Borsa e investimenti delle compagnie assicurative, spunti per una nuova collaborazione

Novità regolamentari, innovazioni nell’offerta di prodotto e diversificazione degli investimenti indotta dalle turbolenze dei mercati finanziari: in questo contesto, quali i possibili ambiti di collaborazione tra Borsa Italiana e le compagnie assicurative?

Alessandra Franzosi

L’asset allocation strategica di molti investitori istituzionali e delle compagnie di assicurazione sta conoscendo già da una decina di anni un progressivo aumento nel livello di diversificazione e complessità. Le difficoltà di remunerare il capitale in presenza di bassi tassi di interesse, l’innovazione nell’offerta di prodotto, soprattutto nel comparto vita,  i vincoli di natura regolamentare e Solvency II stanno del resto spingendo anche le assicurazioni a considerare l’asset allocation strategica come un fattore differenziale di successo nell’implementazione del business.

Borsa Italiana, parte del gruppo London Stock Exchange, nello svolgimento delle sua attività di sviluppo di infrastrutture di mercato, si è da sempre differenziata rispetto anche a altre borse per la particolare attenzione alla tutela e ai bisogni degli investitori finali, sia in tema di funzionalità che di struttura dei mercati, costantemente aggiornata per cogliere i bisogni di un’asset allocation in continua evoluzione. Al centro di questa strategia vi sono temi quali la crescita degli asset allocati agli alternatives, i temi ESG e di sostenibilità, il processo di passivization nella gestione core del portafoglio e l’utilizzo dei derivati. Temi altrettanto rilevanti anche per gli investitori assicurativi.

La quota di portafoglio investita in alternativi a opera degli asset owners è in costante crescita; il raggiungimento del 15-20% dell’intero portafoglio è ormai un target ritenuto fisiologico da molti grandi investitori. Sotto questo cappello vi sono una varietà di asset classes.

Come Borsa, il maggior investimento è stato fatto nell’ambito del finanziamento di mercato delle PMI, al fine di far crescere l’offerta in modo adeguato e lungo l’intera catena dell’investimento. In Italia, le PMI domestiche quotate sono oltre il 70% del listino. Quelle sull’AIM, il mercato azionario dedicato alla quotazione delle micro caps sono 117 per una capitalizzazione totale di mercato pari a 6,9 miliardi di euro. Sul fronte del debito PMI, 226 aziende italiane hanno emesso strumenti sul segmento professionale non regolamentato del mercato ExtraMOTPro (dal 2013 a oggi); gli strumenti quotati sono 356  per un controvalore di oltre 20 miliardi di euro; l’80% sono strumenti di debito con outstanding inferiore ai 30 milioni di euro. Molto resta da fare per avvicinare le imprese private al mercato dei capitali in senso lato. La costituzione alcuni anni fa della piattaforma ELITE, luogo di formazione e crescita per le PMI private d’eccellenza, conta ora un network italiano di quasi 700 aziende con un fatturato aggregato di 68,2 miliardi di euro e rappresentative di 19 regioni e un network globale di oltre 1000 aziende provenienti da 40 Paesi in tutto il mondo. Per queste aziende ELITE agisce anche da facilitatore per private placement, sia singoli che in pool sia debito che equity.

Per l’intero comparto degli alternativi, uno sforzo si sta facendo per mettere a disposizione un ambiente di mercato (MIV) capace di quotare veicoli di investimento (FIA quotati) che a loro volta investono in asset illiquidi. La quotazione del fondo accresce le possibilità di raccolta e introduce forme di liquidabilità più agevoli delle quote; nel contempo, una microstruttura attentamente calibrata che ancora il prezzo di mercato al NAV attenua gli effetti dovuti alla parziale liquidità del prodotto.

PMI Italiane ‘Vicine’ ai Mercati di Borsa Italiana (dati fine marzo 2019)

PMI Italiane ‘Vicine’ ai Mercati di Borsa Italiana (dati fine marzo 2019)


Terzo elemento di cambiamento radicale è il tema degli investimenti passivi, che ormai attraggono importanti flussi di capitali e mettono a disposizione l’accesso a una pluralità di asset classes e di strategie anche molto sofisticate. ETFPlus, il mercato di Borsa Italiana dove vengono negoziati ETF, è leader in Europa sia per strumenti quotati (983 per assets aggregati pari a circa 69 miliardi di euro) che per scambi. La crescita degli investimenti ESG è per certo uno dei grandi cambiamenti che stanno modificando l’asset allocation a livello globale. Le compagnie assicurative, anche grazie alla loro esperienza di business, sono particolarmente attente a questi temi. Borsa Italiana nel suo ruolo si interpone tra emittenti e investitori per migliorare la disclosure e il dialogo all’interno della comunità finanziaria. Lo sta facendo in modo strutturato anche per il tema di sostenibilità creando momenti di condivisione tra i nostri emittenti e organizzando, quest’anno per la terza volta, l’Italian Sustainability Day. Tale momento offre alle società quotate italiane e agli investitori istituzionali l'opportunità di meeting per discutere le strategie ESG e il loro impatto materiale sul business.

Infine, una breve riflessione merita anche l’utilizzo di strumenti derivati da parte delle compagnie di assicurazione. Laddove utilizzati con finalità di hedging, la normativa europea Solvency II e la regolamentazione domestica stanno guardando con apertura a questo tipo di operatività associandole una funzione di riduzione dell’assorbimento di capitale, di riduzione del rischio di controparte laddove il derivato è negoziato in presenza di una Cassa di Compensazione (non OTC) e introducendo facilitazioni tecniche legate alla gestione quotidiana degli stessi. Anche su questo fronte lo sforzo è di aprire un dialogo per essere certi che l’offerta attuale e futura di derivati quotati sia allineata con le esigenze degli investitori.

Alessandra Franzosi, Head of Pension Funds&Asset Owners Borsa Italiana - LSEG

4/6/2019

 
 

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