Più occupazione stabile grazie agli incentivi

Buone notizie sul fronte del mercato del lavoro. Il numero delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato, nei primi dieci mesi del 2015, è aumentato, rispetto al corrispondente periodo del 2014, di 329.785, passando da 1.107.762 a 1.437.547. Diminuiscono invece le assunzioni con contratti a termine (-59.782) e le assunzioni in apprendistato (-43.834). La variazione netta, ossia il saldo tra le assunzioni e le cessazioni, è stato pari a 616.543 posizioni; con un miglioramento ...

Leonardo Comegna

Buone notizie sul fronte del mercato del lavoro. Il numero delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato, nei primi dieci mesi del 2015, è aumentato, rispetto al corrispondente periodo del 2014, di 329.785, passando da 1.107.762 a 1.437.547. Diminuiscono invece le assunzioni con contratti a termine (-59.782) e le assunzioni in apprendistato (-43.834). La variazione netta, ossia il saldo tra le assunzioni e le cessazioni, è stato pari a 616.543 posizioni; con un miglioramento superiore alle 300mila unità. A segnalarlo è l”Osservatorio Inps sul precariato”.

Nord e Centro in testa. L’incremento delle assunzioni a tempo indeterminato 2015 su 2014 risulta superiore alla media nazionale (+30%) in Friuli-Venezia Giulia (+78%), in Umbria (+56%), in Piemonte (+52%), nelle Marche (+47%), in Trentino-Alto-Adige (+47%), in Emilia-Romagna (+46%), in Veneto (+45%), in Liguria (+44%), nel Lazio (+38%), in Lombardia e Toscana (+35%). Le variazioni più modeste si registrano nelle regioni del Sud: Calabria (+12%), Puglia (+11%) e Sicilia (+4%). Un vero e proprio boom viene infine segnalato per quanto riguarda i buoni lavoro. Nei primi dieci mesi del 2015 risultano venduti 91.867.175 voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (54.800.369), pari al 67,6%, con punte del 98,5% in Sicilia, dell’85,9% in Liguria e dell’85,2% in Puglia.

Come accennato, i dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell’Istituto di previdenza (www.inps.it) nella sezione Banche Dati/Osservatori Statistici, report dal titolo “Osservatorio sul precariato”, dove il giorno 10 di ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie.

Effetto sgravi. Tutto bene dunque? E’ ancora troppo presto per dirlo. I buoni risultati, infatti,  sono il frutto congiunto degli sgravi previsti per quest’anno per le assunzioni a tempo indeterminato e del Jobs Act che ha liberalizzato il mercato del lavoro. Gli sgravi contributivi però dureranno sì 3 anni, ma solo per quelli che hanno assunto entro il 2015, mentre il Jobs Act avrà effetti permanenti.  Nella Legge di stabilità, in corso di approvazione, si sta delineando il quadro degli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato che si effettueranno nel corso del 2016, ma, salvo modifiche dell’ultima ora, l’incentivo  sarà di gran lunga ridotto rispetto a quello vigente. Infatti, l’esonero scende da 3 a due anni e si riduce al 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro. Inoltre, il limite massimo viene ridotto a 3.250 euro su base annua, contro gli attuali 8.060 euro.  Servirà dunque  più tempo per capire se questa ripresa del lavoro la si deve un cambio strutturale delle regole del mercato o se, come è più facile credere, è legata al sussidio pubblico mascherato da sgravio fiscale, che oltre a non essere particolarmente utile è anche temporaneo. Sono in molti a ritenere che spesso  lo sgravio, che vale  per chiunque assume, abbia effetti sostitutivi, ossia fa risparmiare chi avrebbe comunque assunto qualcuno.

 

17/12/2015

 

 

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