in. Poiché le autorità di controllo nazionali e internazionali arrivano sempre un minuto dopo che la banca è fallita o quasi o, nel caso precedente della MiFID, che i venditori di derivati hanno rovinato migliaia di imprese e centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori, cosa hanno pensato i nostri regolatori? Da un lato inventano la MiFID così i venditori di prodotti tossici sono al sicuro e manlevati; poi inventano il bail-in e così tutti quelli che hanno oltre 100 mila euro tra conti correnti e conti di deposito o hanno obbligazioni subordinate (vendute alla faccia della MiFID e dei controllori) in caso di fallimento della banca perdono i loro soldi. L'idea geniale alla base di questo provvedimento ratificato dalle nostre authority (pentitesi successivamente) e dal Governo (per non incorrere in procedura di infrazione europea) è di non far pagare il costo del fallimento di una banca alla collettività nazionale; risultato: la pagano solo gli sfortunati correntisti e se la cavano i controllori e gli amministratori. Bel risultato.

4) Infine l'austerity. Qui diremo solo dei tassi di interesse che sono diventati "contro natura". Di solito se si prestano dei soldi è dovuta al prestatore la giusta mercede, cioè un giusto interesse. Oggi i gestori dell'euro con la complicità della Commissione europea, hanno portato i tassi sotto zero per cui la massaia che compra titoli di stato (si badi bene indispensabili per far sopravvive il nostro Paese) riceve zero interessi. In tale situazione il cittadino da un lato riduce i consumi e dall'altro, spaventato da tale situazione, risparmia ancora di più mettendo i soldi "sotto il materasso" sottraendoli all'economia reale. E siccome consumi e inflazione non ripartono la Commissione chiede ulteriori sacrifici. È difficile che andando avanti di questo passo aumentino i consensi verso l'Europa unita. E questa non è una bella prospettiva.

 

12/04/2016

 

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