Al via l’assegno di ricollocazione

Prendono ufficialmente il via le attività del sito dell'Anpal: si comincia con l'assegno di ricollocazione

Leonardo Comegna

Partirà entro natale l'assegno di ricollocazione, vale a dire l’incentivo, dall’importo variabile da 250 ai 5mila euro, che i disoccupati potranno utilizzare (spendere, per così dire) presso gli operatori accreditati, che li accompagneranno verso un nuovo impiego. Tutto grazie all’accordo tra il Ministro del welfare Giuliano Poletti e il presidente e direttore generale dell'Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) secondo quanto previsto dai decreti attuativi del Jobs Act.

L'assegno di ricollocazione.  Si tratta di uno strumento, da richiedere in maniera volontaria, che favorisce il lavoratore non occupato nell'individuazione di un'altra opportunità.  Possibile farne richiesta qualora, dopo 4 mesi dalla fine della Naspi (l'indennità di disoccupazione corrisposta dall'Inps), non si è riusciti ancora a trovare un nuovo posto. Al disoccupato che lo richiede, verrà assegnata una somma variabile a seconda del cosiddetto “Profilo di occupabilità” e della tipologia del nuovo contratto di lavoro. 

L'importo dell'assegno di ricollocazione dipende da quante sono le possibilità che il lavoratore ha di trovare una nuova occupazione: maggiori sono le possibilità e più basso è il voucher, minori sono le possibilità e più è alto è l'importo riconosciuto. L’interessato potrà quindi spendere questo voucher presso un ente erogatore in grado di offrire i servizi più adatti alla propria condizione. Gli enti accreditati sono i Cpi (centri per l’impiego), le agenzie per il lavoro private e la Fondazione dei consulenti del lavoro. 

Il nuovo contratto. Gli enti accreditati ricevono l'assegno in caso di ricollocazione del disoccupato mediante un contratto a tempo indeterminato (anche sotto forma di apprendistato), o con un contratto a termine di almeno 6 mesi, o un contratto part-time di almeno al 50%.  Nelle aree più svantaggiate del Paese, ossia nelle regioni meridionali, Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, si parte dai tre e si arriva ai sei mesi.  Selezionato l'ente, il titolare dell'assegno effettua un primo incontro nella sede in cui gli viene affiancato un “tutor”. A seguire scatta un programma intensivo per la ricerca di una chance lavorativa, programma concordato con l'ente in cui il disoccupato si attiva e collabora per raggiungere l'obiettivo. Il percorso ha una durata di sei mesi.

L’iter da seguire. È possibile manifestare la propria disponibilità a lavorare sia attraverso il sito www.anpal.gov.it, sia andando in un Centro per l'impiego. A quel punto, si ottiene un appuntamento con un Centro per l'impiego (Cpi) per stipulare un “Patto di servizio”, ossia l'accordo che prevede l'assegnazione di un responsabile e la definizione di un iter personalizzato di “ricerca attiva e formazione per l'inserimento attivo” e un programma delle attività da svolgere), e verrà misurato il “Profilo di occupabilità”, in base alla distanza della persona dal mercato del lavoro,  tenendo in considerazione le fondamentali variabili individuali (età, formazione, ecc.) e territoriali.

La sperimentazione. Il ministro Poletti, nell’annunciare l'avvio del test per il reinserimento, ha riferito che entro breve (15 giorni) saranno fatte e liste dei soggetti accreditati che potranno ricevere l'assegno di ricollocazione e, nello stesso periodo, le regioni sceglieranno i Cpi coinvolti nella sperimentazione.  Entro fine mese arriveranno le prime lettere per accedere all'assegno di ricollocazione. I primi beneficiari ammonteranno a circa 20mila unità. La platea iniziale verrà scelta con il sorteggio di una lettera dell'alfabeto, l'ultima del loro codice fiscale. La platea intera di disoccupati che il ministero e l'Anpal puntano a raggiungere è composta da 800-900mila persone.

 

1/12/2016

 
 

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