Rischio e rendimento nel nuovo regime monetario

Come gli investitori istituzionali italiani possono reagire alle sfide che si propongono in conseguenza degli interventi delle banche centrali: riflessioni su rischi e rendimenti nel nuovo regime monetario

Centro Studi e Ricerche - @ItPrevidenziali

“L’intraprendenza delle banche centrali, necessaria per scongiurare che la grande recessione del 2008 si trasformasse in depressione economica, ha modificato le regole di gestione del portafoglio e ha inaridito il rendimento atteso di buona parte dell’universo investibile dell’investitore istituzionale.” Così il dott. Paolo Moia, Responsabile Area Asset Management di Banca Profilo, sulle attuali sfide che si presentano agli investitori istituzionali italiani alla luce degli interventi delle banche centrali.

Infatti il nuovo sistema monetario che si realizza con l’acquisto su larga scala di titoli e la compressione dei rendimenti governativi evidenzia problemi quali:

  • le grandi differenze fra valore e prezzo con rendimenti minimi se non negativi aumentano la volatilità quale elemento equalizzatore;
  • la correlazione fra le asset class azionarie e obbligazionarie in presenza di un “mono gestore” tende ad 1 mostrando entrambe lo stesso andamento;
  • un aumento dell’azzardo morale essendosi creata la convinzione di poter prendere più rischi dato la protezione fornita dalle banche centrali.

Questo porta a considerare che “il tradizionale portafoglio bilanciato composto di obbligazioni governative ed azioni che ha rappresentato per anni un’ottima opportunità in termini di rendimento ponderato per il rischio, potrebbe rivelarsi inadeguato se, come probabile, la correlazione tra le due componenti continuerà a mantenersi elevata” sostiene Moia.

Infatti, i titoli governativi a media scadenza non remunerano più il rischio al contrario delle obbligazioni societarie spesso nominalmente più rischiose. Il ciclo economico positivo consente alla aziende la generazione dei flussi per la remunerazione del credito.

Secondo Moia “la risposta del gestore deve passare per un affinamento dei sistemi di risk management, per la ricerca di classi di attivo - non necessariamente illiquide e complesse - che ancora offrono una buona remunerazione alla volatilità e per una rivalutazione della liquidità come risorsa per assecondare e sfruttare la dinamica di breve periodo dei mercati.” 

30/12/2016

 
 

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