Legge di Bilancio e Previdenza: scenari, criticità e prospettive a Tuttopensioni 2017

Le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio al centro delle analisi tecniche e politiche di Tuttopensioni 2017, evento del Sole 24 Ore dedicato alla previdenza

Paolo Novati, Michaela Camilleri

Nel corso del suo intervento al convegno “Tuttopensioni” organizzato dal Sole 24 Ore, il Presidente dell’INPS Boeri ha sostenuto che la manovra pensionistica contenuta nella legge di bilancio fa aumentare il debito implicito e scarica oneri sulle giovani generazioni.

Il Presidente ha innanzitutto spiegato che, dopo l’inasprimento dei requisiti pensionistici della Riforma Monti-Fornero, con l’ultima legge di bilancio sono state introdotte forme di flessibilità tramite agevolazioni selettive che ne riducono il peso considerando l’ambiente economico ancora recessivo e con alti indici di disoccupazione.

Questi provvedimenti -aumento della platea dei percipienti la quattordicesima, agevolazioni per i lavoratori precoci e quelli con lavori usuranti, estensione dell’opzione donna, abolizione dei costi di ricongiunzione e delle penalizzazioni  sulle pensioni anticipate, APE in tutte le sue forme- introducono novità complesse con significative implicazioni sulla data di pensionamento e sull’importo della pensione; inevitabile, quindi, l’aumento della domanda di informazione per capirne il funzionamento e valutarne gli effetti e l’eventuale convenienza.

Proprio per questo motivo – ha spiegato Boeri – l’Istituto si sta muovendo su due livelli: da un lato, impegna risorse e mobilita gli uffici sul territorio per fare informazione individuale ai cittadini e, a tal fine, ha predisposto un “kit informativo” (già presente sul sito internet www.inps.it ) mentre, a partire da febbraio, invierà la busta arancione adeguata all’APE ai soggetti potenzialmente interessati (circa 150.000); dall’altro l’INPS si impegna nel fornire informazioni ai decisori, valutando gli effetti finanziari a 10 anni della manovra e predisponendo le tabelle sulla sostenibilità del sistema richieste dall’Unione Europea.

 

A questo proposito il Presidente Boeri ha fatto rilevare che “nell'ambito del sistema pensionistico rimangono forti iniquità e differenze di trattamento macroscopiche anche nell'ambito della stessa generazione sulle quali fin qui non si è intervenuti”, oltre a non considerare il “debito implicito” ovvero gli impegni futuri a legislazione attuale.

Boeri ha quindi illustrato quattro ipotesi sugli oneri e i risparmi della manovra, con il relativo calcolo del “debito implicito”, che evidenziano il raggiungimento dell’equilibrio nel tempo ma a fronte di un maggior debito sul breve periodo e un risparmio ben più consistente sul lungo termine.

“E’ vero che ci sono disuguaglianze nel sistema pensionistico ma abbiamo anche molta equità sociale soprattutto nei confronti di chi proveniva dal periodo di guerra e versava in difficoltà. Ci sono forti elementi di equità, visto che si è deciso di fare un'operazione selettiva di sostegno alle situazioni di maggiori difficoltà sul lavoro. L'Ape volontaria, non è un anticipo pensionistico ma finanziario, mentre quella sociale non è una pensione, ma un intervento assistenziale a carico della fiscalità generale. Fino ad oggi in situazioni simili lo strumento usato era il prepensionamento. L’Ape sociale dice che chi ha perso il lavoro, chi fa lavori gravosi, chi ha infermità personali, può avere una indennità commisurata". Stefano Patriarca, Consigliere Economico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha ribattuto così nel corso del confronto con il Presidente dell’INPS.

Patriarca è poi entrato nel merito delle novità precisando che non sono state abolite le ricongiunzioni onerose ma è stato introdotto il cumulo gratuito che consente di ricevere le pensioni dai diversi Enti Previdenziali ai quali si sono versati i contributi, che l’Ape volontaria non prevede l’obbligo di cessazione del lavoro essendo solo uno strumento di flessibilità a carico del lavoratore stesso, e che l’Ape aziendale rappresenta un’alternativa all’art. 4 della legge Fornero. In sostanza si tratta di una riforma sperimentale della durata di un anno e mezzo che consente di essere valutata sul campo ed aggiustata in base ai risultati ottenuti e che comunque introduce innovazioni ricorrendo alla previdenza integrativa tramite la Rita ed al mercato finanziario.

Ha sottolineato poi, come le riforme proposte dal Presidente Boeri implichino, nel breve, un esborso di 40 miliardi di Euro di cui occorre valutare attentamente il costo di finanziamento per evitare di aprire “buchi ulteriori” nel bilancio dello Stato. Conclude accennando ai decreti attuativi delle novità contenute nella Legge di Bilancio che il Governo sta preparando in vista della scadenza del 2 marzo prossimo, anticipando che entro inizio febbraio sarà pronta una prima bozza. A questo proposito il Consigliere ha ricordato che si renderanno necessari:

  • DPCM per la definizione dell’APE volontaria;
  • DPCM per la definizione dell’APE sociale;
  • DPCM per la definizione delle misure rivolte ai lavoratori precoci;
  • accordo quadro tra il MEF, l’ABI e l’ANIA per quanto riguarda i termini del prestito pensionistico;
  • accordo quadro tra il MEF e l’INPS per il fondo di garanzia;
  • Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la definizione dei lavori usuranti.

In particolare in merito all’APE, Patriarca ha precisato che sarà necessario definire la forchetta, ossia un valore minimo e un valore massimo richiedibili, in funzione dell’importo della futura pensione per evitare un’esposizione debitoria troppo elevata. L’orientamento sarebbe quello di definire questi valori rispetto agli anni di anticipo della prestazione e il tetto massimo richiedibile ipotizzato è pari al 90% dell’importo della pensione. Proseguendo sull’APE, il Consigliere ha poi stimato che il costo netto annuo dell’anticipo sarà pari al 4,6% della propria pensione.

Non è poi mancato uno sguardo alla previdenza complementare: Marco Lo Conte del Sole 24 Ore, provando a fare un bilancio del sistema dei fondi pensione a 10 anni dall’entrata in vigore del dlgs. 252/2007, ha ricordato come tutti i comparti dei fondi pensione abbiano avuto, ad oggi, un rendimento superiore a quello del TFR. Sergio Corbello, Presidente di Assoprevidenza, ha poi avanzato la proposta di inserire all’interno degli accordi contrattuali l’obbligatorietà di adesione alla previdenza complementare, salvo la possibilità di opting out.

Sul tema ha preso poi la parola Giovanni Maggi, neopresidente di Assofondipensione, il quale ha anticipato che all’inizio di febbraio l’Associazione presenterà un piano triennale molto aggressivo, condiviso con CGIL, CISL e UIL, di sviluppo dei fondi pensione basato su una massiccia comunicazione, la riproposizione del silenzio assenso per il TFR nei rinnovi contrattuali e sull’approfondimento degli effetti della finanza comportamentale.

Inoltre, per convogliare gli investimenti dei fondi pensione nell’economia reale, il Presidente ha sostenuto l’efficacia di strumenti come il private equity e il private debt, rivolti soprattutto alle PMI e alle infrastrutture. In particolare, Maggi ha rivelato che l’Associazione sta riflettendo sull’istituzione di un fondo di fondi che sfrutti questi strumenti da conferire nel Fondo Italiano d’Investimento e che apra all’ingresso nella governance di rappresentanti di fondi pensione e casse.

26/1/2017

 
 
 

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