Una sfida a somma positiva: sinergie al lavoro per il welfare integrato

Le novità sul Welfare contenute nella Legge di Bilancio, ma anche invecchiamento e assistenza sanitaria integrativa: questi alcuni dei temi al centro del dibattito in occasione dell'Annual Meeting sul Welfare Integrato

Edoardo Zaccardi - @EdoardoZaccardi

L’Annual Meeting sul Welfare Integrato, che si è svolto dal 10 al 12 novembre ad Abano Terme, ha rappresentato l’occasione per fare il punto con autorevoli rappresentanti del governo e del parlamento sulle novità in materia di welfare contenute nella legge di Bilancio, ormai di prossima approvazione.

Gli interventi per “l’equità e la solidarietà del sistema pensionistico”, come sono stati definiti dagli esponenti del governo, ma anche una riflessione sulle novità rappresentate da APE e RITA e sulle nuove opportunità per i lavoratori nell’ambito del welfare aziendale - con l’ampliamento della platea di beneficiari delle esenzioni in materia di premi di produttività - hanno rappresentato i temi cardine affrontati dagli esponenti politici intervenuti.

Ampio spazio è stato dedicato nel corso dei lavori anche ai responsabili dei principali Fondi, Casse ed Enti gestori di assistenza sanitaria integrativa, Fondi Pensione Negoziali e Preesistenti, Casse Privatizzate e Fondazioni Bancarie, che hanno animato una vivace riflessione sullo stato odierno del welfare integrato e le prossime sfide da intraprendere.

La necessità di una legge quadro che faccia ordine all’interno della sanità integrativa è stata rilanciata dagli stessi rappresentanti politici e costituisce un comune auspicio di tutti gli addetti ai lavori. Ma anche la consapevolezza che proprio la sanità integrativa sia la chiave per mettere in campo quelle sinergie per accedere a cure e prestazioni più adeguate e convenienti, e al tempo stesso di far emergere quel sommerso che si annida nella spesa sanitaria out of pocket affrontata dalle famiglie, è argomento ben presente e condiviso dagli addetti ai lavori. Per fare questo occorre, tuttavia, attivare sinergie tra soggetti e tra mondi (la sanità e la previdenza) che talvolta fanno fatica a parlarsi, nonostante i tanti tratti in comune; occorre lavorare insieme e favorire il dialogo tra prestatori di servizi, utenti e soggetti intermediari, mettendo a frutto le potenzialità della tecnologia, della rete e le nuove risorse che la legge di Bilancio mette in campo in materia di welfare.

Il filo rosso che ha collegato tutte le sessioni di lavoro è stato il tema dell’invecchiamento: le coorti più anziane sono destinate ad irrobustirsi all’interno della piramide demografica e, conseguentemente, la platea di malati si amplierà. Per far fronte a questa vera e propria sfida che ci attende, occorre attrezzarsi per tempo, prima di tutto attraverso un cambio di mentalità. Per accelerarlo, una buona parte dei partecipanti al Meeting si è mostrata disponibile ad introdurre meccanismi di iscrizione obbligatoria alla previdenza complementare, sulla falsariga di quanto fatto per i lavoratori del comparto edilizio. Anche la proposta di destinare una quota di versamento alla previdenza complementare al finanziamento di una polizza per la non autosufficienza, da utilizzare se e quando si verificherà il bisogno ha trovato riscontro nella platea, a riprova di quanto sia ornai cogente la questione.

In effetti, la facoltà già oggi prevista per gli iscritti alla previdenza complementare di trasformare il montante accumulato in una rendita che preveda anche l’attivazione di una polizza per la non autosufficienza è assai poco praticata dagli iscritti, che non intendono rinunciare a pochi euro al mese in cambio di una copertura in caso di non autosufficienza. Torna quindi il tema (o il problema) del lavoro, dei redditi, della crescita troppo lenta del Paese, alla quale secondo il Sottosegretario Baretta sono chiamati a contribuire gli stessi protagonisti del welfare integrato, attraverso investimenti nell’economia reale, ed in particolare in quelli che sono i settori più strettamente connessi al welfare, anche con la sponda delle società di gestione del risparmio, anch’esse chiamate ad una assunzione di responsabilità nuova. E anche in questo discorso il tema delle sinergie torna al centro. Gli investimenti nelle RSA, al netto delle aree di miglioramento che si sono evidenziate, producono occupazione e servizi per il territorio, ma anche benefici diretti (rendimenti) e indiretti (servizi a condizioni agevolate attraverso i convenzionamenti) per gli iscritti. Una strada assolutamente percorribile come hanno confermato vari relatori, anzi, forse necessaria.

L’Italia, del resto, spicca nel contesto europeo per gli scarsi servizi offerti all’utenza anziana, come rimarcato dal Prof. Bernabei: scarsa l’offerta di residenzialità oltreché problematica in termini di sostenibilità per le famiglie; limitata la capacità di presa in carico del sistema di assistenza domiciliare e una cronica scarsa propensione dei soggetti gestori di forme di assistenza sanitaria integrativa a fornire servizi, preferendo i tradizionali rimborsi per cure sostenute.

Una crescita della spesa sanitaria intermediata e in senso più ampio del welfare integrato offrirebbe sbocco e soluzioni tangibili ad una domanda oggi disorientata e che procede in ordine fin troppo “sparso”: una migliore qualità delle cure accessibili, oltre ad un contenimento dei costi a carico sia del sistema sia delle famiglie e, non ultimo, una emersione dei redditi sommersi, che impattano nettamente sulla spesa out of pocket in sanità, sarebbero i primi e immediati risultati conseguibili a livello marco e micro. In questo senso, quanto annunciato da Busacca, Capo Segreteria Tecnica del Ministro del Lavoro, “il 2017 potrebbe essere l’anno adatto per la revisione normativa del sistema delle Casse e del sistema dei fondi pensione complementari, anche nel senso di una crescente integrazione funzionale con i fondi di sanità integrativa” rappresenta un prezioso risultato del Meeting di Abano.

Con questo auspicio ci si è dati appuntamento alla prossima edizione, con la speranza che tutti gli attori, ciascuno per la propria parte di responsabilità e competenza, riescano a costruire una cornice normativa e istituzionale in grado di fornire risposta ai mutevoli fabbisogni di una società che sta cambiando rapidamente, oltreché una rete di attori e di servizi che siano messi a sistema per dare soluzione alla domanda di welfare, che evidenzia ancora troppe aree grigie e sconnesse.

 

16/11/2016

 
 

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