Colf a costo invariato

Una busta paga leggermente più pesante, compensata dal mancato aumento della contribuzione dovuta all’Inps. E’ questa la prospettiva 2016 per le famiglie che occupano personale domestico (colf, baby-sitter e badanti). Contributi Inps al palo. Permettersi ... 

Leonardo Comegna

Una busta paga leggermente più pesante, compensata dal mancato aumento della contribuzione dovuta all’Inps. E’ questa la prospettiva 2016 per le famiglie che occupano personale domestico (colf, baby-sitter e badanti).

Contributi Inps al palo. Permettersi una colf quest’anno non costerà di più rispetto al 2015.  Il mancato incremento del tasso d’inflazione (-  0,1%), non ha infatti prodotto la consueta lievitazione delle retribuzioni convenzionali su cui viene calcolata la contribuzione dovuta all’Inps. Di conseguenza, non si è prodotto alcun aumento del contributo orario. Il primo appuntamento del 2016, come al solito, è fissato per l’11 aprile (il giorno 10, scadenza naturale, cade di domenica), termine ultimo per il versamento relativo al primo trimestre gennaio-marzo e la tabella cui fare riferimento è pertanto la stessa utilizzata lo scorso anno.

La busta paga. Le retribuzioni minime di colf e badanti vengono aggiornate annualmente, in base alla variazione del costo della vita. I nuovi valori vengono fissati ogni anno dalla Commissione nazionale per l'aggiornamento retributivo, composta dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle associazioni dei datori di lavoro che hanno stipulato il contratto di categoria. L’aggiornamento di quest’anno considera l 'ultima tranche di aumenti previsti nel rinnovo contrattuale del 2013, mentre i valori non subiscono un ulteriore incremento per effetto dell'indice Istat, che nel periodo di riferimento, è risultato pari a zero.  

Le categorie.  Gli importi minimi vengono stabiliti secondo le categorie previste dal contratto. Si parte quindi dai collaboratori domestici alle prime armi (liv. A) per arrivare a chi, dopo un'adeguata formazione professionale, assiste persone non autosufficienti (liv. DS). C'è poi una distinzione tra conviventi (anche part-time), non conviventi e lavoratori che assicurano assistenza o presenza notturna. Al minimo retributivo fissato per legge per lo specifico livello di inquadramento del lavoratore, vanno aggiunti gli scatti di anzianità previsti per ogni biennio di servizio svolto presso lo stesso datore di lavoro, la quota vitto e alloggio (164,40 euro al mese) se convivente e gli eventuali superminimi ovvero aumenti per merito. 

 

L’indennità di vitto e alloggio dal 1° gennaio 2016 è di 5,48 euro giornalieri, così suddivisi: 1,91 per ciascun pasto e 1,66 euro per il pernottamento (valore mensile: 164,40 euro).

 

 

 

22/03/2016

 

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