Sanità: tutto a posto niente in ordine?

Nell’ultimo mese sono stati diffusi dati sulla sanità italiana decisamene confortanti dal punto di vista economico finanziario. Sia la Corte dei Conti,[1] sia Eurostat[2] confermano come la spesa pubblica per sanità, in termini di PIL sia in linea con la media europea (7,2% del PIL nel 2014) ...

Redazione

Nell’ultimo mese sono stati diffusi dati sulla sanità italiana decisamene confortanti dal punto di vista economico-finanziario. Sia la Corte dei Conti[1], sia Eurostat[2] confermano come la spesa pubblica italiana per sanità, in termini di PIL, sia in linea con la media europea (7,2% del PIL nel 2014) e con quella della Germania, mentre è addirittura inferiore a quella di paesi quali Francia, Regno Unito, Olanda, Finlandia; la medesima osservazione può estendersi anche al peso della spesa sanitaria sul totale della spesa pubblica.

In particolare la Corte dei Conti, sottolineando l’efficacia delle politiche di contenimento dei costi poste in essere dalle Regioni, ha evidenziato come di fatto si sia ampliato il divario fra le risorse destinate dall’Italia alla sanità rispetto ad altri paesi quali Germania e Francia, a prescindere dal peso sul Pil (decisamente più basso quello italiano rispetto agli altri). La spesa sanitaria (pubblica e privata) pro-capite in Italia si colloca a livelli inferiori di oltre un terzo rispetto a quella tedesca e di un quarto rispetto a quella francese, il tutto peraltro senza compromettere, almeno sinora, le performance del sistema in termini di stato di salute degli italiani e qualità dell’assistenza.

Tutto ok quindi?

Purtroppo mai come in questo caso vale il detto “ogni medaglia ha il suo rovescio” rappresentato in questo caso da tre principali criticità:

  • il livello della spesa privata out of pocket sensibilmente più alto rispetto agli altri paesi;
  • si conferma il fenomeno della rinuncia alle cure: secondo il Rapporto 2015 dell’Osservatorio civico sul federalismo in sanità realizzato dal Tribunale del malato-Cittadinanzattiva, quasi un cittadino su dieci rinuncia alle cure per ragioni economiche e liste di attesa, come del resto sottolinea anche la Relazione della Corte dei Conti - in particolare con riferimento a esami medici e cure dentali – e non ultimo a causa dell’aumento dei ticket;
  • sempre la Corte sottolinea il rischio che il sistema si trovi sempre più in difficoltà nel rispondere in maniera soddisfacente al fabbisogno di cure e servizi sanitari, in particolare in relazione all’esigenza di garantire condizioni di vita in buona salute ad una popolazione sempre più anziana.

Si conferma, quindi, una volta di più l’esigenza di definire tempestivamente degli indirizzi di policy funzionali ad un moderno assetto del nostro sistema sanitario, prendendo coraggiosamente atto dei limiti oggettivi (risorse) che appaiono difficilmente superabili almeno nel breve-medio periodo. È quanto, del resto, ha fatto il D.M. 9 dicembre 2015 (cd "dm appropriatezza"), stilando una lista di ben 203 prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale attualmente erogabili nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, e il cui costo rischia di dover essere sopportato integralmente dai pazienti.

Inutile dire che si tratta di scelte che (oltre ad autorizzare interrogativi sulla reale portata delle periodiche affermazioni in favore dell’universalismo del sistema) ripropongono con forza il ruolo da attribuire alla sanità complementare “organizzata”, comparto che da sempre è caratterizzato da un forte dinamismo e reattività nell’identificare risposte appropriate ai nuovi bisogni.

Anche a questi temi è dedicato il convegno organizzato da Itinerari Previdenziali il prossimo 13 aprile dal titolo "Quali le best pratice adottate da fondi e casse a favore degli iscritti?", con focus su due best practice nell’ambito della copertura di non autosufficienza, il punto sull’anagrafe e sulle modalità di comunicazione e, infine, un “consuntivo” sulle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate riferite alle spese sanitarie e alla predisposizione del “730 precompilato”.

 

[1] Rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica – Marzo 2016

[2] Government expenditure by function – COFOG – Marzo 2016 

 

Per scaricare gli atti del convegno dedicato alle Casse di Assistenza Sanitaria Integrativa consulta la pagina dedicata del sito.

 

07/04/2016

 

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