ISEE, riccometro più soft per i disabili

L'Inps aggiorna le Faq: novità e chiarimenti per l'ISEE. Non rilevati assegni di cura, voucher e bonus energia percepiti da soggetti con disabilità e non autosufficienza

Leonardo Comegna

Il bonus gas ed elettricità, la pensione di guerra, i buoni per l'acquisto di beni e servizi e contributi per abbattimento di barriere architettoniche, percepiti da soggetti con disabilità e non autosufficienza, non vanno dichiarati per l’Isee (l’indicatore  della situazione economica che consente ai contribuenti a basso reddito di accedere a prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate). Lo precisa l’Inps nell’aggiornamento dell’apposita sezione Web (pubblicato il 19 ottobre),  attraverso la quale l’ente di previdenza risponde ai quesiti più frequenti (le cosiddette Faq) che gli pervengono in materia. 

Disabili. Molte delle nuove Faq fanno riferimento alle novità (legge n. 89/2016) che hanno corretto la disciplina Isee per le famiglie con disabili, dichiarata illegittima (Tar e Consiglio di stato). Un primo quesito chiede conferma del non obbligo della dichiarazione di: contributo per abbattimento di barriere architettoniche; voucher per servizi all'infanzia; assegni di cura; bonus gas ed elettrico; altre forme di compartecipazione al costo di beni o servizi del disabile. E l'Inps conferma, spiegando che “non vanno indicati, a prescindere dalla rendicontazione, i contributi erogati a titolo di rimborso per spese che la persona disabile e/o non autosufficiente ha necessità di sostenere per svolgere le attività quotidiane”.  

Assegni dei Comuni. Un’altra Faq riguarda alcuni chiarimenti sulle modalità di scorporo dell'assegno familiare e/o di maternità erogati dai Comune.  Si chiede se per l'importo percepito nel secondo anno precedente la presentazione di Dsu (dichiarazione sostitutiva unica, cioè la “domanda” di Isee) sia corretto non rilevare l'anno di competenza, ma individuare solo il criterio di cassa. E ancora, che cosa s'intende per “effettivamente percepito”: significa che si applica il criterio di cassa, verificando l'effettiva data d'incasso del bonifico o, invece, va verificato solo che il bonifico sia stato emesso?  L'Inps conferma che “bisogna seguire il principio di cassa”. Per cui, va scorporato l'importo percepito dal beneficiario nel secondo anno precedente la presentazione della Dsu rapportato al parametro della scala di equivalenza.  

Universitario maggiorenne.  Lo studente universitario maggiorenne per il quale esiste un provvedimento di affido prorogato fino al compimento del 21° anno di età, fa a nucleo a se stante? Risposta affermativa. In analogia a quanto previsto per il figlio minorenne, può scegliere di fare nucleo a se stante o far parte del nucleo familiare dell’affidatario.

Genitori non conviventi. Altro quesito riguarda la compilazione della Dsu nel caso di minore che vive con la madre (un genitore in senso generale), mentre il padre (l'altro genitore) con diversa residenza, pur in mancanza di provvedimento giudiziario, versa gli assegni per il figlio. In proposito, l'Inps spiega che “la madre dovrà considerare il genitore esterno al nucleo, o come componente attratto o come componente aggiuntivo, se risposato o se ha avuto figli con altra persona. In entrambe le situazioni, alla luce della mancanza di un provvedimento giudiziario, vanno indicati gli importi degli assegni (sia nel quadro del padre che li versa, sia nel quadro della madre che li percepisce)”.

Partita Iva. Si chiede di sapere se è possibile presentare il modulo sostitutivo ai fini del calcolo dell'Isee corrente per una persona che ha cessato un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato ed è, contemporaneamente, titolare di partita Iva. Affermativa la risposta Inps, con calcolo che verrà rilasciato in presenza di variazione dell'indicatore reddituale superiore al 25%.  La risposta vale anche nell’ipotesi di sospensione del lavoro per infortunio retribuito dall’Inail.

 

21/10/2016

 
 

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