Bonus per le assunzioni di giovani genitori anche se liberi professionisti

Piccoli passi che diventano traguardi importanti. Il Ministero del Lavoro, infatti, riprendendo la definizione comunitaria di imprese che include  l’attività dei liberi professionisti...

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Piccoli passi che diventano traguardi importanti. Il Ministero del Lavoro, infatti, riprendendo la definizione comunitaria di imprese che include l’attività dei liberi professionisti, ammette tra i possibili beneficiari dell’incentivo anche gli studi professionali. “Un’equiparazione – si legge nella nota – sancita nell’interpello 16/2016, in risposta al quesito del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro in merito all’ambito soggettivo di applicazione dell’incentivo”.

La locuzione “imprese private”, secondo il Ministero del Lavoro, deve essere interpretata superando lo stretto perimetro che la qualifica di imprenditore riveste nel nostro ordinamento ed adottando la nozione di impresa fornita a livello comunitario, che “considera impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica".

In particolare, sono considerate tali le entità che esercitano un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica”. Inoltre, il Ministero ritiene possibile utilizzare una nozione di imprenditore/datore di lavoro intesa in senso ampio, ovvero connessa a “qualunque soggetto che svolge attività economica e che sia attivo in un determinato mercato” e quindi anche gli studi professionali.

Il beneficio, pari a 5.000 euro, spetta per l’assunzione a tempo indeterminato, sia full time sia part-time, ovvero per la trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto di lavoro a tempo determinato di giovani, di età non superiore a 35 anni, genitori di figli minori legittimi, naturali o adottivi. Ma non solo. Il bonus scatta anche in presenza di affidatari di minori, disoccupati o titolari di un rapporto precario ed iscritti in un’apposita banca dati gestita dall’INPS. Per godere dell’incentivo, è necessario che, al momento dell’assunzione, il lavoratore sia iscritto alla “Banca dati per l’occupazione dei giovani genitori” gestita dall’INPS.

Dalla banca dati si verrà cancellati automaticamente in caso compimento di 36 anni d’età o al raggiungimento della maggiore età di tutti i minori.

Inoltre il contributo viene erogato per ogni lavoratore assunto, fino ad un massimo di 5 assunzioni ma è cumulabile con altri incentivi previsti dalle norme vigenti.

Dall’INPS arrivano le condizioni, che sono peraltro riportate nella “vecchia” circolare n. 115 del 5 settembre 2011, ossia:

- l’assunzione non deve costituire attuazione di un obbligo, ai sensi della legge 68/1999 in favore dei disabili; il datore di lavoro non deve aver effettuato, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o per riduzione del personale;

- il datore di lavoro non deve avere in atto sospensioni dal lavoro o riduzioni dell’orario di lavoro per crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione industriale, il lavoratore assunto non deve essere stato licenziato, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, dalla medesima impresa ovvero da impresa collegata o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

 

L'articolo è tratto dal sito Adepp.

08/07/2016

 
 
 

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