Un Paese male “accompagnato”

L’analisi dei trend riferiti ad alcune componenti della spesa per assistenza mostra la necessità di un ripensamento di almeno alcuni dei suoi istituti e meccanismi di funzionamento

Edoardo Zaccardi - @EdoardoZaccardi

Come già in passato il Rapporto curato da Itinerari Previdenziali su “Il bilancio del sistema previdenziale italiano” ha evidenziato, una delle caratteristiche del nostro Paese è lo sproporzionato numero di prestazioni assistenziali erogate rispetto a quelle erogate a fronte di una contribuzione. Anche i dati dell’ultimo rapporto, riferiti al 2015, non si discostano da questo poco lusinghiero trend: l’insieme di questi trattamenti ha, infatti, riguardato 4,040 milioni di beneficiari di prestazioni assistenziali “pure” (pensioni di invalidità civile, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali e pensioni di guerra) oltre a 4,265 milioni di integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali, per complessivi 8,305 milioni di trattamenti; vale a dire, il 51,34% delle prestazioni erogate dal nostro sistema previdenziale (calcolandole al netto delle integrazioni al minimo) è di tipo assistenziale, praticamente la stessa incidenza che si rilevava nel 2014 (51,86%). Un dato che, se da un lato non riflette fedelmente la situazione economica generale del nostro Paese, dall’altro lato mostra come siano ancora pochi i risultati conseguiti sul fronte della razionalizzazione di alcune componenti della spesa sociale, in particolare quelle che, al netto delle indifferibili esigenze di solidarietà sociale, presentano un conto iniquo all’universo dei contribuenti, chiamati a farsi totalmente carico di queste situazioni.

L’analisi dei trend riferiti ad alcune componenti della spesa per assistenza mostra, infatti, la necessità di un ripensamento dei suoi meccanismi di funzionamento o quanto meno di alcuni suoi istituti, che denotano dinamiche tendenzialmente fuori controllo o approcci poco o per nulla efficaci rispetto allo scopo per il quale sono stati istituiti. Ripercorrendo i dati del Casellario Centrale di Pensionati dell’INPS e le elaborazioni contenute nel Quarto Rapporto su “Il bilancio del sistema previdenziale italiano”, gli ultimi 4 anni presi in esame hanno evidenziato un sostanziale calo del numero di prestazioni assistenziali erogate – seppur non sufficienti a ridurre la loro incidenza sul totale delle prestazioni erogate dal nostro sistema previdenziale – ma, al tempo stesso, alcune voci di spesa sfuggono a questo sforzo di razionalizzazione. A fronte, infatti, di un calo generalizzato del numero di prestazioni di natura assistenziale (integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali), quelle assistenziali “pure” sono continuate a crescere (+3,82% tra 2012 e 2015) e, al loro interno, un istituto in particolare cattura l’attenzione: le indennità di accompagnamento, che nel 2015 hanno superato quota 2 milioni di trattamenti erogati (2.045.804) e dal 2012 ad oggi hanno osservato una crescita di oltre 6 punti percentuali, come mostra la figura che segue.

Anche la relativa spesa è cresciuta nel corso del triennio (+3,4%) e oggi sfiora i 12 miliardi di euro.

Uno stock di prestazioni, quello riconducibile all’istituto in questione, che ha visto ingrossare sempre più le sue fila e contestualmente il suo peso all’interno del filone dell’assistenza: quasi 1 prestazione su 4 nell’ambito dell’assistenza “pura”, delle maggiorazioni sociali e delle integrazioni al minimo oggi è riconducibile a questo istituto e, in termini di spesa, la quota sale al 37,2% delle risorse, che si sostanziano in trasferimenti monetari a beneficio di questi oltre 2 milioni di soggetti non autosufficienti, verso i quali si canalizzano poco più di 508 € mensili pro capite (512 € nel 2016) per affrontare le spese relative alla cura e all’assistenza.

Una colata di denaro versato dai contribuenti che si canalizza in tanti piccoli rivoli e che, se da un lato rischia di sfuggire ad ogni logica di controllo, dall’altro lato rischia di vedere svanire ogni velleità di efficacia per il beneficiario, che a fronte di un problema impattante come quello della non autosufficienza, si ritrova con pochi mezzi a disposizione per farvi fronte. Senza contare, peraltro, che l’erogazione del trattamento è indipendente dall’età del richiedente e dalle sue condizioni reddituali, e il poco che viene erogato in maniera eguale a tutti i beneficiari è slegato da ogni vincolo di destinazione e tracciabilità della spesa, con il rischio concreto di tramutarsi in un ghiotto alimento per il mercato nero dell’assistenza familiare, senza essere minimamente funzionale al miglioramento delle condizioni di vita e di salute del beneficiario.

Nuove strade potrebbero intraprendersi per sottoporre a revisione questo strumento, restituendo efficacia ad esso e dignità a chi ne beneficia: si potrebbero, ad esempio, ipotizzare integrazioni con il welfare aziendale nella fase che precede l’eventuale non autosufficienza, qualora essa si manifesti dopo l’età attiva, anche ricorrendo all’intermediazione di soggetti specializzati; si potrebbero prevedere, a valle, nuove importanti agevolazioni fiscali rispetto agli impieghi dell’indennità di accompagnamento e alla sua tracciabilità, anche immaginando veicoli ad hoc per traslare quella che è una prestazione economica all’interno di un sistema di prestazioni erogate da soggetti accreditati; oppure, si potrebbe trovare il modo di elevare l’importo del trasferimento in denaro, ma a determinate condizioni, modulando gli importi in maniera tale da renderli realmente efficaci e funzionali allo scopo per cui nascono.

L’analisi dettagliata di questi e altri temi rilevanti del nostro sistema previdenziale e assistenziale, alle dinamiche ad essi riferite e alle questioni oggi sul tavolo sarà approfondita nel Quarto Rapporto su “Il Bilancio del Sistema Previdenziale Italiano. Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2015” curato dal Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali, la cui presentazione è in programma per il 15 febbraio prossimo presso la Camera dei Deputati. 

8/2/2017

 

 
 

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